CACCIA IN TOSCANA, REGIONE E GIANI SUL PIANO FAUNISTICO VENATORIO: «ATTO EQUILIBRATO, NESSUNA STRETTA SU CAPANNI E BRACCATA»
- Scritto da Redazione
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Chiariti i punti nodali alla vigilia dell’apertura della stagione venatoria: tutela degli appostamenti storici, confermate le norme europee sul piombo e salvaguardia delle attività di controllo e delle produzioni agricole.
FIRENZE – Alla vigilia dell’apertura della nuova stagione venatoria, la Regione Toscana interviene per fare chiarezza sui contenuti del Piano Faunistico Venatorio Regionale approvato dal Consiglio. Definito dal presidente Eugenio Giani come un «atto equilibrato», il piano risponde alle perplessità sollevate sia dal mondo ambientalista che da alcune componenti dell’associazionismo venatorio.
Di seguito le precisazioni sui principali temi al centro del dibattito:
1. Appostamenti fissi e capanni: nessuna variazione per il 90% del territorio
Rispetto alle timori su presunte limitazioni e costi aggiuntivi per i capanni, la Regione precisa che per quasi il 90% del territorio a caccia programmata (fuori dai siti Rete Natura 2000) la regolamentazione rimane del tutto invariata.
L’unica procedura a carico dei richiedenti una nuova autorizzazione rimane la marca da bollo da 16 euro. Nelle aree Rete Natura 2000, le regole esistenti vengono confermate, consentendo al contempo variazioni di titolarità prima vietate, al fine di tutelare il passaggio generazionale e la conservazione degli appostamenti storici. Le limitazioni sulla densità (soglia 0,8) riguardano esclusivamente una percentuale minima di territori saturati (19 siti su 159).
2. Caccia al cinghiale e interventi di controllo
Nessun cambio di rotta sulla caccia in braccata al cinghiale, le cui modalità restano identiche al passato. Anzi, la Regione evidenzia un miglioramento per gli interventi di controllo numerico posti a tutela delle colture agricole, possibili tutto l’anno nelle aree a divieto o a caccia chiusa. Per il contenimento nei boschi ricadenti in siti Rete Natura 2000 nel periodo tra marzo e luglio, sarà semplicemente necessaria la Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca), con validità quinquennale.
3. Mappatura degli ungulati e ruolo degli ATC
La suddivisione del territorio regionale tra aree vocate e non vocate agli ungulati recepisce integralmente le proposte cartografiche inviate dagli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), soggetti che possiedono una conoscenza capillare del territorio e mantengono contatti diretti con squadre e selettori.
4. Uso del piombo nelle zone umide
In merito alle restrizioni sull'uso delle munizioni in piombo, il Piano regionale si limita a recepire la normativa europea (Regolamento UE 2021/57) e le relative indicazioni ministeriali, già presenti nei calendari venatori precedenti. In attesa del completamento dell'iter nazionale di recepimento e dell'individuazione cartografica delle aree secondo la Legge 157/92, la Regione Toscana conferma di aver già provveduto da tempo alla mappatura del proprio territorio per garantire certezza del diritto ai cacciatori.



