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Luca Gironi

Luca Gironi

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Fondazione UNA: Presentati i delegati territoriali regionali

Si è svolta ieri, 15 giugno, a Roma la cerimonia di presentazione dei Delegati Territoriali della Fondazione UNA Onlus in cui sono state conferite le deleghe a 15 incaricati che rappresenteranno l’anello di congiunzione tra le diverse regioni italiane e UNA.

Alla cerimonia hanno partecipato Nicola Perrotti, Presidente Fondazione Una Onlus,

Gian Luca Dall’Olio, Presidente Federcaccia e Vice Presidente Fondazione UNA Onlus, Sergio Sorrentino, Presidente Arci Caccia e Consigliere Fondazione UNA, Maurizio Zipponi, Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione UNA Onlus, Pietro Pietrafesa, Segretario generale della Fondazione UNA e Alessandro Marchesi, della Direzione Commerciale Banca Mediolanum, che ha tenuto un discorso con spiccato taglio motivazionale rivolto ai delegati.

Attraverso la figura dei Delegati Territoriali, infatti, la Fondazione UNA stabilisce un legame diretto con i territori, attraverso l’ascolto delle esigenze e il dialogo costante con istituzioni locali e mondo associazionistico, indispensabili per proporre e realizzare progetti dedicati alla difesa e alla valorizzazione della biodiversità.

Nel corso della cerimonia, inoltre, sono state esposte tre testimonianze dirette di azioni già intraprese da Delegati Territoriali UNA che hanno attuato progetti concreti in Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna.

Di seguito l’elenco completo dei Delegati Territoriali UNA:

– Antonio Balladelli – Calabria

– Daniele Bertoni – Lombardia Orientale

– Federico Cudia – Sicilia Occidentale

– Piergiorgio Fassini – Veneto

– Gianluca Garolini – Emilia Romagna

– Giovanni Ghini – Emilia Romagna

– Giuseppe Giordano – Calabria

– Luca Gironi – Toscana

– Bruno Morena – Piemonte

– Giuseppe Negri – Lombardia Occidentale

– Matteo Pipino – Puglia

– Roberto Ruggiero – Lazio

– Gaetano Salemme – Campania

– Stefano Soci – Umbria e Marche

– Francesco Zaccà – Sicilia Orientale

Campania: Approvato il calendario venatorio

La Giunta regionale della Campania, su proposta del Presidente De Luca, ha approvato il calendario venatorio 2017-2018.

“Anche quest’anno – dichiara Franco Alfieri, consigliere del Presidente per l’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca – il calendario è stato approvato entro il 15 giugno, termine prescritto dalla normativa in materia, ma disatteso in passato. Questo calendario è improntato al principio della precauzione, così come richiesto dalla Commissione europea, al fine di assicurare una maggiore salvaguardia del patrimonio faunistico soggetto al prelievo venatorio. Abbiamo reso, dunque, più calzanti quei vincoli che, nei precedenti calendari, erano fissati in maniera generica”.

Il calendario fissa i periodi in cui è possibile, per ciascuna delle specie ammesse, lo svolgimento dell’attività venatoria. L’inizio è fissato per il 1° ottobre, anticipato al 2 settembre, nella modalità dell’appostamento temporaneo, per la tortora, la gazza, la ghiandaia e la cornacchia grigia. La stagione si concluderà il 31 gennaio 2018, termine prorogato al 10 febbraio per la gazza, la ghiandaia e la cornacchia grigia.

Tra le principali novità, la chiusura al 31 gennaio 2018 anche per i turdidi (tordo bottaccio, cesena e tordo sassello) nonché la limitazione del prelievo per gli anatidi.

Il calendario 2017-2018 – risultato della proficua condivisione tra gli uffici regionali e il mondo agricolo, venatorio ed ambientale e del prezioso contributo tecnico-scientifico del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale (CTFVR) e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) – rafforza le prescrizioni, introdotte dal precedente calendario, relative all’impegno ‘volontario’ del cacciatore nella gestione ambientale e faunistica. In pratica, il cacciatore si identifica ancora di più come ‘sentinella’ del paesaggio, essendo chiamato, ad esempio, a segnalare gli incendi boschivi, l’abbandono di rifiuti e i principi di frane.

L’attività faunistico-venatoria è praticata in Campania da circa 40mila persone e rappresenta, sempre più, una realtà di enorme rilievo per le aree rurali ed interne.

“Per rispondere meglio alle mutate esigenze del comparto e tenere conto del riassetto istituzionale intervenuto con l’attribuzione, in capo alle Regione, delle funzioni svolte in precedenza dalle province – dichiara Alfieri – siamo in procinto di apportare sostanziali modifiche, individuate di concerto con le associazioni venatorie, agricole ed ambientali, alla legge regionale attualmente in vigore. E’ previsto, tra l’altro, il rafforzamento del ruolo degli Ambiti Territoriale di Caccia (ATC), l’inglobamento dei piani faunistici venatori provinciali nel Piano Faunistico Venatorio regionale nonché l’adeguamento, alle linee guida nazionali, delle attività connesse ai danni arrecati dalla fauna selvatica”.

Liguria: la Cassazione annulla 5 disposizioni della legge regionale

La Cassazione, dopo aver esaminato un ricorso presentato da alcune associazioni animaliste, ha annullato 5 disposizioni contenute nella legge regionale. In particolare, oggetto di censura, sono state le disposizioni che riguardano la collaborazione dei cacciatori durante le operazioni di controllo degli ungulati e dei nocivi nei periodi di diveto e nelle aree protette e le norme che consentivano le operazioni di recupero dei capi feriti nelle zone di divieto e nei giorni di silenzio venatorio. Altro oggetto di contesa l'allenamento dei cani in periodo di divieto e la concessione di giornate di caccia vagante agli opzionisti B.

http://www.quotidiano.net/benessere/animali/animali-caccia-liguria-1.3199004

 

TOSCANA: IL MOVIMENTO 5 STELLE INTERROGA L'ASSESSORE SU FINANZIAMENTI E CONTRIBUTI CONCESSI DAGLI ATC

Attenzione a contributi e finanziamenti concessi dagli Ambiti territoriali di caccia in Toscana (Atc), in una interrogazione presentata da Gabriele Bianchi e Irene Galletti, del Movimento 5 Stelle, cui ha risposto in aula l’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi.
“Dalle informazioni raccolte non sono emersi riscontri che testimonino il diretto passaggio di risorse economiche dagli Atc alle diverse associazioni regionali degli agricoltori, come Cia, Confagricoltura o Coldiretti”, ha esordito l’assessore rispondendo al primo quesito della interrogazione, ricordando invece la concessione di finanziamenti e contributi alle aziende agricole, presenti nel territorio di competenza. In tema di iter procedurale deliberativo del regolamento di attuazione della nuova legge sugli Atc in Toscana, Remaschi ha parlato indicativamente di fine giugno, inizio luglio di quest’anno. In merito invece all’attivazione della Centrale Unica di Committenza, le procedure di attivazione sono in corso di svolgimento.
Gabriele Bianchi, ringraziando l’assessore per la risposta e per la disponibilità a fornire dati precisi per ogni Atc della Toscana, ha auspicato “un cambio netto rispetto al passato: avendo a cuore la gestione del territorio ci preme particolarmente la Centrale unica di committenza, per garantire la massima trasparenza” (www.ladeadellacaccia.it)

LOMBARDIA: DA ISPRA BOCCIATURA SULLA CACCIA IN DEROGA

“Anche sulla richiesta di autorizzazione alla cattura di uccelli a fini di richiamo e’ arrivata la bocciatura di Ispra nei confronti di Regione Lombardia. E ancora una volta il copione e’ il medesimo: Ispra non entra nel merito tecnico della richiesta, ma comunica l’illegittimita’ dell’attivazione degli impianti di cattura a seguito delle modifiche normative introdotte dalla legge europea 2014. Sembra di vivere nel teatro di Gogol”.

Lo dice l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, in merito alla bocciatura da parte dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale della richiesta lombarda di deroga alla direttiva comunitaria per la cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo.

L’assessore Fava ricorda che il ministro Galletti il 5 agosto 2016 scriveva alle Regioni ipotizzando un tavolo tecnico “per addivenire alla definizione di linee guida in grado di agevolare l’applicazione in concreto del regime delle deroghe da parte delle amministrazioni regionali, precisando le condizioni di funzionamento degli impianti di cattura degli uccelli da richiamo”. Il tutto, a quanto pare, sfociato in un nulla di fatto.

“Ancora una volta prendiamo atto che il ministro Galletti ci ha fatto lavorare per niente, facendoci venire a Roma per tavoli del tutto inutili – commenta Fava – dal momento che un istituto controllato dal ministero dell’Ambiente, quale appunto e’ Ispra, oggi ci viene a dire che il ministro dell’Ambiente ha scherzato”.

“Per chiudere in maniera simpatica la sua nota – puntualizza Fava – Ispra tiene a ricordarci la procedura d’infrazione aperta relativamente alle attivita’ di cattura a fini di richiamo: mi chiedo se abbia prospettato tali rischi anche al suo ministro, quando illudeva i cacciatori con le sue promesse da marinaio”.

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