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Luca Gironi

Luca Gironi

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ARCI Caccia: “Animal Partito”. Gli italiani non lo vogliono

 

E’ da qualche tempo che l’ARCI Caccia denuncia la strumentalità, la faziosità e la provocazione offensiva nei confronti dell’intelligenza dei cittadini, di quegli umani in politica che ritengono che gli animali debbano fare un Partito.

Il sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani commissionato da LA7 conferma, se ancora ce n’era bisogno, che gli italiani decidono di testa loro e, vivaddio, non inseguono speculazioni elettorali di politici in servizio permanente.

Le intenzioni di voto degli italiani, sempre più costretti all’astensionismo per mancanza di proposte politiche credibili e utili alla loro vita quotidiana, danno il “Partito degli animali”, all’1,4% dei voti.

La mimetizzazione di politici di lungo corso, predatori di voti, è stata smascherata già alle prime presentazioni del “nuovo soggetto”. A poco è valsa la tanto sbandierata sponsorizzazione ufficiale dell’on. Silvio Berlusconi ed avere nel “cast” attrice protagonista dell’Animal Partito, la famosa Ministra on. Brambilla. I voti non si trovano con le “boutades”.

Le donne e gli uomini di questo Paese non si lasciano “affabulare”, hanno una straordinaria coscienza ambientalista e sono consapevoli di quali siano i problemi reali dell’ambiente o della salute e conoscono bene l’importanza di accrescere la biodiversità, tutelarla, goderla con parsimonia sapendo di dovere rispetto e riconoscimento agli agricoltori, agli allevatori attivi e produttivi custodi delle campagne italiane.

Il contesto conferma che per la gestione del patrimonio faunistico del Paese si aprono grandi spazi: è possibile promuovere una cultura unificante dell’approccio ai temi ambientalisti dei cittadini delle grandi metropoli e di quanti vivono e sono presidio, economia e lavoro delle campagne.

Se non ora quando? Ci sono le condizioni per la caccia e chi la pratica di affermarsi come utili alla salvaguardia delle tradizioni rurali e fonte di risorse per la permanenza degli agricoltori nelle aree svantaggiate.

Occorre con sollecitudine liberare da zavorre e parassitismi gli enti gestori della fauna selvatica, in particolare gli ATC – spesso autoreferenziali – e asserviti a dinamiche di sopravvivenza delle Associazioni e non degli interessi degli agricoltori e della biodiversità del territorio che governano.

Purtroppo, il mondo scientifico, i tecnici sono più predisposti ai divieti e ad assecondare o proporre il “pronto caccia” che alla produzione attiva di ambienti per la fauna selvatica.

Associazioni con doppie rappresentanze, consulenti, tecnici, Comitati degli ATC, in molte realtà hanno volutamente smarrito i compiti positivi e gratificanti affidati loro dalla legge.

A chi giova? Sicuramente non al Paese ed ai cacciatori!

Fondazione UNA: “Parte da Bergamo Selvatici e buoni”

 

(AGI) – Clusone (Bergamo), 22 set. – La Fondazione UNA Onlus, promotrice del progetto “Selvatici ma Buoni”, ha la funzione di “collettore delle realta’ territoriali – spiega il suo presidente Nicola Perrotti – e delle realta’ scientifiche, con lo scopo di formare le persone, a vari livelli, affinché venga valorizzata la carne di selvaggina e questa diventi fruibile, non solo dai cacciatori, ma anche da tutti, anche dalla genti di citta’. In Europa esistono delle direttive che regolamentano la filiere che, tuttavia, “nel territorio italiano hanno avuto – continua Perrotti – un’applicazione parziale. Il nostro obiettivo e’ quello di portare queste direttive su tutto il territorio. Con l’iniziativa di oggi iniziamo questa sperimentazione sul territorio della bergamasca”.
Con “Selvatici e Buoni”, spiega Maurizio Zipponi, presidente del comitato scientifico di Fondazione UNAOnlus, “si attribuisce finalmente valore ad una carne tanto pregiata quanto sottovalutata come quella di selvaggina, nella cui filiera saranno introdotti criteri di tracciabilita’, sicurezza alimentare, trasparenza e legalita’. Ad enti e istituzioni bergamasche va il plauso di aver capito per prime le potenzialita’ della filiera della selvaggina come strumento utile al territorio per produrre nuova economia e nuovo lavoro, riconoscendo un positivo ruolo della caccia e dei cacciatori quali ‘paladini del territorio e della biodiversita”. Come Fondazione UNA – conclude Zipponi – intendiamo replicare il modello Bergamo in altri territori italiani”. (AGI)
Fea

In attesa dei Tordi… A Canino

E’ appena iniziata la caccia e molti già pensano ai tordi, uccelli che piacciono a tanti cacciatori come si sa. Ne abbiamo parlato ancora lo scorso anno facendo riferimento ad una splendida zona di Canino, in cui la cui conformazione del territorio, consente un habitat decisamente ideale visto che può garantire una abbondante pastura all’interno delle grosse ulivete la cui presenza è abbondantissima (ricordo che la produzione di olio , oltre che ricca, è di altissima levatura), ed inoltre c’è una forte presenza di ricchi sieponi e di boschi nei quali i tordi e spesso i colombacci tendono a fermarsi nel pieno della stagione di passo.
Dal ’75 è presente la Riserva Venatoria di Canino che fa capo alla passione di Giò Pietro Pieri, per gli amici Lallo.
La caccia si svolge su poste numerate fisse per tutta la stagione o con permesso giornaliero e viene praticata solo alla Domenica dal 5 di Novembre fino al termine della caccia con silenzio venatorio per il resto della settimana.
Lo scorso anno, grazie anche ad un passo decisamente abbondante, le catture sono state parecchie ed hanno reso felici i classici tordaioli anche nella parte finale della stagione di caccia.
Per esperienza anche personale fatta nella Riserva, devo dire che nell’ambiente esiste una grande correttezza e si vive in qualche modo la passione della caccia di un tempo, senza strafare e vivendo un genuino attaccamento alle tradizioni ed alla Natura. Non manca oltretutto una felice accoglienza del luogo e del Paese, dove grazie alla presenza di ottimi ristoranti e del famoso Olio-buono di Canino è possibile passare anche a tavolo momenti di allegria anche in compagnia di bruschette di rara bontà.
Per la prenotazione delle cacciate e quindi l’ottenimento di permessi giornalieri Domenicali, ci si deve rivolgere al responsabile Giò Pietro Pieri direttamente al suo cellulare: 3391176968.
Al momento, non resta che il rituale “ In Bocca al Lupo” assieme alla speranza di un passo abbondante di tordi e colombacci.

Cesare Ricciarelli

ANUU: IL PASSO E' IN MOVIMENTO

Quando nella scorsa nota sul passo settimanale evidenziavamo la possibilità di una ripresa del movimento migratorio di fine mese, puntualmente è arrivato nella giornata di venerdì 22, con un ritorno durante la giornata della temperatura a livelli gradevoli per questo inizio d’autunno. E così è stato per l’avvio del Tordo bottaccio, rivelatosi positivo su tutto l’arco pedemontano, con interessanti notizie provenienti pure dalla Toscana e dalla Liguria. Ma vi è di più: dopo anni di assenza, quasi assoluta, del Frosone, si è notato finalmente il suo ritorno con le storiche alternanze negli anni che i nostri vecchi chiamavano “invasioni”. Anche la Capinera sta mostrando la sua linea di tendenza costante da non pochi anni a questa parte, per ricordare pure l’Organetto, in grande anticipo, inanellato in data 21/09 anche per la sua altitudine (360 m. s.l.m.) all’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN che cura queste note, in collaborazione con gli Osservatori esteri e gli annuali schemi di raccolta dati, attuati dall’Ufficio coordinamento tutela ambientale, ricerca ornitologica, inanellamento dell’ANUUMigratoristi da oltre quarant’anni. È stata notata, ancora per questo periodo, la particolare presenza della Balia nera, della Cannaiola, del Luì grosso e del Beccafico. Sotto tono, invece, è l’inizio del Pettirosso. Ormai la pagina della migrazione è aperta: osserviamola con la massima attenzione e con un saggio prelievo nel rispetto della vigente normativa.

DA ACMA ALCUNI CHIARIMENTI SUL DIVIETO DI RICHIAMI VIVI PER LA CACCIA AGLI ACQUATICI

L’ACMA ha diffuso l’ultima Disposizione del Ministero della Salute del 20 settembre scorso a chiarimento del divieto di uso dei richiami vivi per la caccia agli acquatici su tutto il territorio nazionale.

“Con riguardo alla portata dei due provvedimenti [divieto di impiego dei richiami e disposizioni sulla loro detenzione, n.d.r.] – si legge nella Disposizione – sono pervenute per le vie brevi richieste di chiarimento da parte di alcune Regioni, Associazioni venatorie e privati cittadini, in particolare per poter ricevere informazioni se tale divieto debba intendersi come applicabile alle sole zone ad alto rischio o all’intero territorio nazionale.

In proposito, alla luce dell’evoluzione attuale dell’emergenza dovuta ad influenza aviaria ad alta patogenicità sul territorio nazionale, con una circolazione virale che ancora permane su diversi territori, risulta opportuno confermare come i due provvedimenti debbano al momento essere considerati complementari ai fini del mantenimento del divieto di utilizzo degli uccelli da richiamo su tutto il territorio nazionale.

Con riferimento alla eventuale revisione di tale divieto, considerati i riscontri che potranno conseguire nelle prossime settimane da tutte le attività di sorveglianza epidemiologica in atto ed in base ai risultati che deriveranno dall’applicazione delle misure restrittive sulle aree interessate dalla diffusione della malattia, si procederà nel breve termine ad una rivalutazione del rischio in collaborazione con il Laboratorio Nazionale di Riferimento per l’Influenza Aviaria (IZS-VE) in vista di una rimodulazione delle diverse misure intraprese, incluso il divieto di utilizzo degli uccelli da richiamo su tutto il territorio nazionale di cui trattasi che, per il momento, è da intendersi confermato fino al 31 Ottobre 2017”.

(www.ladeadellacaccia.it)

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