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Luca Gironi

Luca Gironi

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FIDC BRESCIA: APPELLO AI CACCIATORI PER IL PROGETTO CESENA

 

 

E’ entrato nel vivo per il secondo anno consecutivo il progetto Cesena coordinato in regione Lombardia dall’Università di Milano Dipartimento di Bioscienze nella persona del professor Diego Rubolini, il tutto grazie solo all’importante finanziamento di Federcaccia Lombardia. Sono stati attivati alcuni centri di cattura in numerose provincie della Regione e sono iniziate le catture. Si è partiti proprio da Brescia con l’impianto di cattura di Bovegno di proprietà della famiglia Corsini e con quello di Monticelli Brusati di proprietà della famiglia Bozza. Sono già state effettuate delle catture e sono stati marcati, cioè muniti di ricevitore satellitare, due animali. Purtroppo la forte pressione venatoria ha fatto in modo che entrambi gli animali siano stati abbattuti, ovviamente senza incorrere in nessun illecito in quanto la cesena è specie cacciabile. I cacciatori, verificata la presenza del ricevitore ed evidentemente a conoscenza del nostro importante progetto, si sono rivolti subito ai presidenti delle sezioni locali ed hanno riconsegnato i due trasmettitori. E’ questo un segno di grande responsabilità dei cacciatori che sono consci dell’importanza del progetto Cesena: la conoscenza delle abitudini di questo turdide e dei suoi periodi di migrazione è determinante per difenderne in futuro il prelievo venatorio. Chiediamo quindi la collaborazione di tutti i cacciatori bresciani di segnalare o presso i presidenti locali o presso i nostri uffici di Brescia l’eventuale abbattimento di esemplari muniti di ricevitore. Se ci è permessa la battuta chiediamo anche a quelli muniti di vista particolarmente acuta di risparmiare volontariamente gli esemplari muniti di una lunga antenna che pur essendo molto fine può essere intravista dai cacciatori più attenti! Di fondamentale importanza si è infatti rivelato l’utilizzo della telemetria satellitare, sperimentata per la prima volta sulle cesene. Sul dorso di questi animali sono stati applicati dei dispositivi miniaturizzati, del peso di 3.7 grammi, che permettono di tracciare in maniera precisa i percorsi compiuti da questi animali per ritornare ai quartieri riproduttivi. Sono state catturate e marcate lo scorso anno 22 cesene in differenti località della Lombardia, nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Mantova, Pavia, così da studiare la cronologia dei loro spostamenti.

BASILICATA, L'ASSESSORE BRAIA DICHIARA: PER I DANNI DA CINGHIALE, 460MILA EURO AGLI ATC

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“Ristorare i danni subiti dagli agricoltori, cercando di recuperare il ritardo accumulato in questi anni, è atto doveroso che dobbiamo in futuro continuare a perseguire, a partire dall’utilizzazione dei proventi legati al tesserino, come la legge regionale prevede.”

Lo comunica l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“Ammonta a 460mila euro – prosegue Braia – la quota proporzionale dei danni accertati sul territorio a caccia programmata, nel periodo 2011/2016, che viene ripartita e trasferita ai 5 Ambiti Territoriali di Caccia della Regione Basilicata (AA.TT.CC).

Manteniamo alta l’attenzione sul tema sia a livello nazionale, con la Commissione Politiche Agricole che spinge il Ministero Ambiente a emettere il decreto sui danni da fauna selvatica, che a livello regionale con gli accordi già stipulati con l’Istituto Zooprofilattico Speciale di Puglia e Basilicata e con Enci sui temi della sicurezza alimentare e sulla formazione dei cacciatori, oltre che lavorare sulla filiera della carne.

Le risorse sono trasferite dalla Regione agli Ambiti Territoriali di Caccia al fine di provvedere alla liquidazione dei danni provocati da cinghiali alle colture agricole, come previsto sia dalla norma nazionale che regionale.

Le risorse finanziarie pari a 460.000 euro, ad oggi disponibili, da destinarsi esclusivamente al pagamento degli aventi diritto al risarcimento danni causati dai cinghiali alle colture agricole sul territorio regionale, sono provenienti dalla quota della tassa di concessione regionale in favore degli ambiti territoriali di Caccia della Regione Basilicata.

Le opportune verifiche saranno effettuate dai Comitati Direttivi di ognuno degli ambiti territoriali di caccia che trasmetteranno al competente ufficio “Foreste e Tutela del Territorio” gli elenchi definitivi.

I danni alle colture agricole provocati dalla specie sus scrofa nel periodo 2011/2016 sul territorio a caccia programmata e denunciate dagli agricoltori ammontano a oltre 3,2 milioni di euro.”

(www.ladeadellacaccia.it)

Puglia: Luigi Le Noci, Arci Caccia Manfredonia, risponde al WWF sulla deroga allo storno

Nei giorni scorsi, il WWF Puglia ha diffidato la Regione dall’attuare il previsto aumento dei capi abbattibili in deroga. Questo intervento, necessario per mitigare i danni all’agricoltura, interviene su una specie abbondantissima ovunque lungo la penisola. Per questo Luigi Le Noci di Arci Caccia Manfredonia ha dichiarato: “Egregi signori del WWF, voi diffidate una regione in base a cosa? Al numero di storni dati in deroga? Quei numeri sono stati dati in base ai documenti rilasciati dall’Uniba (università di scienza faunistica di Bari) e non credo che dei professori universitari siano degli incapaci per occupare una cattedra così importante. Inoltre, sarebbe necessario scrivere verificando de visu il disagio che provoca ai contadini nei propri uliveti, dove non esiste un indennizzo da danno derivato dallo storno. Scrivete che non si è tenuto conto del parere Ispra: lo sapete bene che il parere non è vincolante perché lo mettete in atto su tutte le altre specie… la medaglia si è rovesciata a vostro sfavore in questo caso!!! Nelle Marche o altre regioni addirittura per salvaguardare l’agricoltura si è dato in deroga anche il piccione e la Tortora col collare!!!

”La regione Puglia non arriva a tanto, anche se ci stiamo riempiendo di corvidi che, oltre a danneggiare campi di grano o frutteti, distruggono e si nutrono soprattutto di uova di altre specie di uccelli e questo il WWF non lo dice e non prende provvedimenti nel salvaguardare altri volatili come lo stesso passero visto di frequente nelle città.

Spero che questa diffida sia solo colpa di una missiva fatta e campata in aria per far vedere che esistono anche le associazione animaliste. Pensiamo a difendere il nostro prodotto oleario e se proprio ci tenete mettetevi attorno agli uliveti a cacciare gli storni con gli spaventapasseri, solo così chiederemo noi stessi di bloccare la deroga”.

Puglia: Per il WWF l'obbiettivo primario è impedire la caccia allo storno

Qual'è il principale problema ambientale pugliese per il WWF? Si potrebbe pensare che siano l'Ilva oppure la cementificazione, o ancora la Xylella Fastidiosa. Invece no, tutto fa supporre che il problema più pressante potrebbe essere l'aumento del contingente cacciabile di storni. Questi uccelli, ovunque abbondantissimi e dannosi per le attività agricole, vengono difesi a spada tratta dall'associazione, come fondamentali per la biodiversità. Necessari di sicuro, fondamentali ci sembra molto stiracchiato e irrispettoso degli agricoltori danneggiati e dei cacciatori, con i cui soldi vengono risarciti i danni. Non sarà, invece, che ogni pretesto è buono per attaccare i cacciatori?

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/948198/caccia-abbattimento-storni-wwf-diffida-regione-puglia.html

 

Assemblea FCI di Lipsia: ENCI protagonista

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L'Enci, ci invia una nota per comunicare che il Presidente Dino Muto è stato eletto all’unanimità “Auditor’s Report” (revisore dei conti) dall’assemblea oggi riunita. Si tratta di un grande successo per il lavoro svolto dall’ENCI in ambito internazionale e per il quale il Presidente ringrazia il Consiglio Direttivo. Altro grande apprezzamento per la cinofilia italiana è la conferma dell’esperto giudice Ferdinando Asnaghi quale componente della commissione standards FCI. Inoltre, sono stati confermati nella commissione generale Carla Molinari, Tamas Jakkel, Gerald Jipping. 

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