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Luca Gironi

Luca Gironi

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CAMPIONATO MONDIALE COMPAK SPORTING A RIO SALSO IL 23-26 AGOSTO 2018 BEL BATTESIMO PER BENELLI 828 U SPORT

Da Londra a San Pietroburgo, da San Pietroburgo a Rio Salso ecco il luogo scelto per ospitare il campionato mondiale di Compak Sporting 2018 dal 23 al 26 agosto.

A soli 20 minuti dalla sede di Benelli Armi, sarà questo un segno? Proprio all’esordio del sovrapposto dal DNA 100% sportivo!

828 U Sport nasce dal Team Benelli con il supporto di una squadra di tiratori professionisti e di un gruppo di ricerca dell’Università di Scienze Motorie di Urbino. In occasione di questo mondiale l’828 U Sport, ottimizzato per lo Sporting e il Compak, potrà essere provato per la prima volta da tutti.

Benelli esordisce con il sovrapposto nel mondo del tiro a volo scegliendo questa disciplina, diretta conseguenza del mondo che fino ad oggi ha supportato, seguito, coltivato e amato: la caccia.

Il nuovo paradigma del sovrapposto viene oggi richiesto a gran voce dagli stessi appassionati anche in versione Sporting: come non accontentarli? 828 U Sport sarà disponibile all’estero da questo autunno e in Italia dopo la fiera Hit, come da tradizione Benelli.

Benelli, sponsor del campionato mondiale, sarà presente con il suo Staff commerciale e tecnico dal 22 al 26 agosto e nella cerimonia di apertura dell’evento l’acrobata Francesco Mazzone e la compagnia di Circo contemporaneo, Mercenari d’Oriente, mostreranno ai 700 professionisti e a tutti i presenti l’828 U Sport che si esibirà assieme a loro.

A fine gara, giovedì 23 e venerdì 24 agosto, tiratori e ospiti potranno sparare con il sovrapposto al campo di tiro Benelli 828 U Sport, quale miglior occasione per provare il suo cuore 100 % sportivo e il suo eccellente comportamento dinamico? Benelli vi aspetta!

LIGURIA: DA QUEST'ANNO NUOVI ESAMI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' VENATORIA. OK ANCHE ALLE NUOVE DISPOSIZIONI PER LE GUARDIE GIURATE VOLONTARIE VENATORIE E ITTICO-AMBIENTALI

 

GENOVA. Entra in vigore da quest'anno il nuovo testo unico per gli esami di caccia per l'abilitazione all'esercizio venatorio. Lo ha stabilito la giunta regionale su proposta dell'assessore regionale alla Caccia Stefano Mai. “Il nuovo testo unico – spiega l'assessore Mai - è stato realizzato con il contributo scientifico di Anton Maria Magnarin e sostituisce il testo precedente del 2007, oramai superato sia sotto il profilo giuridico sia metodologico”. Il nuovo testo per l'esame per la licenza di caccia, scaricabile gratuitamente nell'apposita sezione sul sito dell'assessorato www.agriligurianet.it, affronta tutte le materie di cui è richiesta approfondita conoscenza da parte di chi abbia intenzione di praticare attività venatoria in Liguria: dalla legislazione venatoria al riconoscimento delle specie cacciabili, dalla conoscenza di armi e munizioni da caccia alla tutela della natura e principi di salvaguardia delle produzioni agricole, fino alle norme di pronto soccorso. “Abbiamo anche approvato – aggiunge l'assessore Mai – le disposizioni per il riconoscimento della qualifica di guardia giurata volontaria venatoria e ittico-ambientale, resesi necessarie a seguito del riordino delle funzioni e il conseguente passaggio delle competenze dalle Province alla Regione. Abbiamo quindi uniformato, a livello regionale, le procedure per rilascio delle qualifiche e dei titoli, che prima erano in capo alle province e potevano contenere differenze da territorio a territorio. Con le nuove disposizioni viene garantito che il servizio di vigilanza volontaria possa continuare ad essere svolto senza soluzione di continuità”. Per il rilascio del titolo, sarà necessario essere in possesso dell'attestato di idoneità tecnica allo svolgimento delle mansioni di guardia giurata volontaria ottenuto dopo il superamento del relativo corso di formazione previsto. “Sono anche valutati – spiega l'assessore Mai - diversi requisiti e saranno anche richieste una buona condotta morale, l'assenza di gravi e reiterate carenze nella stesura di notificazioni di atti e processi verbali o violazioni delle modalità operative per l'esercizio coordinato delle funzioni”. Il procedimento terminerà con il provvedimento di riconoscimento della qualifica o il rinnovo dello stesso, con l'adozione di decreto da parte del dirigente del settore politiche della montagna e fauna selvatica. Regione Liguria coordinerà le azioni sul territorio anche nell'ottica di ottimizzare le risorse disponibili.

CALABRIA: PER FIDC APPROVATO UN CALENDARIO VENATORIO EQUILIBRATO

È stato emanato il Calendario venatorio messo a punto dalla Regione Calabria per la prossima stagione 2018-2019. In particolare si evidenziano le tre giornate di pre apertura previste l’1 e il 2 settembre a tortora, colombaccio, cornacchia, ghiandaia e gazza, e il 9 settembre a colombaccio, cornacchia ghiandaia e gazza, tutte solo da appostamento. Per le specie di maggiore interesse venatorio il Calendario regionale prevede il tempo di prelievo per la beccaccia dal 14 ottobre al 20 gennaio; per la lepre dal 16 settembre al 16 dicembre; per il tordo bottaccio, il tordo sassello e la cesena dal 6 ottobre al 31 gennaio; per l’allodola dal 1 ottobre al 31 dicembre; per il colombaccio dal 16 settembre al 31 dicembre e poi dal 14 gennaio al 10 febbraio 2019.

“Si tratta di un calendario venatorio equilibrato e sostenibile, frutto del lavoro comune del coordinamento delle 7 associazioni venatorie calabresi (Federcaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Arci Caccia, Anuu, Italcaccia ed

Eps) e del lavoro svolto con partecipazione e competenza in sede di consulta faunistico venatoria regionale – ha detto il presidente regionale FIdC Giuseppe Giordano -. In particolare sottolineo la preapertura alla tortora prevista per le due giornate come suggerito da Ispra per una specie in difficoltà a livello europeo, mantenute dalla Regione malgrado il tentativo del Ministro dell’ambiente Costa di farla soprassedere. Un risultato sicuramente ottenuto grazie anche alle argomentazioni formulate a contrasto di questa posizione ministeriale dall’Ufficio avifauna migratoria della Federcaccia. Lo stesso Ufficio, attraverso una stretta collaborazione con Federcaccia regionale ha inoltre fornito diverse argomentazioni per il discostamento dal parere Ispra recepite nella relazione accompagnatoria al calendario.

Adesso non mi resta che augurare un sentito in bocca al lupo a tutti gli appassionati calabresi, raccomandando come sempre il massimo rispetto delle leggi, del buon senso e dell’etica che ci contraddistingue come cacciatori”.

 

EMERGENZA CINGHIALI IN CALABRIA: PER LA CIA I PROVVEDIMENTI SONO QUASI INESISTENTI

  • Pubblicato in Notizie

Si è tenuto nei giorni sorsi, alla Cittadella Regionale, presso il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, dopo oltre cinque mesi (febbraio) dalla richiesta d’incontro inviata al Presidente della Giunta Mario Oliverio da parte di Cia, Confagricoltura e COPAGRI un incontro, per chiedere risposte concrete sui danni da fauna selvatica (cinghiali).

Erano presenti per Confagricoltura il Presidente regionale Alberto Statti, il Direttore regionale Angelo Politi ed il Presidente provinciale di Catanzaro Walter Placida; per la Cia Nicola Monteleone componente la Giunta regionale e Vicepresidente di Cia Calabria Sud; per Copagri il Presidente regionale Luigi Iemma. Hanno partecipato anche alcuni dirigenti del Comitato di Contenimento Cinghiali guidati dal Presidente Eugenio Fristachi. Per la Regione era presente Lorenzo Vitari, totalmente assenti i rappresentanti istituzionali della Regione.

La problematica dei danni nasce quando, al fine di soddisfare le richieste provenienti dal mondo venatorio, sono state effettuate ripetute campagne di immissioni, in particolare cinghiali di specie alloctone, aventi dimensioni e prolificità elevate in territori dove il cinghiale non è mai esistito. Nell’incontro, sono state ribadite le richieste e le proposte che ormai da anni si stanno inoltrando, anche nella Consulta Faunistica Venatoria Regionale, senza ottenere risposta alcuna; tra le principali: eradicazione della specie cinghiale nelle zone a vocazione agricola, con urgenza nelle aree vocate a colture di pregio; rotazione annuale delle squadre nelle aree di caccia; autodifesa degli agricoltori che muniti di porto di fucile e licenza di caccia possono abbattere i cinghiali nei propri fondi.

Oltre ai danni, i rappresentanti di Cia, Confagricoltura e Copagri, hanno espresso molta preoccupazione per il settore zootecnico poiché diversi cinghiali abbattuti sono risultati affetti da tubercolosi, in base a quanto accertato dai servizi veterinari, malattia che è facilmente trasmissibile agli altri animali ed anche all’uomo; essendo il cinghiale animale selvatico e in continuo movimento, è assai probabile la diffusione territoriale della malattia. Ciò sarebbe catastrofico per il settore zootecnico calabrese.

Cia, Confagricoltura e Copagri, ribadiscono forte perplessità e contrarietà all’intenzione della Regione di costituire una Task-force che affronti la problematica sanitaria con la partecipazione solo del servizio veterinario, delle associazioni venatorie e dei carabinieri forestali con esclusione degli agricoltori che sono gli unici a cui i cinghiali arrecano danno. Per questa ragione, si chiede la costituzione di una Task-force regionale più ampia che affronti la problematica nel suo complesso ed abbia poteri di intervento immediato, in quanto le scorribande dei cinghiali sul territorio e i danni cagionati all’agricoltura sono oramai quotidiani.

Solo alla fine del confronto si è venuti a conoscenza che in precedenza il capo struttura del Dipartimento aveva comunicato che su disposizione del Dirigente Generale la riunione era stata differita a data da destinarsi. Tutto ciò lascia le rappresentanze di CIA, Confagricoltura e Copagri molto perplessi, tanto da fare dubitare della effettiva volontà della Regione Calabria di affrontare con decisione la problematica.

Le compagini unite di Cia, Confagricoltura e Copagri, stanno sino ad ora stanno approcciando il confronto con diplomazia e con metodi propositivi, come nel loro stile, ma la pazienza sta finendo visto che dopo anni nessun provvedimento è stato adottato e quello che è stato fatto non ha prodotto nessun risultato. Perciò in assenza di provvedimenti efficaci, nelle prossime settimane, saremo costretti a mettere in atto azioni di protesta.

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