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Luca Gironi

Luca Gironi

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Cinghiali: per l'Assessore Pepe il problema non è più rinviabile

La Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, che riunisce i soli assessori all’agricoltura, nella riunione a Bari, ha affrontato il tema dell’emergenza fauna selvatica. All’incontro ha partecipato anche l’assessore Dino Pepe. “Non è più rinviabile, in quanto ha ormai travalicato il confine dei danni causati alle colture agricole, per trasformarsi in una problematica anche di interesse pubblico e di sicurezza – ha detto l’assessore Dino Pepe – il proliferarsi delle popolazioni di alcune specie, in particolare del cinghiale, rappresentano un pericolo concreto per l’incolumità pubblica e, in molti casi, ha avuto risvolti drammatici con la perdita di numerose vite umane”.

I componenti della commissione politiche agricole hanno evidenziando, poi, che “le Regioni e le Province autonome hanno più volte sollecitato il governo su questa tematica, ma ad oggi non hanno ottenuto risposte”. Le regioni, “non disponendo di strumenti normativi idonei ad affrontare l’emergenza, chiedono al governo l’adozione di uno strumento specifico ed urgente che, tenuto conto della eccezionalità della situazione, permetta di affrontare una questione ormai fuori controllo, anche per evitare di assistere alle perdite di ulteriori vite umane”, concludono i componenti della commissione politiche agricole. (www.ladeadellacaccia.it)

GESTIONE FAUNISTICO-VENATORIA DEL CINGHIALE, FAVA: CENTRALISMO CONSIGLIO MINISTRI DANNEGGIA CITTADINI E AGRICOLTORI

 

 

(Lnews - Milano, 15 set) "In merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale lombarda numero 19 del 17 luglio 2017 sulla gestione faunistico-venatoria del cinghiale e il recupero degli ungulati feriti, con la presunta pretesa che, come riportato da alcune agenzie di stampa, alcune norme in materia di prelievo venatorio vi'olino la competenza esclusiva dello stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, corre l'obbligo di dichiarare che ancora una volta il governo sceglie di coprirsi di ridicolo, arrecando gravi disagi ai cittadini e agli agricoltori facendosi scudo di un centralismo patetico, antistorico, figlio della piu' farraginosa burocrazia borbonica".
Cosi' commenta l'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che aggiunge: "Ancora una volta succede, come per le nutrie, che il governo si opponga alle soluzioni individuate da Regione Lombardia".

"Ora - conclude Fava - i fanatici di questo governo imbalsamato abbiano il coraggio di spiegare ai cittadini come intendono contenere le popolazioni di cinghiali e ungulati presenti allo stato selvatico e come pensano di salvaguardare le colture agricole e la biodiversita' e, ancora, quali illuminati piani hanno per tutelare l'incolumita' delle persone e la sicurezza dei trasporti". 

 

In Edicola Diana 17-2017

  • Pubblicato in Riviste

Un numero particolare quello che vi attende in edicola. Sul numero 17, infatti, molto spazio alle munizioni spezzate, sviscerate in ogni aspetto dal nostro Valerio Di Ventura. Spazio anche alla caccia col cane, con articoli dedicati ai vari aspetti della pratica venatoria regina di questo periodo. Per l'attualità vi proponiamo un'intervista al Presidente dell'Arci Caccia Sergio Sorrentino, che chiuderà il ciclo dedicato al confronto con i vertici delle associazioni. Buona Lettura!!!

Veneto: L'Assessore chiede al governo un piano per l'emergenza cinghiali

Le Regioni non hanno sufficienti strumenti normativi per affrontare l’emergenza cinghiali. Di fronte al crescendo di danni provocati alle culture agricole, ai frequenti incidenti e al pericolo per la pubblica incolumità, gli assessori alle politiche agricole delle Regioni italiane fanno appello al Governo perché adotti un piano “specifico e urgente” per affrontare su scala nazionale un problema ormai fuori controllo.

Ne dà notizia l’assessore regionale all’agricoltura del Veneto, che a Bari ha partecipato alla riunione della Commissione politiche agricole delle Regioni e delle Province Autonome. La Commissione ha affrontato il delicato tema, non più rinviabile, dell’emergenza fauna selvatica, che non si limita più ai danni causati alle colture agricole, ma che ormai si è trasformata in una problematica di sicurezza pubblica.

“Il proliferare delle popolazioni di alcune specie, in particolare del cinghiale, rappresenta un pericolo concreto per l’incolumità pubblica e, in molti casi, ha avuto risvolti drammatici in altre aree della penisola – riassume l’assessore del Veneto – Le Regioni e le Province autonome hanno più volte sollecitato il Governo su questa tematica, ma ad oggi non hanno ottenuto risposte. Eppure, è in gioco la pubblica incolumità, con il rischio di ulteriori perdite di vite umane”.

“Non disponendo di strumenti normativi idonei per affrontare l’emergenza – conclude l’assessore veneto – le Regioni hanno chiesto al Governo l’adozione di uno strumento specifico ed urgente che, tenuto conto dell’eccezionalità della situazione, permetta di affrontare la questione con misure adeguate”.

(www.ladeadellacaccia.it)

SARDEGNA: IL TAR SOSPENDE LA CACCIA A PERNICE SARDA E LEPRE SARDA

 

 

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima) si è pronunciato a favore del ricorso proposto dall’associazione Gruppo di intervento giuridico Onlus contro la Regione autonoma Sardegna e Libera Associazione Sarda della Caccia, cui si erano aggiunte ad opponendum Federcaccia Sardegna, Unione cacciatori di Sardegna (U.C.S.), Caccia Pesca Ambiente (C.P.A.) Sardegna.

Il ricorso chiedeva l’annullamento del DA 25/15746 del 21.7.2017 di approvazione del calendario venatorio nella parte riguardante la cacciabilità di lepre sarda e pernice sarda.

“Considerato che allo stato manca un ‘monitoraggio aggiornato’ in relazione alle due specie (lepre sarda e pernice sarda) per le quali l’Associazione ricorrente richiede un peculiare regime di tutela – si legge nell’Ordinanza -; rilevato che l’ammissione di due (mezze) giornate di caccia (il 24 settembre e l’ 1 ottobre 2017) determina oggettivamente una riduzione degli esemplari (rispettivamente 2 e 4 per ciascun cacciatore); considerato che anche l’ISPRA ha richiesto (con documento del 30.6.2017, pag. 4, in due punti) una sospensione della cacciabilità di queste due specie, in assenza di specifici dati sulla loro consistenza; considerato che il Piano è in formazione; rilevato che non può escludersi, alla luce di tali considerazioni formulate dall’organo tecnico, che si possa attuare un rischio di rarefazione e/o estinzione; considerato che l’ammissione alla caccia in carenza di dati aggiornati potrebbe provocare concreti danni al patrimonio faunistico; rilevata la possibile incidenza, anche, del grave stato di siccità e di incendi riconosciuto in sede di emergenza dalla stessa Regione; considerato che non si può escludere, allo stato, che vi possa essere un concreto rischio di grave riduzione e/o estinzione di queste due specie; ritenuto, in conclusione, che, per queste due tipologie, debba essere privilegiata, nell’attesa di rilievi adeguati ed aggiornati, la tesi della sospensione (divieto temporaneo) della caccia, in applicazione del principio di precauzione, esplicativo della doverosa cautela vigente in materia di difesa ambientale; il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima), accoglie la domanda cautelare e per l’effetto:

a) sospende, in parte qua, il Calendario Venatorio 2017/2018, limitatamente alle 2 specie (lepre e pernice sarde);

b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 20 dicembre 2017.”

(www.ladeadellacaccia.it)

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