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Luca Gironi

Luca Gironi

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Finalmente Rigby distribuisce le sue carabine in Italia

  • Pubblicato in Le Armi

John Rigby & Co. annuncia l’inizio della distribuzione delle sue leggendarie carabine sul mercato italiano e invita gli appassionati a vederle a Caccia Village 2017, Bastia Umbra, dal 12 al14 maggio.

Dal 1775, Rigby produce carabine ed express straordinari, che hanno appassionato i cacciatori Africani per generazioni.

Nella propria sede di Londra ancora oggi i suoi maestri uniscono la modernità delle più avanzate tecnologie con l’eleganza delle linee, la perfezione della lavorazione artigianale, la personalizzabilità totale, per le quali un’arma Rigby è da sempre qualcosa di unico e straordinario.

Dal 2017 Rigby ha allargato la sua produzione a calibri che faranno la felicità dei cacciatori Europei. Il nuovo modello Highland Stalker, infatti, è costruito sull’azione Mauser 98 standard ed è disponibile in cinque calibri diversi (.275, .308, .30-06, 8×57, 9.3×62) per coprire tutte le esigenze di chi pratica la caccia a palla in Europa. Il modello base ha calcio “principe di Galles” in noce turco classe 5, le classiche tacche di mira tarate a 65, 150 e 250 yard ed è disponibile anche in versione con calcio accorciato per il pubblico femminile oppure con calcio mancino.
Il suo prezzo lo pone davanti agli occhi dell’appassionato come un sogno, ma non irrealizzabile.

John Rigby & Co ha scelto Forest Italia Srl come Exclusive Distributor per il mercato italiano. “Crediamo che gli appassionati Italiani, da sempre cultori delle nostre armi, possano apprezzare particolarmente il nostro Highland Stalker per la caccia nel vostro bellissimo paese, e confidiamo nelle competenze e nell’entusiasmo di Forest Italia per presentare al meglio l’eccellenza Rigby ai cacciatori italiani”, ha dichiarato Marc Newton, Managing Director di John Rigby & Co.
Francesco Corrà, Amministratore di Forest Italia ha aggiunto: “E’ proprio con un grandissimo entusiasmo che ci dedicheremo, onorati, a trattare questo fantastico marchio e queste meravigliose armi, sapendo quanti cacciatori italiani saranno in grado di goderne l’eleganza e la qualità dei materiali e delle lavorazioni, che si apprezzano in ogni dettaglio”.

Allo stand Rigby presso Caccia Village, a Bastia Umbra, dal 12 al 14 maggio sarà possibile ammirare sia alcuni modelli Highland Stalker che il leggendario express Rising Bite e vari pezzi del bolt action Big Game, oltre ad una selezione degli splendidi accessori marchiati Rigby che l’azienda produce.

Per informazioni
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 045 8778772 – www.forestitalia.com/rigby.html

FIDASC: MAURA GENTA E MICHELE RIZZO CON I LORO NIVERNESI ANCORA SUL TRONO ITALIANO DELLE MUTE SU CINGHIALE

Mute per tutti i gusti alla finale del 17° Campionato Italiano di conduttori di cani da seguita su cinghiale (categoria A). Due di Ariegeois, due di Segugi del Giura, due di Segugi Maremmani, e una ciascuna di Petit Bleu de Gascogne, Beagle, Griffon Bleu de Gascogne, Segugi Istriani, Gascon Saintongeois e Griffon Nivernais. Mai come quest’anno c’è stata una così variegata presenza di grandi razze da seguita alla finale di un Campionato Italiano alla quale, come ha ricordato il vice presidente vicario Domenico Coradeschi, arrivano i migliori equipaggi selezionati da una lunga e severissima fase eliminatoria che ha visto impegnati oltre 160 conduttori e circa 1.000 soggetti. Tutto questo a dimostrazione dello straordinario interesse sportivo di questa specialità della cinofilia federale che ormai abbraccia ogni attività sportiva praticata con l’ausilio del cane.
Teatro di questo scontro finale è stata, come ormai da tradizione, la provincia di Arezzo e i terreni “liberi” di ben sei comuni: Anghiari e Monterchi (prima giornata di gara), Sansepolcro e Pieve Santo Stefano (seconda giornata) e Civitella in Val di Chiana e Monte San Savino (terza e ultima).
Sotto la diretta e instancabile supervisione del Cavalier Coradeschi, le lunghe e complesse operazioni organizzative sono state curate dal Delegato Fidasc Silvia Mafucci, affiancata dai soliti validissimi collaboratori dell’Asd Giotto presieduta da Giovanni Giusti e da una lunghissima serie di preziosi “sostenitori” e grandi appassionati di cinofilia venatoria come il Dr. Giancarlo Lippi e il Dr. Piergiuseppe “Beppe” Migliorini, pluricampione cinofilo ed espertissimo canaio nella cui splendida azienda (agricola e di raffinato agriturismo) di Capocontro, si è svolta l’ultima giornata di gara e le premiazioni. Una cerimonia che quest’anno ha avuto un’ospite straordinaria, l’Ambasciatore Elisabetta Belloni, prima donna a ricoprire l’importante e delicato incarico di Segretario Generale del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. All’autorevole rappresentante della Farnesina il presidente Felice Buglione, impegnato al Campionato del Mondo di English Sporting a S. Antonio in Texas, ha subito fatto pervenire un messaggio di profondo ringraziamento e di riconoscenza da parte di tutta la Fidasc.
La cronaca sportiva di questa finale, affidata alla valutazione di due esperti giudici Enci come Alberto Galdi e Demos Morellini, coadiuvati dal giovane ufficiale di gara Fidasc Luca Brunacci, si è dipanata, come di consueto in tre giornate in ognuna delle quali erano impegnate quattro mute.
Il 21 aprile, con il sostegno “tecnico” di Mauro Bergamaschi (uno dei 12 finalisti, ma in terza giornata e fuori casa) supportato dal guardiacaccia Mario Senesi, sempre molto disponibile e ospitale, e dagli uomini delle due squadre locali: “Libbiano” e “Anghiarese”, sono scesi in campo i primi quattro equipaggi.
Il primo turno è toccato in sorte a Marco Barbanera con i suoi Ariegeois Olga, Rabbia, Ful, Fido, Lampone e Maia. In seconda sciolta c’era Carlo Bianchini con una muta di Griffon Bleu de Gascogne: Figo, Irenee, Igor, Indio, Ines e Fred. Poi è stata la volta dei Segugi del Giura di Simone Galeotti: Ito, Enea, Asia, Selvaggia, Shiro e Ronda. La sciolta di fine giornata è toccata alla muta di Beagle di Alessio Guerrini: Tamburo, Pallino, Pepa, Ronaldo, Juma e Leo.
In classifica, (M.B. e una media di 152,66) solo la muta di Simone Galeotti: Ito (MB-152), Enea (MB-155), Asia (MB-154), Selvaggia (B-148), Shiro (MB-152) e Ronda (MB-155).
Sabato 22 sono stati i terreni di Collacchioni, dove “operano” le storiche Squadre
“Cignano” e “Squadrone” ad ospitare le quattro sciolte che per sorteggio hanno avuto questo ordine. Primo turno ad Alvaro Paparelli con i suoi Maremmani: Bruschino, Falco, Guerrina, Codino, Bosco e Jet. A seguire è stata la coppia Pignoloni-Bartolini che ha sciolto una muta di Segugi del Giura: Max, Biro, Rek, Bobby, Moito e Drago. È stato poi il turno di Francesco La Cava con i suoi Istriani: Munja, Ira, Izo, Vrag, Dori e Dino. La quarta e ultima sciolta della giornata è stata quella dei sette Gascon Saintongeois del Campione 2013 Giuliano Dimani: Elisa, Gavroche, Leo, Savage, Surf, Lisa e Michelle.
Alle relazioni sono risultate in classifica due sole mute, quella di Alvaro Paparelli (MB-150,83) e, un soffio dietro, quella di Francesco La Cava (MB-150,33). Questo il dettaglio dei Maremmani di Paparelli: Bruschino (B-149), Falco (MB-151), Guerrina (MB-151), Codino (MB-151), Bosco (MB-1562) e Jet (MB-151). Questa invece la qualifica degli Istriani condotti da La Cava: Munja (MB-152), Ira (MB-152), Izo (MB-152), Vrag (MB-152), Dori (B-144) e Dino (MB-150).
Il terzo e ultimo giorno di gara la carovana si è trasferita – giudici e bagagli – in Valdichiana e più precisamente sui fiabeschi terreni di Capocontro, a Civitella in Val di Chiana, dove il Dr. “Beppe” Migliorini insieme ad un suggestivo patrimonio di architettura rurale custodisce gelosamente una secolare tradizione cinegetica venatoria e sportiva. Negli sterminati boschi che si estendono fin sotto il castello di Gargonza, sono scesi in campo gli ultimi quattro turni di questo Campionato, con il supporto degli esperti cacciatori delle Squadre “Civitella Vergnana” e “Settecani-Le Pinete”.
La prima sciolta è andata in sorte al duo Genta/Rizzo con i Griffon Nivernais: Axel, Ianes, Charly, Gaia, Giuda e Jone. In secondo turno è stato Mauro Bergamaschi a sciogliere la sua muta di Maremmani: Brigo, Paco, Mosca, Brambilla, Belva e Mosè. In terza battuta è sceso in campo
Stefano Pollero con la sua muta di Petit Bleu de Gascogne composta da Mia, Marta, Melissa, Bracco, Tobia e Baldo. A chiudere la sfida è stato sorteggiato Federico Pallisco coadiuvato dai suoi
Ariegeois: Brio, Dea, Pedro, Bingo, Robin e Ledy.
Alla resa dei conti, solo una muta è risultata in classifica ed è stata quella dei Nivernesi di Maura Genta e Michele Rizzo (Ecc.-162,66) con queste qualifiche individuali: Axel (MB-159), Ianes (Ecc.-164), Charly (Ecc.-164), Gaia (Ecc.-164), Giuda (Ecc.-167) e Jone (MB-158).
In base a queste prove, il podio finale del 17° Campionato Italiano per Conduttori di cani da seguita su cinghiale in muta – Categoria A è risultato così composto:
Campione Italiano 2017 Maura Genta e Michele Rizzo – Griffon Nivernais Axel, Ianes, Charly, Gaia, Giuda e Jone
Medaglia d’argento Simone Galeotti – Segugi del Giura: Ito, Enea, Asia, Selvaggia, Shiro e Ronda.
Medaglia di bronzo Alvaro Paparelli – Segugi Maremmani: Bruschino, Falco, Guerrina, Codino, Bosco e Jet.

Roma, 24 aprile 2017

FACE: DISPONIBILE IL NUOVO SITO SUL MANIFESTO DELLA BIODIVERSITÀ

FACE ha realizzato un sito interamente dedicato al Manifesto per la Biodiversità, l’importante progetto FACE per documentare come la caccia apporti significativi e concreti benefici alla conservazione dell’ambiente e della fauna. Lo scopo dell’iniziativa è quello di promuovere ancora di più lo sviluppo del Manifesto Face perla Biodiversità e creare una fonte di informazioni essenziale sulla caccia e la conservazione della natura.

Sul sito, raggiungibile all’indirizzo http://www.biodiversitymanifesto.com/, è possibile approfondire la propria conoscenza in merito al Manifesto, consultare tutti i progetti che concorrono alla sua realizzazione – ben 221 fino ad ora -, trovare un focus mensile su un progetto specifico, condividere le proprie iniziative sul tema e altro ancora.

Il sito è indirizzato in particolare ai cacciatori, altri conservazionisti, agricoltori, studiosi, ricercatori, rappresentanti politici e delle Istituzioni, organizzazioni ambientali non governative.

Le gabbie dei richiami

Le gabbie destinate ad accogliere i richiami vivi possono essere di vari tipi; con varie forme, tipologie costruttive e con l'uso di materiali diversi. L'essenziale è che rispettino i requisiti di legge e permettano ai nostri fidi ausiliari una vita il più possibile confortevole. Le misure di legge, lo ricordiamo, sono 30 x 25 x 25 cm per i turdidi e 20 x 20 x 15 per le allodole. Queste misure minime sonostudiate per consentire agli uccelli di aprire agevolmente le ali e consentirgli una certa libertà di movimento. La gabbia è in sostanza un'intelaiatura di sbarre di plastica con un fondo formato da stecche di acciaio inossidabile. Questo perché sul fondo si accumulano le deiezioni che come quelle di tutti gli uccelli sono corrosive. Le dotazioni minime di una gabbia consistono in una mangiatoia, in una ballerina, il piccolo posatoio inserito a metà della gabbia, un abbeveratoio e una copertura. Sulla parte superiore o su uno dei lati stretti troviamo l'apertura. Io preferisco la seconda ipotesi, che permette di cambiare gabbia, in caso di bisogno, senza prendere in mano il richiamo. Il beverino o abbeveratoio è la scorta d'acqua a disposizione del richiamo. Il mio consiglio è di metterne sempre due, in modo da lasciare un quantitativo d'acqua maggiore al richiamo. Se ci imbattiamo in un soggetto che ama sostare sull'abbeveratoio, sporcando l'acqua con le deiezioni, allora sarà utile ricorrere a un dissuasore, che gli consenta di bere ma non di sostare sul beverino. Altro accessorio di fondamentale importanza è la ballerina o posatoio. Esso consente al richiamo di stare appollaiato in mezzo alla gabbia in posizione confortevole. Io consiglio di usare un supporto in legno di forma cilindrica di circa un centimetro di diametro. Simulando un appollo ligneo come si potrebbe trovare in natura, riduce la possibilità di deformazioni delle zampe che possono insorgere con un supporto meno naturale. La mangiatoia accoglie il mangime destinato agli uccelli, come per l'abbeveratoio il principale problema da affrontare è la contaminazione con le feci. Per questo risultano molto utili i modelli dotati di mangiatoia esterna che consentono agli uccelli di alimentarsi senza sporcare il mangime. La copertura ha una duplice funzione: riparare dalla pioggia e creare uno schermo sul lato superiore per dare tranquillità al richiamo. Gli attacchi dei rapaci, in natura vengono da quel lato, renderlo cieco al richiamo lo rende meno vulnerabile ad attacchi veri e comunque più tranquillo quando viene esposto. Generalmente le gabbie “normali” hanno una distanza tra stecca e stecca di circa 2 cm, ma in commercio si trovano anche gabbie con stecche più strette, circa 1,5 cm fino ad arrivare alle antirapace con stecche fissate ad 0,8 cm una dall'altra. I più tradizionalisti, per il merlo usano gabbie con il tetto a cupola. Questa tipologia di gabbie, consente ai merli, timidi per natura, di trovare rifugio su un posatoio protetto e di emettere il canto da una postazione più riparata.

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