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Luca Gironi

Luca Gironi

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ANLC: L’IDEOLOGIA CONTRO LA SCIENZA

Come tutti gli anni ormai, assistiamo ai soliti piagnistei degli animalisti i quali, o per un motivo o per l’altro invocano l’annullamento delle preaperture o addirittura la chiusura della caccia adducendo i motivi più svariati e spesso anche più fantasiosi.
Stavolta, l’offensiva anticaccia si è fatta ancora più massiccia grazie all’intervento congiunto di WWF da una parte, che ha impugnato il calendario della Calabria, e varie sigle, partiti e movimenti politici che con la scusa degli incendi e della siccità sono tornati all’attacco ciedendo la revoca delle misere preaperture previste dai calendari venatori.
Il colmo del ridicolo si è raggiunto in Lombardia dove il quotidiano “La Provincia Pavese” ha cercato di far credere ai suoi lettori che che la Libera Caccia fosse favorevole alla sospensione della immisione di volatili a scopo di ripopolamento e ad un rinvio dell’apertura della stagione venatoria.
Il giornalista Sandro Barberis, autore di un simile “articolo-trappola”, si è giustificato dicendo che tale presunta posizione gli sarebbe stata riportata nientemeno che da un autorevole esponente di Legambiente come Gianfranco Bernardinello.
Il cronista, ovviamente è stato immediatamente diffidato dal presidente Paolo Sparvoli a pubblicare una smentita ufficiale che è apparsa nell’edizione del 17 agosto ma che non ci soddisfa assolutamente e non ripara il grave danno di immagine procurato all’Associazione e alla sua chiara e coerente politica venatoria.
In attesa di esaminare con i propri avvocati l’eventualità di adire le vie legali, la Libera Caccia ricorda ai propri associati e a tutti i cacciatori italiani che:
- L’Associazione Nazionale Libera Caccia mai e poi mai ha avuto e avrà a che fare con Legambiente e i suoi portavoce. Un’associazione che ogni giorno si prodiga per la riduzione dell’attività venatoria non potrà mai essere partner della Libera Caccia, ancor più alla luce di queste ultime affermazioni. L’Anlc si è sempre contraddistinta per una chiara e netta presa di posizione verso politiche venatorie atte a migliorare la caccia in Italia e sicuramente non rientra nel nostro Dna la riduzione di tempi e specie cacciabili soprattutto per motivi come la siccità e l’aviaria che spesso sono ingigantiti o “creati” ad arte.
- Sospendere la preapertura alle specie cosiddette “estatine” rappresenta un’assurdità che non può essere uscita dalla bocca di alcun dirigente della Libera Caccia. Per estatini si intende quei volatili che provengo dal continente africano e quindi migratori transahariani. Detto questo, tortora e quaglia sono abituati a climi particolarmente secchi e siccitosi e l’approvigionamento dell’acqua è sicuramente l’ultimo dei loro problemi.
- Corvidi e gazze rappresentano probabilmente le specie con il più alto incremento demografico degli ultimi decenni. Già solo questa motivazione può far capire quanto una estate particolarmente calda e siccitosa rappresenta un “non” problema per queste specie che, oltre a creare numerosi danni ai piccoli passeracei distruggendo uova e nidiacei, riescono a trovare comunque le risorse idriche per affrontare queste condizioni particolari e rappresentano forse il più grande e concreto pericolo per la conservazione della biodiversità.
- La problematica dell’influenza aviaria, è bene ricordarlo, nasce esclusivamente dagli allevamenti di tipo intensivo destinati al consumo umano. Giova anche ricordare che le Regioni, le Province e le Associazioni Venatorie che si avvalgono di selvatici di allevamento per le immissioni ricorrono ad allevamenti in cui la certificazione di buona salute è competenza delle ASL locali. Prima dell’immissione ogni capo è sottoposto a controllo veterinario e quindi giudicato sano dalle competente ASL che producono regolare certificato medico.
- Per quanto concerne l’uso dei richiami vivi, a seguito del ritrovamento di un piccolo focolaio di influenza aviaria in uno specchio lacustre di piccole dimensioni il Ministero ha deciso per un momentaneo stop alla reintroduzione dei richiami vivi per la caccia alle anatre. La competente Asl sta monitorando il caso e sta effettuando tutte le analisi del caso. Se tutto dovesse risolversi per il verso giusto siamo fiduciosi che per la metà di settembre il Ministero emanerà il decreto per il riutilizzo dei richiami vivi.
Quelle sopra riportate sono le linee guida ufficiali dell’Associazione Nazionale Libera Caccia la quale, mentre rigetta con sdegno quanto scritto nell’articolo del giornale “La Provincia Paese”, ribadisce con estrema fermezza che le eventuali prese di posizione di alcune realtà locali che non dovessero essere in linea con le direttive nazionali sono solo delle esternazioni di carattere personale e non possono in alcun modo essere considerate rappresentative della volontà e della politica venatoria dell’Associazione.

Il presidente
Paolo Sparvoli

ANLC Toscana: LO SCIACALLAGGIO NON HA LIMITE

In merito ai vari post che circolano sui principali siti e blog specializzati e sui social network sulla vicenda che la Libera Caccia abbia chiesto tre giorni fissi di caccia a settimana, teniamo a precisare quanto segue:
La lettera che circola è a firma di un nostro socio di una Provincia lombarda (Pavia) e, stante il fatto di quella realtà particolare, si tratta solo dell’opinione di una persona, dalla quale ci dissociamo in maniera ufficiale. La linea della Libera Caccia è totalmente all’opposto da quanto dichiarato a Pavia.
Purtroppo per altri, Libera Caccia è l’unica Associazione Venatoria Riconosciuta che in campo nazionale cresce ogni anno, ed in Toscana in maniera esponenziale. Sempre nuovi seguaci di Diana si affacciano ai nostri circoli chiedendo di tesserarsi con una Associazione veramente combattiva che non fa compromessi, che difende la caccia in tutte le sue forme col coltello in mezzo ai denti.
Comprendiamo quindi l’opera di sciacallaggio che qualche benpensante in questo momento fa correre su internet, tesa a screditarci e a far apparire una dichiarazione di un singolo su un singolo territorio come se questa fosse una cosa condivisa a livello nazionale. Ma i cacciatori di oggi non hanno più l’anello al naso e capiranno bene quello di cui si parla. La crescita anno dopo anno di ANLC non sarà fermata da tali ignobili tentativi di gettarci fango addosso.
ANLC ha sempre combattuto e sempre combatterà per estendere le maglie di una legge (la 157) che ha distrutto il mondo venatorio e ricorda a tutti (perché il passato sta lì a dimostrarlo ma in troppi se lo dimenticano o cercano di non farlo sapere) che fummo gli unici ad essere contrari a tale legge. ANLC non propone limitazioni alla caccia, MAI: questa è una condizione insindacabile per tutti i suoi dirigenti distribuiti dal Brennero a Pantelleria.
PER LIBERA CACCIA TOSCANA
IL PRESIDENTE REGIONALE
ALESSANDRO FULCHERIS

Sicilia: Cacciatori calabresi sul piede di guerra

Il Calendario Venatorio, emanato dalla Regione Sicilia, taglia, e di molto, la possibilità di accesso dei cacciatori extraregionali e i periodi in cui questi possono accedere al territorio siciliano. Questo non è andato giù ai cacciatori calabresi, che durante la stagione venatoria accedono all'isola in gran numero e si trovano tagliati fuori dopo aver pagato le quote di iscrizione e alle porte della nuova annata di caccia.

 

http://www.gazzettadelsud.it/news/calabria/255787/stagione-venatoria-in-sicilia-cacciatori-calabresi-tagliati.html

 

Si avvia verso la sentenza lo “scandalo fagiani” dell’ATC di Arezzo

Il 17 Ottobre si avrà la sentenza del processo sull’Affaire Fagiani che ha travolto l’Atc di Arezzo qualche tempo fa. Il Pm Julia Maggiore ha chiesto pene severe (un anno e 4 mesi) per il titolare dell’azienda fornitrice, per il presidente dell’ATC e per il funzionario della Provincia. Pene minori anche per alcuni degli altri componenti dell’ATC. Secondo la procura, infatti, la gara d’appalto presentava molte irregolarità volte a favorire una ditta ben precisa e a maggiorare il prezzo d’acquisto degli animali.

http://www.arezzonotizie.it/cronaca/affaire-fagiani-chieste-pene-fino-a-un-anno-e-quattro-mesi/

 

Partita anche quest'anno la migrazione degli Ibis Eremita

Partita anche quest'anno la migrazione degli Ibis Eremita che, nati allo zoo di Rosegg, percorreranno il tragitto tra l'Austria e la Laguna di Orbetello dove sverneranno. Quest'anno saranno ben 31 i nuovi nati  che compiranno il tragitto per la prima volta, guidati dagli operatori del progetto che li scorteranno a bordo di un ultraleggero. Siamo ormai al 4° anno di questo importante progetto di reintroduzione di una specie estinta in Europa dal XVII secolo.

http://magazine.parconaturaviva.it/2017/08/14/ibis-eremita-partita-la-4-migrazione-guidata-stormo-record-di-31-uccelli/

 

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