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Luca Gironi

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SERGIO BERLATO (FDI-AN-MCR) PRESENTA IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO UNA MOZIONE CONTRO L’ISTITUZIONE DEL NUOVO PARCO NAZIONALE DEL DELTA DEL PO.

- Il Governo ha fornito mandato ad alcuni senatori, che fanno parte dell'attuale maggioranza, di presentare una proposta di modifica della legge quadro sulle aree protette, la 394/91-. L'allarme viene lanciato da Sergio Berlato, Presidente della terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto- Tale contestata proposta, dopo essere stata approvata a maggioranza dalla Commissione ambiente del Senato, ha iniziato il suo iter presso i due rami del Parlamento con lo sciagurato intento da parte dei proponenti di addivenire alla sua definitiva approvazione. Se venisse istituito il nuovo Parco nazionale del Delta del Po - ha commentato Sergio Berlato - la Regione del Veneto e le comunità locali verrebbero esautorate dal diritto di decidere la composizione del nuovo Ente parco che sarebbe di nomina governativa e quindi non più in sintonia con le comunità locali. La perimetrazione provvisoria del nuovo Parco nazionale del Delta del Po corrisponderebbe inizialmente alle aree attualmente incluse nei parchi regionali del Veneto e dell'Emilia Romagna, ma la perimetrazione definitiva verrebbe stabilita con l'approvazione del Piano del Parco da parte del Governo su proposta dell'Ente Parco di nomina governativa. Le attuali aree facenti parte della Rete ecologica comunitaria meglio nota come RETE NATURA 2000, composta dalle Zone di Protezione Speciale e dalle Zone Speciali di Conservazione (ex Siti di Importanza Comunitaria) entrerebbero a far parte delle aree contigue (o aree pre-parco) e le attività in esse esercitate verrebbero disciplinate o vietate dal nuovo Ente parco nazionale e non più regolamentate dalle regioni d'intesa con le comunità locali. Anche per questi motivi il Presidente Sergio Berlato, attraverso la mozione presentata in Consiglio regionale del Veneto, vuole impegnare la Giunta regionale ad esercitare ogni utile pressione presso il Governo nazionale e presso il Parlamento per scongiurare l'istituzione del nuovo Parco nazionale del Delta del Po, dal momento che l'istituzione di questo nuovo carrozzone mangiasoldi comporterebbe l'esautorazione delle potestà decisionali delle regioni e delle comunità locali che cosi non sarebbero più in grado di garantire quel delicato equilibrio che le stesse hanno saputo sinora assicurare per trovare la giusta compatibilità tra la condivisa esigenza di salvaguardia dell'ambiente con la necessità di tutelare e regolamentare le attività storicamente esercitate dalle popolazioni residenti nell'area interessata dal nuovo parco. La mozione impegna anche la Giunta regionale a non fornire al Governo nazionale il proprio assenso alla sciagurata istituzione del nuovo Parco nazionale del Delta del Po, istituzione che rappresenterebbe una vera e propria calamità per il territorio, per l'ambiente e per le popolazioni residenti.
Ufficio stampa Sergio Berlato
Presidente Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto
Ecco il testo della mozione presentata dal Presidente Sergio Berlato:
LA REGIONE DEL VENETO CONTRO L'ISTITUZIONE DEL NUOVO PARCO NAZIONALE DEL DELTA DEL PO
presentata il 03 novembre 2016 dal Consigliere Sergio Berlato
Premesso che: il Governo nazionale ha fornito mandato ad alcuni senatori, che fanno parte dell'attuale maggioranza, di presentare una proposta di modifica della legge quadro sulle aree protette, la 394/91; tale contestata proposta, dopo essere stata approvata a maggioranza dalla Commissione ambiente del Senato, ha iniziato il suo iter presso i due rami del Parlamento con lo sciagurato intento da parte dei proponenti di addivenire alla sua approvazione definitiva.
Considerato che: Se venisse approvato dal Parlamento il testo uscito dalla Commissione ambiente del Senato: 1. Il Governo verrebbe delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, un decreto legislativo per la riforma dell'assetto ordinamentale e organizzativo e delle finalità e dei criteri di gestione delle aree naturali protette del Delta del Po nelle Regioni Emilia Romagna e Veneto, quale fondamentale risorsa del bacino del Po e fattore determinante per la valorizzazione economica e ambientale dell'alto Adriatico, mediante l'istituzione di un unico Parco del Delta del Po, comprendente le aree del perimetro del Parco naturale regionale Veneto del Delta del Po, istituto con la legge regionale del Veneto 8 settembre 1997, n. 36, e del Parco del Delta del Po Emilia Romagna, istituto con la legge regionale dell'Emilia Romagna n. 27 del 1988. Sarebbero inoltre considerate aree contigue al Parco del Delta del Po, ai sensi dell'articolo 32 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro), i siti di Rete Natura 2000 e le zone di Protezione Speciale disciplinati dalla direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, e 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (siti Rete Natura) confinanti con i perimetri dei due parchi regionali, che conservano l'attuale regime vincolistico di tutela. 2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 del presente articolo sarebbe adottato nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) introdurre una disciplina dell'ordinamento e dell'organizzazione del Parco del Delta del Po in modo tale da garantire - in un regime di collaborazione con gli enti territoriali interessati - il raggiungimento delle finalità di tutela e di conservazione, nonché di difesa degli equilibri naturali del territorio, previste dalla "Legge quadro", dalle leggi regionali istitutive dei Parchi regionali del Delta del Po del Veneto e dell'Emilia Romagna, dalle direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE nonché la salvaguardia dei principi di tutela della fauna selvatica indicati negli articoli 1 e 2 della legge n. 157 del 1992;
b) prevedere che il Parco del Delta del Po persegua altresì le finalità di sviluppo socio- economico dei territori di competenza mediante la promozione e il sostegno delle attività economiche tradizionali e di forme di turismo sostenibile ecocompatibile, anche attraverso lo sviluppo della filiera delle imprese dei settori interessati;
c) configurare il Parco del Delta del Po come Parco orientato a rivalutare e rendere socialmente disponibile il grande patrimonio di risorse ambientali, faunistiche e storico-culturali dell'area deltizia in armonia con il complesso dei beni ambientali e paesaggistico-culturali del paese; valorizzare e coordinare i sistemi di attività direttamente o indirettamente legate all'utilizzazione del potenziale delle risorse fisiche degli ambienti umidi presenti, garantendo il rispetto di questi ultimi;
d) prevedere che il nuovo Ente parco provveda entro sei mesi dall'insediamento dei suoi organi all'elaborazione di un piano del parco dell'area del Delta del Po che tenga conto dei programmi d'area e dei piani territoriali vigenti nei Parchi regionali esistenti, dei piani di gestione e delle misure di conservazione dei siti Rete Natura confinanti con i parchi regionali esistenti e che sia altresì coerente con i principi fondamentali, oltre che dotato dei contenuti di cui all'articolo 143, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, e successive modificazioni. Tale piano dovrà anche affrontare le tematiche attinenti agli impatti delle attività economiche e produttive, anche se dismesse; alle problematiche connesse alla gestione fluviale e alla gestione integrata della fascia costiera, nonché alla valorizzazione integrata del capitale naturale e culturale dei sistemi territoriali di pregio mediante specifiche concertazioni con le Regioni, con i Comuni del parco e la Riserva di Biosfera Delta del Po - MAB UNESCO;
e) prevedere che l'Ente Parco del Delta del Po succeda in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi degli Enti parco regionali e che tutti gli atti inerenti la successione dell'Ente Parco del Delta del Po nei rapporti giuridici attivi e passivi degli Enti parco regionali siano fiscalmente neutri e non siano soggetti a imposte e tasse;
f) prevedere misure idonee ad assicurare la continuità occupazionale, presso il nuovo Ente Parco del Delta del Po, dei dipendenti a tempo indeterminato degli Enti parco regionali che prestano servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché la copertura delle spese obbligatorie a valere sulle corrispondenti risorse rese disponibili a legislazione vigente dalle Regioni e dagli Enti locali territorialmente interessati;
g) disporre le abrogazioni e modificazioni della normativa vigente in contrasto con la nuova normativa per la disciplina del sistema di tutela e di sviluppo delle aree interessate;
h) integrare il piano del parco con il piano di azione dell'area Riserva di Biosfera "Delta del Po" MAB - UNESCO così come riconosciuta nell'anno 2015. 3. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dei beni e delle attività culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa della Regione Emilia-Romagna e della Regione del Veneto. Il mancato raggiungimento dell'intesa preclude la adozione del decreto. Lo schema di decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. Qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, il Governo trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato.
4. Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo di cui al comma 1 possono essere adottate, nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi e con le medesime procedure di cui alla presente legge, entro due anni dalla data della sua entrata in vigore."
Considerato altresì che: se venisse istituito il nuovo Parco nazionale del Delta del Po, la Regione del Veneto e le comunità locali verrebbero esautorate dal diritto di decidere la composizione del nuovo Ente parco che sarebbe di nomina del Governo nazionale al quale l'Ente parco farebbe riferimento, non garantendo adeguate risposte alle esigenze delle comunità locali; la perimetrazione provvisoria del nuovo Parco nazionale del Delta del Po corrisponderebbe inizialmente alle aree attualmente incluse nei parchi regionali del Veneto e dell'Emilia Romagna, ma la perimetrazione definitiva verrebbe stabilita (sicuramente modificata ed ampliata) con l'approvazione del Piano del Parco da parte del Governo su proposta dell'Ente Parco di nomina governativa; le attuali aree facenti parte della Rete ecologica comunitaria meglio nota come RETE NATURA 2000, composta dalle Zone di Protezione Speciale e dalle Zone Speciali di Conservazione, entrerebbero a far parte delle aree contigue o aree pre-parco e che le attività in esse esercitate verrebbero disciplinate o vietate dal nuovo Ente parco nazionale e non più regolamentate dalle regioni d'intesa con le comunità locali;
il Consiglio regionale del Veneto impegna la Giunta regionale

- ad esercitare ogni utile pressione presso il Governo nazionale e presso il Parlamento per scongiurare l'istituzione del nuovo Parco nazionale del Delta del Po, dal momento che l'istituzione di questo nuovo carrozzone mangiasoldi comporterebbe l'esautorazione delle potestà decisionali a danno delle regioni e delle comunità locali che cosi non sarebbero più in grado di garantire quel delicato equilibrio che le stesse hanno saputo sinora assicurare per trovare la giusta compatibilità tra la condivisa esigenza di salvaguardia dell'ambiente e la necessità di tutelare e regolamentare le attività storicamente esercitate dalle popolazioni residenti nell'area interessata dal nuovo parco;
- a non fornire al Governo nazionale il proprio assenso alla sciagurata istituzione del nuovo Parco nazionale del Delta del Po, istituzione che rappresenterebbe una vera e propria calamità per il territorio, per l'ambiente e per le popolazioni residenti.

FIDC LOMBARDIA: PRESENTATO UFFICIALMENTE IL PROGETTO LEPRE

  • Pubblicato in Notizie

Federcaccia Lombardia ha organizzato un incontro per la presentazione del progetto di gestione conservativa della lepre nelle province di Cremona, Mantova, Pavia e Lodi.

All’incontro sono stati invitati i rappresentanti della Direzione Generale Agricoltura della Regione e degli Uffici territoriali regionali. Fondamentali poi gli inviti per i dirigenti degli ambiti territoriali delle province interessate, per i rappresentati dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (I.Z.S.L.E.R.) e per membri della vigilanza venatoria della quattro province. Infine saranno presenti anche i presidenti provinciali di Federcaccia Cremona, Mantova, Pavia e Lodi.

Durante l’incontro i tecnici di Studio Geco, Associazione Professionale incaricata della realizzazione della Ricerca illustreranno gli obiettivi progettuali, ovvero:

-l’incremento delle conoscenze sulla distribuzione e sulla consistenza delle popolazioni di lepre all'interno dell’Area di progetto e la definizione dei modelli gestionali in uso.

-la caratterizzazione ambientale e faunistica delle Zone di Ripopolamento e Cattura presenti all’interno dell’Area di Progetto, con particolare riferimento alla dinamica della lepre.

-lo studio dell’ecologia e della demografia della specie.

-l’identificazione dei fattori limitanti di natura ambientale e delle criticità gestionali.

-la definizione di idonee strategie di conservazione e gestione.

Siamo orgogliosi e soddisfatti che questo progetto entri ora nella fase operativa con la presentazione alle istituzioni a gli A.T.C. Starà ora ai cacciatori che verranno formati fare in modo che le grandi energie economiche investite abbiano come risultato un miglioramento della gestione delle popolazioni di lepri.

(www.ladeadellacaccia.it)

BASILICATA: CALENDARIO VENATORIO, ASSOCIAZIONI CHIEDONO INCONTRO ALLA REGIONE

Le associazioni venatorie Arci Caccia, Enal Caccia, Libera Caccia, Italcaccia e Anuu, a seguito dell’ordinanza del Tar di Basilicata n. 447/2016 pubblicato il 26.10.2016 con la quale viene limitato il periodo cacciabile di alcune specie previste dal Calendario Venatorio 2016/2017, attraverso un comunicato stampa, chiedono “un incontro urgente al Presidente della Giunta Regionale, Marcello Pittella, all’assessore all’Ambiente Francesco Pietrantuono e all’Assessore all’Agricoltura, Luca Braia, al fine di discutere e condividere una risoluzione comune e definitiva delle problematiche che hanno portato a detta ordinanza”.

(www.ladeadellacaccia.it)

Campioni di vita

A volte fare questo mestiere da grande soddisfazione. Questa è una di quelle volte, perchè ho la possibilità di raccontare una bella storia. Una storia che colora di speranza una tragedia, quella del sisma che ha martoriato l'Italia Centrale. In questo splendido spicchio d'Italia, che purtroppo dalla fine di agosto non riesce a trovare pace, si intrecciano storie di coraggio, disperazione e speranza, come sempre accade quando un evento così grave sconvolge la vita di un intero popolo. E proprio di una di queste storie voglio raccontarvi, perchè le Marche e l'Umbria sono terre di cacciatori e quindi anche il nostro mondo è stato pesantemente coinvolto. Eh si perchè in uno di quei paesini che vediamo al telegiornale, quelli che, colori a parte, sembrano uscire da un documentario del 1948, vive una coppia di ragazzi, due grandi appasionati di cinofilia. I loro nomi sono ben conosciuti agli appassionati del settore e molti penso avranno capito di chi parlo: Mirko e Sara, cuore e anima dell'Allevamento Caramanti. Due splendidi ragazzi che si sono sposati all'inizio di quest'estate. Allevatore e dresseur specializzato in pointer e setter lui, bretonista e handler lei, sono una coppia ottimamente assortita, una famiglia dove tutto ruota attorno alla cinofilia di altissimo livello. Certo non pensavano, quando hanno iniziato la loro vita insieme, che il destino li avrebbe subito sottoposti a una prova così dura. Massaprofoglio, il paesino dove vivono, è a un tiro di schioppo da Ussita e Colfiorito e il "mostro", come lo chiamano i giornali, gli ha portato via la casa in cui avevano appena cominciato a costruire una famiglia. Gli ha tolto la casa, ma non la voglia di vivere e lavorare. Già perchè questi due ragazzi, con la forza e l'incoscienza dei loro trent'anni si sono arricciati le maniche e hanno continuato a lavorare. Un terremoto non poteva certo bastare a cacciarli dalla loro terra. I cani, infatti, sono lì nei loro canili, fortunatamente illesi e quindi, passato il primo momento, il furgone dei Caramanti's si è rimesso in moto per tenere allenati i tanti campioni di questa scuderia. Quale miglior modo di rientrare nella normalità che buttarsi nel lavoro... specie se i risultati arrivano. Mirko la scorsa settimana si è laureato Vicecampione del Mondo, nelle categorie singolo e a squadre, al Campionato Mondiale di caccia pratica che si è svolto in Danimarca. Era appena tornato a casa quando è arrivata l'ultima grande scossa, quella che ha definitivamente messo in ginocchio quella terra martoriata. Ma nemmeno questo ha fermato questi due ragazzi d'acciaio che proprio oggi mi hanno stupito ancora. Mirko e Sara, infatti, hanno pubblicato un post su Facebook in cui offrono ospitalità gratuita nel loro canile ai cani dei loro compagni di sventura che al momento non hanno la possibilità di occuparsene. Un gesto davvero nobile, che mi ha spinto immediatamente ad alzare il telefono per saperene di più. La loro attività di raccolta di sfollati a quattro zampe è in piena attività e fortunatamente amici ed aziende si sono mobilitati per dare una mano. Sono molte le necessità di un'operazione del genere a cominciare dal mangime e dai prodotti veterinari. Il mio misero lavoro di cronista può solo dare eco alla generosità e alla voglia di vivere di questi due ragazzi,le cui parole ancora mi rimbalzano in mente: "Luca, abbiamo trent'anni e vogliamo fare qualcosa per la nostra gente e la nostra terra. Il nostro mestiere è quello di lavorare con i cani e questo è l'unico modo in cui potevamo dare una mano". Mio padre mi ha detto, dice Mirko: "ma ti rendi conto di essere anche tu un terremotato? Certo, ma io sono vivo." Cosa aggiungere? Niente. Solo: Coraggio ragazzi, continuate così.

P.S. Chi volesse dare una mano a questa iniziativa o avesse bisogno di ricorrervi può contattare Mirko e Sara a questo numero 3332434940

 

 

Friuli: Il consigliere Ziberna sull'emergenza cinghiali

"I cinghiali in Friuli sono ormai un'emergenza incontenibile e la Regione non riesce a mettere in campo soluzioni concrete" questa la dichiarazione di Rodolfo Ziberna vice capogruppo di Forza Italia. Ziberna ha poi coninuato "Dobbiamo sburocratizzare il prelievo, consentendo il prelievo in tutte le forme possibili e durante tutto l'arco dell'anno in modo da mantenere sotto controllo la popolazione e limitare i danni all'agricoltura. I cinghiali negli ultimi 15 anni hanno avuto un'esplosione demografica e visto il fallimento dei metodi di prevenzione, bisogna intervenire con metodi più drastici aumentando orari, tempi e modalità di prelievo, oltre ad incentivare il consumo della carne di questi animali"

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