Gennaio al capanno: sasselli e cesene, l’inverno che decide
- Scritto da Luca Gironi
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Gennaio è il mese della verità per la caccia da capanno. L’aria è più secca, le giornate corte, il bosco spoglio racconta tutto senza sconti. È qui che sasselli e cesene diventano protagonisti di una caccia fatta di attesa, osservazione e misura, dove l’esperienza vale più di ogni altra cosa.
Dopo le grandi ondate migratorie di dicembre, il passo rallenta e si seleziona. Restano gli animali più scaltri, quelli che conoscono il territorio e sanno sfruttare al meglio le risorse rimaste: bacche di ginepro, edera, biancospino, qualche oliva dimenticata. Il capanno, in questo periodo, deve essere perfettamente “inserito” nel contesto: discreto, pulito, senza ombre sospette o movimenti inutili.
Il comportamento dei turdidi in pieno inverno
Il sassello è spesso il primo a muoversi alle luci dell’alba. Arriva deciso, a piccoli gruppi, con traiettorie tese e basse, specie nelle mattine fredde e serene. La cesena, più diffidente e rumorosa, preferisce muoversi quando il sole ha già rotto la brina, sfruttando voli più alti e larghi. Entrambi, però, in gennaio sbagliano poco: se qualcosa non li convince, girano larghi o tirano dritto.
Per questo la gestione dei richiami è cruciale. Pochi soggetti, ben curati e soprattutto “credibili”: meglio un canto misurato che un’esuberanza fuori stagione. Anche l’uso del fischio richiede parsimonia, limitandosi a piccoli interventi per correggere una linea di volo o invogliare una posa.

Tecnica e precisione
La caccia da capanno in gennaio non ammette tiri forzati. Le distanze si allungano, le occasioni si contano. Serve freddezza, appoggio solido e una rosata ben conosciuta. Il colpo giusto è quello che arriva naturale, senza fretta, quando l’animale è in assetto pulito.
Le munizioni devono garantire regolarità e penetrazione, senza eccessi: l’obiettivo resta sempre il prelievo etico e immediato. Anche la scelta del momento è fondamentale: meglio rinunciare a un’azione incerta che compromettere l’intera mattinata.

Un rito che si rinnova
Cacciare sasselli e cesene da capanno in gennaio significa accettare il silenzio e la lentezza. È una caccia che non regala numeri, ma emozioni autentiche: il fruscio d’ali improvviso, il richiamo che “prende”, la posa perfetta tra i rami spogli.
Quando a fine mattinata il bosco torna quieto e il freddo punge le mani, resta la consapevolezza di aver partecipato a un rito antico, fatto di rispetto, conoscenza e misura. È questo, in fondo, il vero valore della caccia invernale al capanno.



