Arci Caccia critica il nuovo cambio di IBAN per il libretto porto d'armi e chiede l'abolizione della tassa da 1,27 o il suo accorpamento alla tassa di concessione nazionale
- Scritto da Redazione
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Arci Caccia critica il nuovo cambio di IBAN per il libretto porto d'armi e chiede l'abolizione della tassa da 1,27 o il suo accorpamento alla tassa di concessione nazionale
Ma ce l’hanno con noi?
Non pretendiamo che i bisogni dei cacciatori siano una priorità tra le questioni del Paese, né tra le tante preoccupazioni del Ministro dell’Interno, ma, insomma, perché non deve esserci fine all’accanimento burocratico a danno dei cacciatori e cittadini italiani? Per fortuna doveva essere questa la compagine amica del mondo venatorio e della semplificazione. Siamo al teatro dell’assurdo: negli ultimi due/tre anni la procedura per riscuotere la cospicua somma di 25 centesimi l’anno (“indispensabile” costo del libretto di porto d’armi per cinque anni) è stata cambiata non si sa quante volte, generando una confusione allucinante tra Questure, tesorerie, associazioni, utenti. Un traffico di circolari e disposizioni di cui non si viene a capo. Quando va bene, come minimo si rallenta tutto l’iter di rilascio e si creano anche spiacevoli disagi agli interessati; perché, ricordiamocelo, stiamo parlando della delicata gestione dei titoli di possesso ed uso armi.
Qualche considerazione:
Sicuri che di questo balzello quinquennale di euro 1,27 non se ne possa fare proprio a meno?
Ma il sistema creditizio nazionale ha proprio bisogno di questo regalo di qualche milione di euro di commissioni bancarie? Sono più del totale del tributo statale: la spesa è più dell’Impresa…
Perché, poi, imporre una ulteriore complicazione di tempi e modalità per tanti cacciatori e cittadini che non hanno accesso diretto alle procedure digitali e, tanti, nemmeno agli sportelli bancari nei piccoli borghi? Fino a poco tempo fa, alle poste, in un unico accesso, si sbrigava la pratica…
Perché, se proprio sono indispensabili questi 25 centesimi l’anno, non arrotondare, come già da noi suggerito, la tassa di concessione governativa, pure generosamente, di 84 centesimi annui? Ci guadagniamo tutti, in tempi, semplificazione e pure qualche euro.
Perché, se non si vogliono semplificare le cose e si preferisce darci sempre contro anche nelle minuzie, non la si pianta di cambiare conti e procedure tutti gli anni (se non mesi)? Siamo al sadismo burocratico, caro Ministro. Amici nostri? Ma fateci il piacere, avrebbe detto il maestro De Curtis.



