La volpe e i segugi: tradizione, passione e gestione nel cuore della Toscana
- Scritto da Christian Ferrari
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La caccia alla volpe con i segugi, in Toscana, non è soltanto un’attività venatoria: è una tradizione radicata nel territorio, un rito che unisce uomini, cani e paesaggio in un equilibrio antico fatto di conoscenza, rispetto e selezione. Tra colline argillose, boschi di leccio, macchie di rovo e calanchi, la volpe trova da sempre l’ambiente ideale per vivere e prosperare. Ed è proprio qui che il segugio dimostra tutta la sua essenza.
Il territorio: la vera chiave del successo
Cacciare la volpe in Toscana significa misurarsi con territori complessi e mutevoli. Dalle Crete Senesi alle colline metallifere, dal Chianti alla Maremma, ogni zona presenta caratteristiche differenti: terreno duro e rumoroso, macchia fitta, pendenze improvvise. La volpe, animale estremamente adattabile e diffidente, sfrutta ogni anfratto per confondere i cani, allungare la seguita e tentare il rientro.
Conoscere il territorio è fondamentale quanto conoscere i propri segugi. Le rimesse, i passaggi abituali, i confini naturali e quelli artificiali (strade, fossi, coltivi) fanno la differenza tra una giornata sterile e una cacciata riuscita.

I segugi: cuore pulsante della cacciata
Il segugio è il vero protagonista. Che si tratti di segugi italiani a pelo raso o forte, oppure di incroci selezionati per voce, accostamento e tenacia, ciò che conta è l’equilibrio del mute: cani capaci di lavorare insieme, con intelligenza e rispetto dei tempi.
La caccia alla volpe esalta le qualità del segugio completo:
accostamento ragionato, spesso lungo e silenzioso;
apertura decisa, quando la passata è calda;
seguita ordinata, senza sfrenature inutili;
voce chiara, che consente ai cacciatori di “leggere” l’azione anche a distanza.
Non è una caccia di fretta: qui vince la pazienza, la costanza e la capacità del cane di tenere il filo anche dopo ore.

L’azione di caccia: strategia e collaborazione
La caccia alla volpe con i segugi è, per definizione, una caccia di squadra. Le poste vengono assegnate con criterio, valutando vento, orografia e possibili rientri. Il postaiolo deve essere attento, silenzioso, capace di interpretare la seguita e pronto a intervenire nel momento giusto.
La volpe raramente concede errori: spesso tenta larghi giri, rientri improvvisi o lunghi traversi. Quando passa alla posta, lo fa con velocità fulminea. Serve sangue freddo, rispetto delle regole di sicurezza e massima consapevolezza del contesto.

Gestione faunistica e ruolo della caccia
In Toscana la volpe rappresenta una specie abbondante, con un ruolo importante negli equilibri faunistici ma anche con un impatto significativo su fauna minore, allevamenti rurali e attività agricole. La caccia regolamentata contribuisce alla gestione sostenibile della specie, mantenendo densità compatibili con il territorio.
La caccia con i segugi, rispetto ad altre forme di prelievo, consente una selezione naturale, legata al comportamento dell’animale e alle sue capacità. È una caccia che valorizza il lavoro del cane e il rispetto delle regole, senza scorciatoie.

Una passione che guarda al futuro
Oggi più che mai, la caccia alla volpe con i segugi deve essere raccontata e difesa per ciò che è realmente: una pratica venatoria etica, profondamente legata alla cultura rurale toscana. Una scuola di caccia per i giovani, un banco di prova per i segugi, un momento di socialità autentica.
Finché nelle mattine d’inverno risuonerà la voce dei cani tra le colline, e finché ci saranno uomini capaci di ascoltarla e interpretarla, la caccia alla volpe continuerà a vivere come una delle espressioni più vere della tradizione venatoria toscana.



