Federcaccia: «I calendari non si cambiano, l'anticipo delle migrazioni non è dimostrato scientificamente»
- Scritto da Marco Fiore
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L'associazione venatoria interviene sul tema dopo la pubblicazione dello studio dell'Università di Milano e la conseguente richiesta della Lipu di chiudere prima la stagione di caccia pubblicate in questi ultimi giorni ritenendo che non ci siano elementi condivisibili nelle valutazioni della ricerca.
La Lega per la protezione degli uccelli (Lipu) chiede di rivedere le date di chiusura della stagione venatoria sulla base dei dati di una ricerca scientifica pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista «Wildlife Biology», coordinata dall'Università di Milano. Secondo questo studio i cambiamenti climatici avrebbero modificato le abitudini migratorie di molte specie di volatili, che inizierebbero in anticipo rispetto al passato, portando molti uccelli ad intraprendere il volo verso le regioni del Nord Europa nel pieno della stagione di caccia.
Di seguito le contro deduzioni pubblicate da Federcaccia sul Corriere della Sera che potrete trovare al link; https://www.corriere.it/animali/animali-selvatici/26_gennaio_21/federcaccia-i-calendari-non-si-cambiano-l-anticipo-delle-migrazioni-non-e-dimostrato-scientificamente-a7f42679-27c0-4056-88de-329fb4b06xlk.shtml.
Abbiamo avuto modo di leggere con attenzione l’articolo contenente valutazioni sulla fenologia degli uccelli migratori in Grecia e in Italia, per quest’ultimo Paese con esplicito riferimento a un articolo scientifico apparso recentemente sulla rivista «Wildife Biology» predisposto da Lipu e Università di Milano su 23 specie di uccelli cacciabili in Italia. L’articolo si conclude con una richiesta della Lipu di correggere le date di chiusura della caccia dei calendari venatori delle regioni italiane.
Abbiamo analizzato i contenuti e i riferimenti dell’articolo da voi pubblicato e di quello riportato sulla rivista Wildlife Biology cui fate riferimento e riteniamo opportuno precisare alcuni aspetti non secondari.
- Il link riferito al Rapporto WION Climate Tracker è una presentazione giornalistica con interviste che descrivono il fenomeno della permanenza di uccelli in Gran Bretagna in inverno e generiche valutazioni sul riscaldamento climatico che porterebbe a un anticipo delle migrazioni prenuziali, ma senza riferimenti alle specie.
- Il link al sito Ornithologiki.gr e il rimando all’interno di questo a uno studio, riguarda la fenologia migratoria studiata con la Citizen Science di alcune specie di rapaci e altri uccelli veleggiatori in Grecia, senza alcun riferimento all’anticipo delle date d’inizio migrazione. In particolare, sia nello studio, sia in un’altra parte del sito, viene esplicitato che la Citizen Science non può sostituire i programmi di monitoraggio scientifico standardizzato e che i risultati ottenuti con questa metodica non sono sufficienti a fornire un quadro nazionale della fenologia migratoria delle specie studiate.
- In merito ai dati descritti per l’isola di Corfù, non è chiaro come gli autori abbiano potuto distinguere la direzione di volo degli uccelli che hanno raggiunto l’area citata, considerando che tutte le specie citate sono svernanti nel bacino del Mediterraneo; quindi, possono essere presenze dovute a spostamenti invernali o a migrazione post-nuziale ritardata. Infatti, il riscaldamento del clima ha come prima conseguenza il ritardo della migrazione autunnale, e l’arrivo quindi ritardato (anche in gennaio) sui siti di svernamento.
- Lo studio italiano pubblicato su “Wildlife Biology” riguarda un arco temporale dal 2000 al 2023 e ha inoltre confrontato i risultati con l’Atlante delle Migrazioni il cui dataset è del tutto diverso, estendendosi sin dalla metà del 1900 al 2010. Lo studio non è focalizzato per valutare una variazione nei tempi di migrazione, ma per conoscere la fenologia migratoria coi dati di Citizen Science. Si tratta quindi di dati raccolti da volontari, la cui affidabilità non è verificata e le cui uscite sul campo non sono standardizzate. Inoltre, il lavoro si basa sull’assunzione aprioristica secondo la quale l’aumento o la diminuzione degli avvistamenti nelle celle in cui è stata suddivisa l’Italia indichi l’inizio della migrazione prenuziale. Tale assunzione non è provata da dati sperimentali e pregiudica il valore dei risultati ottenuti. Infatti, le osservazioni nelle celle possono aumentare o diminuire per molteplici fattori, tra cui la frequenza delle uscite dei volontari, l’esperienza di questi, l’aggregazione degli uccelli, gli spostamenti locali e i movimenti invernali dovuti a ricerca di cibo o modifiche del clima. Vi è quindi un importante punto di debolezza che non permette di considerare affidabili i risultati proposti.
- A livello normativo si ricorda che la Commissione europea ha predisposto, quali documenti interpretativi della direttiva Uccelli, il documento Key concepts e la Guida alla Disciplina della Caccia UE. Il documento Key concepts, modificato nel 2021 e nel 2025 per l’Italia, dimostra che i dati italiani sono anticipati fino a cinque decadi rispetto a quelli dei Paesi confinanti o di latitudine simile. Nel testo di commento al documento Key concepts la Commissione europea sottolinea queste discrepanze per varie specie e le spiega come possibili confusioni fra movimenti invernali e inizio reale della migrazione. Addirittura, in due casi (beccaccia e codone) la Commissione di fatto smentisce i dati italiani, affermando che la migrazione in tutto il Mediterraneo ha inizio in febbraio, mentre il dato italiano afferma gennaio. Proprio per armonizzare, almeno in parte, queste discrepanze lo Stato italiano ha modificato per 4 specie i dati Key concepts nel 2025, spostando in avanti di una decade le date d’inizio migrazione prenuziale. Ad oggi le date delle stagioni di caccia devono quindi essere stabilite secondo il documento Key concepts e la Guida alla Disciplina della Caccia UE, che insieme legittimano del tutto la data di chiusura della caccia al 31 gennaio. Per questo motivo le richieste della LIPU non possono trovare accoglimento, e rappresentano speculazioni allarmistiche poco utili alla corretta gestione e conservazione delle popolazioni di uccelli selvatici in Europa.
Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali Federazione Italiana della Caccia



