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Luca Gironi

Luca Gironi

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AAVV della Campania: Pronta caccia? No grazie

 

ASSOCIAZIONI VENATORIE REGIONALI DELLA CAMPANIA


Al Presidente della Giunta Regionale della Campania On.le Vincenzo De Luca
Al Consigliere Delegato Agricoltura, Caccia, Pesca della Campania Avv. Francesco Alfieri
Al Dirigente UOD Ufficio Centrale Foreste e Caccia Dott.ssa Flora Della Valle
Ai Dirigenti UOD Foreste e Caccia rispettivi Servizi Territoriali Provinciali di AV BN CE NA SA
e P/C Organi di Stampa


Oggetto : Immissioni di Selvaggina “pronto caccia”


Apprendiamo che, l’Ambito territoriale di Caccia di Avellino ha attuato un programma di ripopolamento “pronto caccia” nel corrente mese di settembre a caccia aperta, in contrasto con l’art. 37 della L.R. 26/2012 e s.m.i.;
A tal riguardo, siamo a segnalare che: La pratica del cosiddetto “pronto caccia”, che consiste nel liberare selvaggina al solo scopo di esercitarne il prelievo venatorio durante la stagione venatoria in corso, è da ritenersi estranea alle finalità del PFVR Piano Faunistico Venatorio Regionale 2013-2023, pubblicato sul B.U.R.C. n. 42 dell’1.8.2013 ed è praticabile solo nell’ambito delle Aziende Agri – Turistico – Venatorie e Faunistico Venatorie, nel periodo compreso fra il 10 febbraio ed il 31 luglio di ogni anno e comunque non oltre il 31 agosto, non certo nel territorio destinato a caccia programmata. 
Sull’argomento pronta caccia gli indirizzi regionali, ispirati ai principi generali di tutela e conservazione della fauna selvatica e della sua utilizzazione sostenibile, hanno sempre orientato la gestione faunistico-venatoria verso una eliminazione delle immissioni “pronta caccia”, per far posto ad una gestione faunistico-venatoria basata sul prelievo oculato di risorse faunistiche naturali. Queste immissioni a caccia aperta, non sono gestione sostenibile, ma solo un gioco, tanto più inaccettabile perché perpetrato ai danni di un patrimonio collettivo qual è la fauna selvatica.
Infatti, sul territorio regionale non sono presenti popolazioni naturalizzate autosufficienti, la cui causa è da attribuire prevalentemente alle modalità di immissione, non esistendo motivi ambientali che giustifichino il perché questa specie costituisca popolazioni stabili in altre regioni e non in Campania. Demandiamo agli Uffici competenti, ogni più utile soluzione, per bloccare e risolvere questa pratica del tutto estranea alla pianificazione faunistico venatoria regionale. Distinti saluti

Le Associazioni Venatorie
ANUU Campania
ARCICACCIA Campania
EPS Campania
ITALCACCIA Campania
Lì 11 settembre 2017

ANUUMIGRATORISTI: “L’ASSESSORE FAVA CONTINUA A STUPIRCI”

L’Assessore Fava stupisce ogni volta che affronta problemi venatori, dimenticando – ad esempio – che, per quanto attiene il rifornimento dei richiami vivi ai capannisti, il Ministro dell’Ambiente aveva già dato il suo parere favorevole in data 05/08/2016 alla legittimazione applicativa del prelievo dopo la chiusura della procedura di infrazione fin dal 16/06/2016 da parte della Commissione UE (ndr l’ISPRA fa finta di non saperlo con tutte le conseguenze del caso addebitabili ad un ente pubblico), riconfermandolo pure al Ministro degli Affari Regionali e al Presidente della Conferenza delle Regioni in data 03/11/2016, stante la precisa nuova normativa dell’art. 4 della vigente legge. E, ovviamente, l’Assessore Fava fa finta di non sapere. Ma gli uffici dove sono? L’Assessore dimentica pure che il 20/09/2016 aveva dichiarato, a destra e a manca, che sarebbe intervenuto presso la Conferenza Stato Regioni, ma nessuno sembra che lo ascolti essendo un problema già risolto! Per ogni ulteriore considerazione sugli altri temi relativi all’applicazione delle deroghe, richiesto obbligatoriamente il parere all’ISPRA, la Regione Lombardia – lo dice la Corte Costituzionale – deve motivare il suo dissenso e può, in perfetta tranquillità amministrativa regionale, provvedere perché non può un ente, meramente consultivo quale l’ISPRA, “dichiarare illegittime le deroghe” onde evitare di sovvertire le regole dei rapporti costituzionalmente previsti tra Stato, Regioni ed enti meramente consultivi. Tirare in campo il Presidente Maroni, in tutt’altre faccende affaccendato per evitare l’astensione al referendum per l’autonomia del 22/10/2017, è sviare l’attenzione e giocare allo scaricabarile. E così vanno le cose in una Regione che avrebbe dovuto difendere le tradizioni e le costumanze locali in nome di quella tanto conclamata tutela della realtà delle nostre genti. Ai lettori la risposta e le ovvie considerazioni in questo e in altri campi.

Abruzzo: Anuu, Arcicaccia, Eps, Italcaccia e Liberacaccia ricorrono sul calendario venatorio

La Regione ha deciso di ignorare il ruolo, il contributo e la funzione istituzionale delle Associazioni venatorie, e dunque adesso è giunto il momento di andare fino in fondo nella difesa dei cacciatori abruzzesi.
I Presidenti delle Associazioni Anuu, Arcicaccia, Eps, Italcaccia e Liberacaccia hanno inoltrato, per il tramite del prof. avv. Giacomo Nicolucci, una richiesta di accesso agli atti per verificare la legittimità del procedimento istruttorio e decisionale seguito dalla Regione Abruzzo per l’emanazione, assolutamente tardiva, del Calendario Venatorio 2017-2018.
Ogni anno, riferiscono, si assiste ad un assurdo minuetto, quando basterebbe reiterare con sicurezza previsioni passate, per giunta meno inutilmente complicate a livello burocratico, giacché alcuna sostanziale modificazione faunistica giustifica ogni anno un assetto diverso. Peraltro, è colpa unicamente della inerzia e della scarsa capacità tecnica e politica della Regione se mancano dati e conoscenze o se i sistemi di pianificazione e gestione territoriale sono vetusti, superati ed inadeguati. Vi è, ad oggi, che la Regione Abruzzo ha di fatto soppresso un mese di attività venatoria, nel mentre le altre regioni d’Italia continuano a goderne, e tutto ciò senza alcuna valida ragione di sorta.
Peraltro, si aggiunge, il prelievo in settembre interesserebbe specie migratrici, la cui cacciabilità, anche qualora limitata da condizioni climatiche od ambientali, si riverbera solo a danno dei cacciatori stessi e giammai della fauna; od anche, riguarderebbe specie che vengono reimmesse dagli ATC e per le quali alcun’istanza di tutela faunistica può essere legittimamente dispiegata, se non nell’ottica dell’irrazionalità più assoluta. Tutto ciò aggiungendo una complessità burocratica limitatrice, sparsa ovunque, che, assolutamente, non è in grado di dispiegare gli effetti desiderati, ma che spesso si rivela in tutta la sua negatività. La Consulta regionale a parere della Regione avrebbe manifestato un mero “avviso”, di cui nessuno ha tenuto conto, nel mentre essa esprime ai sensi di legge un vero e proprio parere obbligatorio, pari a quello dell’Ispra, da cui si distingue unicamente per la natura politica e non tecnica dei contenuti. Ma del parere della Consulta nessuno ne ha tenuto conto.
Si aggiunge che l’Ufficio programmazione faunistico-venatoria sembra del tutto succube di un altro Ufficio regionale (CCR-VIA) che, per il profilo curriculare dei suoi membri, alcuna valutazione di merito di carattere venatorio può esprimere, eppure si prodiga in prescrizioni e limitazioni, sovente provocate da persone esterne che spacciano severe competenze senza nemmeno essere in possesso di un diploma di laurea. Questa situazione è diventata inaccettabile e sarà vagliata ai fini di un eventuale esercizio di plurime azioni giudiziarie, nel caso anche ai fini del risarcimento del danno per lesione di interesse legittimo, in favore di ciascun cacciatore iscritto alle associazioni ricorrenti.


ANUU, ARCICACCIA, EPS, ITALCACCIA e LIBERACACCIA

ANUU: IL CALDO È PASSATO

È avvenuto il cambiamento meteo tanto atteso non solo dagli agricoltori, ma anche dai cittadini, dopo un agosto con assenza di precipitazioni, salvo qualche rovinoso temporale con vento forte che più che benessere ha portato solo danni. E finalmente il vecchio detto “tanto tuonò che piovve” ha portato abbondanti precipitazioni su tutta la penisola nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 settembre. In questo contesto meteo con temperature al di sopra della norma stagionale nei mesi di luglio e agosto, con sei punte di calore veramente eccezionali e con livelli di siccità preoccupanti (gli ultimi nove mesi sono stati i più secchi dal 1800 con un deficit di pioggia del 40%), la migrazione è arretrata di molto con numeri di catture inferiori al totale mensile degli scorsi anni nel periodo monitorato dall’Osservatorio Ornitologico FEIN di Arosio presso il quale vengono settimanalmente tratti questi dati. A questo proposito vi è da osservare che nell’ultima settimana di agosto abbiamo avuto un leggero movimento migratorio di Balie nere il 25 e il 30 e di Prispoloni il 31, mentre tutte le altre specie estatine sono apparse regolarmente seppure in numero meno consistente che nel passato (quali Luì grosso, Beccafico, Codirosso, Pigliamosche, Torcicollo, Cincia bigia). Il passaggio del tanto desiderato, ma modesto, cambiamento meteorologico, che è avvenuto nella serata di venerdì 1 settembre e nella giornata di sabato 2, ci ha consentito di constatare un buon movimento migratorio di Prispoloni lunedì 4, mentre nella successiva giornata del 5 hanno avuto un buon passaggio le Balie nere, anche se in numero minore rispetto agli scorsi anni. E poi sabato 9 e domenica 10 le cateratte del cielo, come abbiamo ricordato sopra, si sono aperte sopra di noi. E per gli estatini non è ancora conclusa la stagione.

Mobilità: Arci Caccia Lazio sollecita l’adozione dei protocolli di reciprocità

 

All’attenzione del Dott. Carlo Hausmann Assessore Agricoltura Caccia e Pesca della Regione Lazio

L’ARCI CACCIA sollecita la necessità che la Regione Lazio così come hanno fatto Toscana e Umbria sottoscriva il Protocollo di reciprocità per la mobilità interregionale dei cacciatori per consentire l’invio delle lettere di autorizzazione ai cacciatori in tempi utili.

Il Presidente Regionale

Giuseppe Pilli

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