Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Luca Gironi

Luca Gironi

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SARDEGNA: TROVATO UN ALTRO CINGHIALE POSITIVO ALLA TRICHINELLA, L'ASSESSORATO ALLA SANITÀ, UDP E IZS RINNOVANO L'APPELLO PER IL CONSUMO DI CARNI E SALUMI CONTROLLATI

 

Un altro cinghiale abbattuto a Orgosolo, in località Maheddu, è risultato positivo ai controlli sulla Trichinella effettuati nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS) di Nuoro, su un campione prelevato dall’animale da parte dei cacciatori. Si tratta del secondo caso, nel giro di due settimane, in cui il pericoloso parassita è stato ritrovato nei cinghiali selvatici, sempre in agro di Orgosolo. Appena venti giorni fa, invece, la trichinella era stata rinvenuta in due macro-campionature effettuate su un branco di maiali domestici al pascolo brado abbattuti, lo scorso 9 gennaio in località Pradu, durante un operazione di controllo del territorio promossa dall’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna in collaborazione con la Prefettura e la Questura di Nuoro e con il personale dei corpi di polizia nazionale.

Consumare solo carni controllate. L’ennesimo ritrovamento dimostra che la presenza della trichinella fra suini domestici bradi e cinghiali è sempre più allarmante tanto che l’assessorato dell’Igiene e Sanità, l’UdP e l’IZS rinnovano l’appello a cittadini e consumatori: “Verificate sempre la provenienza sicura delle carni e dei salumi acquistati. Verificate che vengano da allevamenti certificati e rispettosi delle normative igienico sanitarie e veterinarie. Con la trichinella non si scherza: può infatti causare serie complicanze alla salute dell’uomo e, in casi estremi, può provocarne il decesso”.

La Trichinellosi è una zoonosi parassitaria del genere Trichinella. Presente in tutti i continenti tranne che nell’Antartico, è stata segnalata in più di 100 specie di mammiferi, 13 specie di uccelli, 3 specie di rettili. Colpisce più di 2.500 persone all’anno. Il parassita è presente in Sardegna, finora segnalato solo in agro di Orgosolo, dal 2005. Da allora ha causato il ricovero in ospedale, in tre distinti episodi, di 26 persone che avevano consumato carni di suino domestico non controllate. (www.ladeadellacaccia.it)

Continua l'attacco degli animalisti a Decatlhon, questa volta preso di mira il negozio di Firenze

Continua la crociata animalista contro Decathlon di vari guppuscoli della galassia animalista. Questa volta preso di mira il negozio di Firenze, contestato da una manciata di contestatori che come al solito se la prendono contro la presenza, nel negozio, di un reparto dedicato ad abbigliamento e vestiti per i cacciatori.

http://www.firenzetoday.it/cronaca/caccia-manifestazione-di-lav-davanti-a-decatlholon.html

 

ARCI Caccia Veneto: indipendenti dai Partiti, ma non indifferenti alla politica

 

Sabato 27 Gennaio si è riunito, a Mareno di Piave (TV) , il Consiglio Veneto ARCI Caccia per discutere della fase politico venatoria, degli impegni dei prossimi mesi, per approvare il bilancio di previsione 2018. Graditi ospiti dell'evento, due componenti la Terza Commissione Caccia del Consiglio Regionale del Veneto, Giampiero Possamai (maggioranza - Lega) e Graziano Azzalin ( Opposizione - PD). La relazione introduttiva, a cura del Presidente Regionale Ezzelini Storti, il successivo dibattito si sono concentrati su molti aspetti riguardanti la nostra passione. Sull'analisi della fase politica che ci porterà dopo il 4 di marzo ad avere un parlamento non molto favorevole alla Caccia, in questo senso la rinnovata unità nazionale nella "cabina di regia" fra tutte le AAVV riconosciute va bene, ma non è sufficiente. L'ARCI Caccia non è "cinghia di trasmissione" di alcun partito, lascia libertà di voto ai propri associati e quindi rimarca la propria autonomia da tutti i movimenti politici, ma da associazione di massa e non minoritaria non è indifferente alla politica. La relazione con essa, vista la nostra appartenenza alla "grande famiglia" ARCI che parte dal riconoscimento della Carta Costituzionale come fondamento della nostra democrazia, prima e dopo il voto, sia a livello nazionale che Regionale, deve continuare e portare " frutti" alla nostra passione. Un breve passaggio, con delega di approfondimento da parte del Consiglio dei Presidenti Provinciali, ha riguardato la prossima conferenza di programma ARCI Caccia del 24 Febbraio a Roma: il Veneto darà il proprio contributo assieme alle altre regioni. Infine si sono toccati i punti critici della nostra Regione. Il Piano Faunistico Regionale, come purtroppo sapevamo tranne sorprese dell'ultima ora, sarà di nuovo prorogato: un Piano scaduto nel 2012, con ormai 11 anni di anzianità, è semplicemente vergognoso non sia ancora stato cambiato e rinnovato! Nonostante le roboanti promesse di qualche Consigliere Regionale votato dai cacciatori per dare risposte al nostro mondo.... Ma i problemi non sono solo questi: la gestione delle competenze di "chi fa cosa", tra Provincia e Regione non è ancora chiara; mobilità venatoria bocciata in toto dalla Corte Costituzionale, poi ripresentata, ma va regolamentata; sui comitati di gestione, degli ATC e dei CA/Riserve Alpine con nuove regole di nomina della rappresentanza; finanziamento delle associazioni; l'assenza della caccia in deroga. Su questi temi L'ARCI Caccia ha la sua ricetta, ma c'è disponibilità ad ascoltare o ci si deve difendere in tribunale ? Noi privilegiamo la discussione e la riflessione, ma se costretti reagiamo. Vedi la rappresentanza negli ATC, CA e Riserve Alpine. Noi proponiamo che i cacciatori presenti nei comitati di gestione siano eletti direttamente dai cacciatori: ci dicono la democrazia spaventa, non è possibile? Perché allora non dare rappresentanza alle tre associazioni più rappresentative a livello di ATC e CA rispecchiando realmente il territorio? Si sappia fin da ora, se si conferma quanto recentemente approvato in Regione non ascoltando nessuno e trasformando la gestione in "portronifici": l'associazione si prepara ad una ferma ed energica opposizione per il bene della caccia! In questo senso la relazione, ma anche i dibattito successivo ha confermato la positività del Ricorso Straordinario al Capo dello Stato in merito alla rappresentanza negli ATC che nelle scorse settimane, su richiesta di altri, è stato trasferito al TAR del Veneto e sul quale merito si esprimerà il tribunale nei prossimi mesi, nonostante qualcuno sostenga che l'abbiamo perso solo perché ci è stata respinta la cosiddetta "sospensiva". In fine, su questo tema, si è confermato l'orientamento ARCI Caccia nel chiedere il rispetto della legge 50 del 1993, nella nuova proroga di PFV: basta comitati di gestione che sono in carica dal 2007, si passi al loro rinnovo! In fine sulla mobilità venatoria la discussione ha semplicemente ribadito la non contrarietà di ARCI Caccia, ma se fatta correttamente, come da nostre proposte: non ci saremmo trovati con ricorsi alla Corte Costituzionale! Ora, con una nuova norma, si faccia bene e si faccia presto: noi siamo pronti a collaborare. Il contributo degli ospiti è stato di disponibilità ad interloquire con la nostra associazione, di informazione sulla situazione della Caccia sul Piano normativo in Regione. Sul punto finanziamento delle AAVV regionali si è ribadito che si poteva fare meglio, si sbaglia la comunicazione di ciò che si fa. Sulle deroghe abbiamo chiesto una parola definitiva, basta slogan. Nei prossimi mesi l'associazione sarà concentrata sulle gare sportive, la verifica della legislazione regionale, corsi e scuole di formazione, la presenza alle fiere( Vicenza, Riva del Garda e Longarone) e le assemblee informative su tutto il territorio Regionale. Avremmo molto da fare, ma abbiamo "fiato e gambe" per farlo. Bilancio di previsione approvato all'unanimità.

Team Arci Caccia Veneto

BASILICATA: ABILITATI I PRIMI 17 CANI LIMIERE DALLA REGIONE

  • Pubblicato in Notizie

“I primi 17 cani limiere, a seguito di superamento della prova alla presenza di giudice esperto Enci, sono stati abilitati dalla Regione Basilicata e quindi riconosciuti ufficialmente per essere utilizzati nell’ambito delle attività di controllo e gestione della specie cinghiale. Rendiamo così possibile l’utilizzo della tecnica della girata attuare una ulteriore azione prevista nella gestione dell’ungulato.”

Lo comunica l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“Si è conclusa la prima sessione Enci – prosegue l’Assessore – di brevetti per cani selettivi su cinghiale, per il rilascio dell’abilitazione di cane limiere. Al vaglio dell’esperto giudice designato dall’Enci 22 soggetti, che sono stati valutati in due giornate ed in un’area che consentisse di verificarne anche l’indifferenza su altre specie di selvatico.

Un’altra importante azione messa in campo grazie al lavoro dell’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio, al protocollo di intesa firmato con ENCI che vede la Basilicata e la Toscana tra le prime regioni ad attivare la formazione ed alla deroga per la certificazione.

Lo stesso giudice Enci ha espresso soddisfazione per la qualità dei cani valutati, dal momento che la maggior parte di essi ha dimostrato di poter conseguire il brevetto cane limiere. I 17 cani abilitati sono risultati possedere le caratteristiche ideali, funzionali agli interventi operativi, di lavorare in maniera selettiva sul cinghiale collegati al proprio conduttore, indifferenza verso specie di selvaggina diverse dal cinghiale e la capacità di rientrare velocemente dopo la seguita, al richiamo dei conduttori.

Dopo questa prima tornata di abilitazioni, essendo pervenute oltre 50 ulteriori richieste, nel mese di febbraio saranno calendarizzate altre giornate di prova con presenza di giudice Enci, al fine di aumentare la dotazione di cani da poter utilizzare in attività di controllo e gestione della specie cinghiale.” (www.ladeadellacaccia.it)

MAULLU (FI): “ANCHE DA M5S ARRIVA UNA FOLLE CROCIATA ANTI-ARMI”

“Annunciando la propria intenzione di “togliere le armi dalle case degli italiani”, Luigi Di Maio ha confermato di essersi unito all’insensata crociata anti-armi portata avanti dai benpensanti, da tutti coloro che si oppongono alla legittima difesa, da quella schiera di pseudo-intellettuali che vorrebbe impedire ai cittadini onesti di difendersi in maniera legale, con un’arma regolarmente detenuta. È l’ennesima dimostrazione dell’assoluta inconsistenza dei grillini, della loro lontananza siderale dalle esigenze reali del Paese, di tutti i cittadini in difficoltà. Privare le persone della possibilità di difendersi equivale a togliergli un diritto sacro e inviolabile, lasciandoli alla mercè dei delinquenti. La differenza con la proposta del centrodestra non potrebbe essere più evidente: la nostra coalizione spinge per riformare la legittima difesa, per renderla più adeguata alle esigenze di chi vuole difendersi. E tutti coloro che vogliono togliere le armi agli onesti, come Di Maio, dimostrano di non aver compreso fino in fondo i bisogni più reali e autentici della gente, dell’Italia vera”.

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura