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Luca Gironi

Luca Gironi

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ALESSANDRIA: SCOPPIA L'EMERGENZA UNGULATI E MANCANO I CACCIATORI

Negli ATC dell'Alessandrino scoppia l'emergenza ungulati, ma i cacciatori diminuiscono, quindi la Provincia di Alessandria corre ai ripari organizzando nuovi corsi per aspiranti cacciatori di selezione. Si spera così di riuscire a tamponare l'emergenza danni che l'incremento esponenziale di caprioli, daini e soprattutto cinghiali, sta creando sul territorio in cui ricadono i due ATC 3 e 4.

Nell'articolo allegato infatti così si legge "Dal censimento fatto dalle Atc, delegate dalla Regione, sono 1.813 i caprioli presenti nella sola zona del novese e tortonese. Anche di più nell’ambito di caccia numero 4, quello delle valli acquesi e ovadesi. Meno numerosi i daini, mentre non è presente sul sito internet delle due Atc il dato relativo ai cinghiali. Entro il 14 marzo sarà concluso il nuovo censimento, con i numeri aggiornati. Il piano di selezione attuale prevede l’abbattimento di 985 capi nell’Atc 4 e 546 nell’Atc 3. La Provincia vorrebbe aumentare di mille capi il numero di ungulati, nello specifico caprioli, abbattibili."

Alleghiamo l'articolo:

http://www.ilsecoloxix.it/p/basso_piemonte/2018/03/12/ACaoLG1B-cacciatori_controllato_abbattimento.shtml

 

BASILICATA: L'ASSESSORE BRAIA INTERVIENE SUL PIANO DI CONTROLLO DEI CINGHIALI

“Completiamo il quadro delle attività nell’ambito della norma nazionale, rendendo possibili e applicabili tutte le metodologie e creando le condizioni per abbattere i cinghiali tutto l’anno, oltre i 3 mesi di caccia che la legge prevede normalmente nel calendario venatorio. Negli altri nove mesi sarà possibile abbattere i cinghiali con attività di controllo e caccia di selezione, sia nelle aree vocate che in quelle non vocate, con appostamento e girata.”

Lo comunica l’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“Rendiamo possibili e applicabili – prosegue l’Assessore Braia – tutti i metodi di risoluzione efficaci e previsti dalla norma, insieme a un sistema di gestione che possa convertire il problema “cinghiale” in opportunità per il territorio di Basilicata. Ridurre e contenere i danni provocati alle colture, con elevati costi per le Amministrazioni chiamate a risarcire i mancati ricavi degli agricoltori. Raggiungere un equilibrio agro-ecologico sostenibile, riducendo la presenza degli animali sul territorio lucano. Con questi obiettivi prioritari, tra le numerose azioni, mettiamo oggi in campo, con il piano operativo, anche la possibilità della caccia di selezione. Lunedì è previsto un incontro, convocato dal Dipartimento, con gli Aattcc, per definire le modalità attuative. Costituito anche il Comitato Tecnico Faunistico Regionale.

La Giunta Regionale ha approvato il “Piano di abbattimento selettivo e controllo della specie cinghiale 2018-2020”, che ha già avuto parere favorevole da Ispra, le cui attività potranno essere svolte da personale appositamente formato dagli Aattcc. Sono stati approvati, inoltre, il ”Disciplinare per la caccia di selezione” rendendola ora possibile nel rispetto del Calendario Venatorio e prevedendo il prelievo di 2.500 capi nel periodo marzo-dicembre 2018 e di almeno 4500 nel triennio, e il “Disciplinare per l’esercizio del prelievo controllato del cinghiale in applicazione del piano di controllo regionale” al fine di garantire la tutela delle produzioni, dei fondi coltivati e, soprattutto, di assicurare la pubblica incolumità.

Chi fa caccia di selezione dovrà garantire il costante monitoraggio della specie, fornendo le informazioni all’Osservatorio faunistico del Dipartimento Agricoltura. Dal 14 al 26 Marzo 2018, tutti i cacciatori residenti in Basilicata in possesso di “Attestato per esperto nel censimento prelievo Ungulati (selecontrollore)”, che intendono partecipare al monitoraggio della specie cinghiale a partire dal 01.04.2018, potranno inoltrare la domanda di adesione disponibile sul portale regionale.

Sono stati approvati anche gli schemi di avviso che gli Aattcc dovranno pubblicare per individuare il personale formato, e che riguardano gli operatori di selezione da utilizzare nelle attività di caccia di selezione e quelli da utilizzare nelle attività previste nel piano di controllo della specie cinghiale sia per il metodo da appostamento che per il metodo della girata.

Il piano di controllo e prelievo selettivo dei cinghiali consente un controllo straordinario soprattutto nelle aree non vocate ed in aree a controllo e una gestione ordinaria nelle zone vocate.

Le tecniche di prelievo privilegiate (anche in combinazione fra loro) saranno quelle in grado di risolvere la problematica di danno in tempi rapidi, tenendo in considerazione le caratteristiche ambientali dell’area di intervento e la necessità di arrecare il minimo disturbo possibile ad altre specie faunistiche. Le modalità di prelievo utilizzabili sono l’abbattimento da appostamento fisso (con la novità della presenza di un accompagnatore per coadiuvare nelle operazioni, in determinati siti di prelievo, e l’abbattimento con metodo della girata in forma collettiva e con utilizzo di un conduttore e un cane limiere, abilitato tramite prove E.N.C.I. Sono stati abilitati altri 22 cani limiere e a metà marzo la Regione Basilicata prevede di organizzare un’altra tornata di formazione per far crescere il numero degli animali utilizzabili con la tecnica della girata.

Sono autorizzate le catture per mezzo di gabbie e/o recinti con eventuale abbattimento in loco, da parte del personale autorizzato, o traslocazione dell’animale ai sensi della normativa vigente. La cattura potrà essere effettuata direttamente dai proprietari e/o conduttori di fondi agricoli richiedendo alla Regione l’autorizzazione all’installazione di gabbie o chiusini.

Il controllo autorizzato nelle aree non vocate e nelle aree soggette a controllo si effettua dal 01 gennaio al 31 dicembre con la tecnica della girata e con la tecnica all’appostamento esclusivamente durante le giornate di mercoledì, sabato e domenica Il prelievo selettivo autorizzato, nelle aree vocate e non vocate, si effettua dal febbraio 2018 al 31 dicembre 2018 con la tecnica all’appostamento 4 giorni la settimana esclusi il lunedì, martedì, venerdì.

Nelle oasi di protezione è consentito il controllo, con la tecnica dell’appostamento, della girata e catture dal 01 gennaio al 31 dicembre, 4 giorni la settimana esclusi il lunedì, martedì, venerdì, previa autorizzazione dell’Ente gestore ed alla presenza del personale di Polizia Provinciale.

Le catture per mezzo di gabbie e/o chiusini sono autorizzate dal 01 gennaio al 30 dicembre. Il piano ha validità fino al 31.12.2020.

Costituito, infine, anche il Comitato Tecnico Faunistico Regionale con i rappresentanti designati dal Dipartimento Agricoltura, dalle organizzazioni professionali agricole (Confagri, Coldiretti, CIA), dalle associazioni venatorie nazionali (ItalCaccia, Anuu, Arcicaccia, Enalcaccia), dalle associazioni di protezione ambientale (Endas, Wwf, Movimento Azzurro), da Enci, dal Corpo Forestale dello Stato e dall’Anci.

CCT: “LA CACCIA IN UN PAESE CHE CAMBIA”

 

Un terremoto elettorale che può aprire nuovi scenari per i cacciatori.

Le elezioni politiche dello scorso 4 marzo rappresentano – a tutti gli effetti – un passaggio storico del Paese.

Il 50% dei cittadini ha espresso una netta volontà di cambiamento. I Partiti che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni escono dalle urne fortemente ridimensionati. La Toscana non fa eccezione rispetto ad un cambiamento politico netto. Domenica scorsa è nata indubbiamente la Terza Repubblica. Non sappiamo ancora se l’avvio di questa fase – con tutto il suo carico di incertezze, a partire dalla difficoltà di formare un nuovo Governo – porterà miglioramenti e benefici o al prolungamento di uno stallo dannoso per il paese. Al netto delle valutazioni politiche di ciascuno, sappiamo però che la richiesta di una politica diversa, finalmente capace di offrire risposte concrete alle reali sofferenze di una larghissima platea di persone in carne ed ossa, ha risuonato in modo assordante. Con questi risultati anche i politici più sordi saranno costretti ad imparare di nuovo ad ascoltare. È paradossale, ma è cosi: la politica, che per mestiere dovrebbe avere ben piantati i piedi per terra (magari con la testa in alto) ha perso invece di vista la realtà delle cose.

La caccia e la gestione faunistica sono state condizionate da questo decadimento; il crepuscolo delle idee ha favorito l’affermazione di culture distanti dalla realtà. Il nuovo Parlamento è un po’ lo specchio di questa dicotomia, almeno per il tema che tanto ci sta a cuore.

I nuovi eletti sapranno connettersi con quanto di vero incombe sulla gestione faunistica? Sapranno misurarsi – specie se verranno chiamati a governare il Paese – con la necessità di ricostruire gli equilibri ambientali e faunistici? Sapranno riporre l’emotività e l’ideologia per rapportarsi con senso del reale ai problemi che attengono la salvaguardia della biodiversità? Noi ce lo auguriamo, convinti che la responsabilità del governo costringe a maturare e ad evolvere posizioni e convinzioni, a misurarsi con i fatti, la loro concretezza, la loro oggettività.

I cacciatori si augurano che si formi velocemente un governo nel pieno dei suoi poteri; è interesse primario del paese. I cacciatori saranno osservatori attenti e pungoleranno con proposte e valutazioni puntuali l’azione del nuovo Esecutivo e del nuovo Parlamento.

La CCT, con il suo appello elettorale, ha posto anche il tema di un cambiamento nella gestione della politica venatoria in Toscana. Le importanti adesioni al nostro appello di candidati che rivestono un ruolo politico primario in Toscana, di governo e di opposizione, alimenta la speranza di un cambiamento deciso; noi saremo, giorno dopo giorno, a sollecitarlo con forza. Un aspetto infine, ci preme sottolineare: l’esperienza della Cabina di Regia delle Associazioni Nazionali deve necessariamente indurre a costruire una rappresentanza nuova e finalmente unitaria del mondo venatorio organizzato.

Non è più possibile che mentre tutto cambia l’associazionismo dei cacciatori rimanga sempre uguale a sé stesso. Occorre – urgentemente e drammaticamente – l’unità dei cacciatori.

La CCT la pratica quotidianamente, ed è nata per questo. Non serve l’unità del “primum vivere”, ma l’unità che sappia riportare al centro l’iniziativa di valorizzazione della caccia, con la forza della verità, della cultura e della scienza. Il momento è ora. È vitale saperlo cogliere.

Sicilia: Le guardie dell'ARCI CACCIA scoprono illecito ambientale

A seguito di un servizio di vigilanza svolto dalle guardie Giurate venatorie ambientali dell’ Arci Caccia in località piano Margi si è accurato che in un area ricadente nel comune di Geraci Siculo in pieno parco è stato realizzato previo disboscamento un bacino artificiale modificando pesantemente lo stato dei luoghi.

I lavori svolti da una ditta di movimento terra per conto del comune di Castelbuono. A questo punto il nucleo operativo della vigilanza venatoria ha presentato denunzia alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per il tramite del Distaccamento Forestale di Castelbuono, che a sua volta ha aperto un inchiesta.

Friuli: L'Assessore Panontin, fissa nuovi criteri di prelievo venatorio per la fauna d'allevamento

 

Trieste, 9 mar - Su proposta dell'assessore regionale alla Caccia, Paolo Panontin, la Giunta regionale ha deliberato di adottare i criteri per la differenziazione del prelievo venatorio relativo alla selvaggina adulta proveniente da allevamento, e per l'individuazione dei territori ove è possibile il rilascio della stessa senza limitazioni.

 

Con lo stesso provvedimento è stato dato atto che i criteri adottati con la presente deliberazione sostituiscono le previsioni individuate nei Piani venatori distrettuali approvati, in merito alle immissioni (pronta caccia) di fauna nella stagione venatoria, in attesa dell'aggiornamento del Piano faunistico regionale.

 

Come ricorda l'assessore Panontin - "La legge regionale n. 28 del

21 luglio 2017, che reca disposizioni in materia di risorse agricole, forestali e ittiche di attività venatoria, ha di fatto modificato la legge n. 6 del 6 marzo del 2008, Disposizioni per la programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attività venatoria".

 

"Inserendo - precisa - la facoltà della Giunta regionale di adottare i criteri per la differenziazione del prelievo venatorio relativo alla selvaggina adulta proveniente da allevamento, e per l'individuazione dei territori ove è possibile il rilascio della stessa senza limitazioni. Ciò in sostituzione di quanto precedentemente previsto per la selvaggina 'pronta caccia' ".

 

Per questo motivo, la struttura competente in materia faunistica e venatoria ha predisposto il documento tecnico, nel quale sono state individuate le specie di selvaggina adulta proveniente da allevamento, oggetto del provvedimento, e le modalità per l'immissione e il prelievo della stessa.

 

Criteri, sui quali il Comitato faunistico regionale si è espresso favorevolmente.

ARC/CM

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