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Luca Gironi

Luca Gironi

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SERRACCHIANI: IN FRIULI SULLA CACCIA IN UN ANNO TANTI PASSI AVANTI

“Non sempre la politica riesce a entrare nel merito di questioni che incrociano interessi diversi, ma questa volta è stato fatto un buon lavoro, estremamente rispettoso delle associazioni e del territorio”.

Lo ha detto la presidente della Regione Debora Serracchiani, tracciando un bilancio degli interventi che la Regione – con la puntuale sollecitazione di Federcaccia e l’impegno di molti consiglieri regionali di maggioranza e opposizione – ha fatto per il mondo venatorio nell’arco dell’ultimo anno.

“Alcune questioni sono state risolte, altre sono ancora in sospeso, come la definizione della governance e l’istituzione del collegio dei probiviri nei distretti, ma anche se mancano pochi mesi molto si può ancora fare entro la fine della legislatura”, ha indicato la presidente a conclusione del convegno “Sintesi di una legislatura. LR 28/17, cosa cambia per il mondo venatorio, per quello agricolo, per gli allevatori, pescatori e raccoglitori di funghi”.

Promosso da Federcaccia con Coldiretti, Cia e Confagricoltura Fvg, Kmecka Zveza, in collaborazione con le associazioni di pescatori Ferepes e Urps, l’associazione produttori di selvaggina, quella ambientalista Ekoclub e i Distretti venatori, il convegno è stato organizzato a un anno di distanza dal confronto a cui era stata inviata a partecipare la presidente della Regione e ha visto confrontarsi ieri sera – moderatore il giornalista Alberto Terasso – l’assessore regionale alla Caccia Paolo Panontin, il presidente di Federcaccia Paolo Viezzi e il consigliere regionale Giorgio Ret, con numerosi interventi di rappresentanti di categoria su questioni tecniche in un clima costruttivo e aperto alla mediazione.

“L’incontro dell’anno scorso ha avviato la ripresa di un dialogo importante dopo l’approvazione del Piano faunistico regionale: erano oggettivamente emerse criticità ed era doveroso che intervenissimo. Torno qui oggi davanti a una platea altrettanto numerosa e sono soddisfatta perchè alcuni dei ‘compiti a casa’ che mi erano stati affidati sono stati consegnati e questo lo devo a uno sforzo collettivo: non era scontato”, ha riconosciuto Serracchiani.

La presidente, se da una parte ha convenuto con i vertici di Federcaccia che la priorità è quella di procedere a una semplificazione burocratica, ha anche richiamato all’unità un settore da sempre a rischio di una eccessiva conflittualità.

“La governance, per esempio, è fino a un certo punto un problema della politica, che in questo caso dovrebbe solo accompagnare la maggioranza dei portatori di interessi a ottenere la migliore struttura: se però ci si continua a dividere e ci si concentra solo su veti incrociati sarà difficile che la politica riesca a trovare una risposta. E andare avanti a colpi di ricorsi – ha aggiunto – non giova a nessuno”.

In merito alla legge di manutenzione, la cosiddetta omnibus caccia approvata a luglio, la presidente ha chiarito: “Al momento non ne abbiamo notizia, ma non essendo ancora decorso il termine non si può escludere che possa essere impugnata in alcuni punti: nel caso difenderemo tutte le posizioni e apriremo un dialogo con il Governo”.

(www.ladeadellacaccia.it)

ABRUZZO: PRECISAZIONI DELL'ASSESSORE PEPE AGLI ATC TERAMANI

“Non posso che esprimere un sincero apprezzamento per il lavoro degli Uffici Caccia regionali, nonostante il rientro della delega dalle Province e la conseguente necessaria attuazione della nuova organizzazione del servizio”. Lo afferma l’assessore alle politiche agricole Dino Pepe, replicando alle affermazioni degli Atc teramani. “A Teramo – spiega Pepe – il cambiamento è stato più evidente in quanto, solo in tale provincia, i tesserini erano rilasciati direttamente dai Comuni su delega degli uffici provinciali. Anche quest’anno la Regione aveva chiesto ai Comuni una collaborazione per l’adempimento, ma non essendo stata riscontrata tale disponibilità, la Regione ha potuto mettere a disposizione dei cacciatori solo le proprie sedi istituzionali. Per quanto riguarda la consegna dei tesserini di abbattimento, non c’è alcun inadempimento regionale: sono una specifica competenza degli Atc che vi debbono provvedere direttamente. Sono state lamentate presunte lungaggini per la mancata apposizione del timbro di ammissione sui tesserini venatori. In merito occorre fare chiarezza: la legge prevede che entro il primo aprile i cacciatori presentino istanza di ammissione all’Atc e che entro il primo giugno gli Atc inviino improrogabilmente alla Regione gli elenchi dei nominativi dei cacciatori ammessi. Quando i cacciatori per vari motivi non sono inclusi negli elenchi già trasmessi, la Regione è impossibilitata ad apporre i timbri della ammissione sul tesserino in fase di rilascio. Ne consegue che il cacciatore deve tornare più volte allo sportello. Si potrebbe ovviare a ciò semplicemente attraverso la tempestiva comunicazione da parte degli Ambiti alla Regione delle ulteriori ammissioni disposte. Circa la polemica sulla compilazione della ‘scheda del cacciatore’ – continua Pepe -, occorre chiarire che si tratta di un documento predisposto al fine di acquisire le informazioni necessarie per la corretta gestione dell’archivio dei cacciatori abruzzesi previsto all’art. 19 comma 5 della legge 10/2004. Tale scheda ha anche l’obiettivo di rendere possibile, per il futuro, l’informatizzazione dei rapporti con l’utenza; peraltro i dati richiesti sono quelli che comunemente vanno forniti in qualunque istanza rivolta ad una pubblica amministrazione. Infine relativamente all’ultima polemica sollevata dagli Atc Teramani sulle eventuali criticità del controllo dei cinghiali, differentemente da quanto affermato, la Regione ha già messo in atto un nuovo calendario degli interventi di abbattimento dei cinghiali che esclude ogni sovrapposizione con le attività di addestramento cani, attività quest’ultima che quindi può essere esercitata dai cacciatori in piena libertà e sicurezza. Per quanto riguarda invece le azioni di abbattimento notturne – conclude l’assessore -, pienamente legittima e sulla quale anche l’Ispra si è espressa favorevolmente, questa viene coordinata dalla Polizia Provinciale con fari ed in massima sicurezza dell’incolumità pubblica. Il controllo non va confuso con la caccia ed è una attività estremamente utile e che sta dando buoni risultati con una significativa riduzione degli eventi e delle richieste di risarcimento e non può essere interrotta proprio nel mese di settembre, quando i danni dei cinghiali si stanno concentrando sui vigneti e sul mais, ormai prossimi al raccolto. Si ricorda, infine, che il passaggio della funzione dalle Province alla Regione sta richiedendo un impegno notevolissimo e si richiede, pertanto, un atteggiamento collaborativo nell’interesse di tutti gli utenti”.
(www.ladeadellacaccia.it)

Arci Caccia: sui capanni, in Toscana, chi si loda…si imbroda

Nei giorni scorsi la CCT ha tenuto a farci sapere che la paternità dei regolamenti sulla caccia recentemente approvati in Toscana, sia da ascrivere unicamente alle proprie considerevoli capacità di pressione sulla politica regionale. Ci chiediamo se dobbiamo ringraziarli anche per il nuovo comma 4 dell’ART 59 che riportiamo qui sotto:

ART. 59 comma 4 “La Regione, rilascia fino al concorso del raggiungimento del limite numerico di cui al comma 2, le autorizzazioni ancora disponibili ai cacciatori che hanno optato per la forma di caccia da appostamento fisso ai sensi dell’articolo 28, comma 3, lettera b) della l.r. 3/1994 privilegiando gli ultrasessantenni e i disabili avendo riguardo al seguente ordine di priorità:”

Questa formulazione dell’articolo assegna la concessione di nuovi appostamenti ai soli titolari di opzione B. Niente capanni, quindi, per i titolari di opzione C, che invece finora potevano intestarsene uno.

L’Arci Caccia Toscana, senza arrogarsi meriti da legislatore, chiede con forza che si intervenga subito per ripristinare la legge nella formulazione che aveva in origine. Per questo si appella al presidente Rossi perché intervenga in favore dei tanti aspiranti capannisti toscani che si vedrebbero, in questo modo, scippare la possibilità di realizzare finalmente un appostamento fisso.

ANUU: MENO CALDO

  • Pubblicato in Notizie

 

È quello che ci ha portato il cambiamento meteo tanto atteso, anche se la poca pioggia caduta è stata ancora molto lontana dai desideri degli agricoltori e anche dei cittadini che ormai da tempo l’attendevano dopo un agosto con assenza di precipitazioni, salvo qualche rovinoso temporale con vento forte che più che benessere ha portato solo danni. In questo contesto meteo con temperature al di sopra della norma stagionale, nei mesi di luglio e agosto, con sei punte di calore veramente eccezionali e con livelli di siccità preoccupanti, la migrazione è arretrata di molto con numeri di catture inferiori al totale mensile degli scorsi anni nel periodo monitorato dall’Osservatorio Ornitologico FEIN di Arosio presso il quale vengono settimanalmente tratti questi dati. A questo proposito vi è da osservare che nell’ultima settimana di agosto abbiamo avuto un leggero movimento migratorio di Balie nere il 25 e il 30 e di Prispoloni il 31, mentre tutte le altre specie estatine sono apparse regolarmente seppure in numero meno consistente che nel passato (quali Luì grosso, Beccafico, Codirosso, Pigliamosche, Torcicollo, Cincia bigia). Ora vi è da attendere il passaggio di questo tanto desiderato cambiamento meteorologico, che è avvenuto nella serata di venerdì 1 settembre e nella giornata di sabato 2, perché questo mese si apra con i migliori auspici, come è avvenuto domenica 3 con una più che significativa presenza di Balie nere. Questo è nei voti di tutti noi.

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