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Luca Gironi

Luca Gironi

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Arci Caccia Veneto a Congresso

Sabato 10 Giugno a Mareno di Piave, in provincia di Treviso, prenderà il via l’XI Congresso Regionale dell’Arci Caccia. All’assemblea che si svolgerà presso il Centro Culturale, in Piazza Municipio dalle ore 9.00, sono invitati a partecipare tutti i cacciatori, iscritti e non. Vista l’importanza dell’evento, hanno già garantito la loro presenza molti dei principali esponenti politici veneti come l’Assessore Regionale alla Caccia Giuseppe PAN, i Consiglieri Regionali Pigozzo (PD), Berlato (FDI), Possamai (Lega) e il Senatore Dalla Tor Mario (Alfano). Ricca anche la rappresentanza delle associazioni agricole, con la presenza di Manuel Beninca (Coldiretti) e Claudio D’Ascanio (CIA) e dell’associazionismo, con delegazioni di ARCI, UISP e delle Associazioni Venatorie.

Molti i temi da trattare, dalle novità emerse nell’ultimo Congresso Nazionale di Fiuggi, al rapporto con le altre associazioni, teso a rafforzare le prospettive unitarie come già a livello nazionale si sta facendo con la FeNaVeRi. Molto importante anche il passaggio sul ruolo del cacciatore nel terzo millennio, che sottolinea la necessità di una maggiore formazione e di un confronto, anche costruttivo, con il mondo agricolo e ambientalista. Ma oltre alle interessanti questioni di politica venatoria, spazio sarà dato anche a tematiche più strettamente pratiche e gestionali. Il Documento, che sarà proposto all’assemblea congressuale, infatti, cerca di affrontare il nodo del futuro delle province, le problematiche incontrate dalla selvaggina nobile stanziale e tematiche di grande interesse locale come la mobilità venatoria e il futuro del Delta del Po. Per l’area del Delta, infatti, Arci Caccia chiede con forza una legislazione ad hoc, simile a quella in vigore in zona Alpi, al fine di tutelare le forme di caccia tradizionali che vi si praticano. La mobilità venatoria, molto richiesta dai cacciatori della Regione, lo scorso anno ha subito diversi incidenti di natura legislativa, con leggi approvate e subito impugnate. Arci Caccia avanza una proposta che, com’è nel suo DNA, cerca di fornire un servizio ai cacciatori senza andare ad una deregulation che costringa nuovamente il governo ad intervenire. Questa materia, cara soprattutto ai migratoristi, pone il la per l’approfondimento di altre due tematiche molto sentite, come la mancata applicazione delle deroghe e le difficoltà di reperimento dei richiami vivi dopo la chiusura dei roccoli. Quindi una gran varietà di temi che daranno molto da fare e da pensare a chi interverrà a questa bella giornata di caccia e democrazia, in cui verrà riaffermato con forza quello che in questi anni è stato il lite motive dell’associazione: Non c’è caccia, senza Arci Caccia.

La Giunta regionale del Molise approva il Calendario venatorio 2017/2018

Dopo il parere favorevole espresso in Consulta regionale per la caccia, il Calendario Venatorio 2017/2018 è stato approvato in Giunta nella giornata di ieri, martedì 6 giugno.
Il nuovo calendario prevede l’apertura della caccia dal 17 settembre 2017 al 10 febbraio 2018 e, al contempo, anche importanti novità come la chiusura della caccia al Colombaccio il 10 febbraio e le pre-aperture per varie specie tra cui la tortora nelle giornate del 2, 3 e 9 settembre e la quaglia nelle giornate del 13 e 14 settembre. Quanto al prelievo del cinghiale, invece, questo sarà consentito dal 15 ottobre al 14 gennaio in braccata.
“Come per il precedente, anche per il nuovo calendario - commenta il Consigliere regionale delegato alla caccia, Cristiano Di Pietro - è stato fatto un lavoro molto accurato. Abbiamo cercato di migliorarlo per andare incontro alle esigenze dei cacciatori, ma sempre nel rispetto dei vincoli ambientali e dei principi generali di protezione della fauna.
Con l’occasione - conclude il Consigliere e capogruppo del “Molise di Tutti - rivolgo un sentito ringraziamento a tutta la struttura regionale, alle associazioni di categoria e agli AA.TT.CC. per la fattiva e costruttiva collaborazione”.

ANUU: Parere legale sulla distinzione tra uccellagione e caccia con mezzi vietati

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Indiscriminato depauperamento della fauna selvatica. La legge 11 febbraio 1992, n. 157, distingue tra uccellagione e cattura di uccelli, nei cui confronti la caccia non è consentita, all’art. 30 lett. e), h). La linea di demarcazione tra l’uccellagione e la caccia con mezzi vietati è rappresentata dalla possibilità, insita solo nella prima, che vi verifichi un indiscriminato depauperamento della fauna selvatica a cagione della modalità dell’esercizio venatorio e in considerazione della particolarità dei mezzi adoperati (Cass. Sez. 3, n. 11350 del 10/02/2015, Ungaro). Sicché, il reato di uccellagione non può essere integrato quando per il numero delle caratteristiche della fauna selvatica catturata nonché per l’attrezzatura rivenuta sia possibile ammettere, senza alcun dubbio, la predisposizione alla cattura di qualche singolo esemplare, con la conseguenza che non è configurabile il reato di uccellagione quando il materiale sequestrato sia inidoneo e del tutto incompatibile ai fini dell’integrazione di tale fattispecie di reato, proprio perché essa è diretta alla cattura di un numero indiscriminato di esemplari, ivi compresi quelli dei quali la cattura è vietata in modo assoluto, mentre la caccia con mezzi vietati è diretta alla cattura di singoli e specifici esemplari, fermo restando che costituisce uccellagione la cattura di uccelli con “reti da uccellagione” indipendentemente dal fatto che gli uccelli catturati siano abbattuti e mantenuti in vita. (Cass. Pen. Sez. III, Pres. Amoresano, rel. Di Nicola – ud. 23/11/2016, dep. 23/01/2017 n. 3395) (www.anuu.org)

VENETO: 200 MILA EURO DELLA REGIONE AL PARCO DEI COLLI EUGANEI PER ERADICARE I CINGHIALI

La Giunta veneta, su proposta dell’assessore al territorio e ai parchi, ha assegnato un contributo di 200 mila euro all’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei per far fronte all’emergenza legata alla proliferazione di cinghiali nel territorio.

“Sono risorse destinate alla gestione di piani di controllo, contenimento ed eradicazione delle popolazioni di ungulati, sulla base di un progetto predisposto dallo stesso Parco – precisa l’assessore –. Il nostro scopo è quello di tutelare i caratteri naturalistici, storici e ambientali del territorio, ma anche le numerose attività produttive che sono costantemente minacciate dall’eccessiva presenza di questi animali, che si riproducono in maniera esponenziale e rappresentano un pericolo anche per la viabilità”.

“Grazie a questo finanziamento – prosegue l’assessore – sarà garantita la piena attività della task force allestita nei mesi scorsi e composta da operai forestali, a tempo determinato ed indeterminato, da un operatore forestale e da un funzionario che gestisce in termini informatici i dati relativi alle catture, agli abbattimenti, ai censimenti e ai sopralluoghi, nonché da 72 selecontrollori: è previsto sia il ripristino dell’attività di abbattimento mediante ‘cerca con faro’, sia l’aumento delle catture con chiusini”. (www.ladeadellacaccia.it)

FEDERCACCIA BOLGARE: GIORNATA AMBIENTALE DEDICATA ALLE SCUOLE

Il progetto “ Ad ali spianate” anche quest’anno ha preso il volo. Organizzato dalla Sezione FIdC di Bolgare (BG), assieme alla sezione ANUU, ha visto la partecipazione delle tre classi prime della locale Scuola Media, più di 60 alunni, e dei loro docenti. Il Parco cittadino Nochetto, attraversato da Cherio, si presta molto bene all’iniziativa di coinvolgere, in maniera festosa ma anche didattica, le scolaresche. I cacciatori hanno avuto il compito di predisporre e organizzare in maniera impeccabile l’incontro. Quest’anno la parte didattica è stata affidata a tre esperti: Flavio Galizzi, vicepresidente provinciale FIdC esperto di fauna alpina, ha parlato degli ungulati, e in generale della gestione della fauna selvatica e del territorio attraverso la caccia, attività sostenibile e fondamentale per il lavoro sul campo di monitoraggio e riequilibrio delle popolazioni di fauna selvatica svolto dai cacciatori. Il Guardiacaccia volontario della FIdC Luigi Vezzoli ha illustrato le caratteristiche delle specie principali presenti sul territorio della pianura, in particolare di fagiani, starne, pernici, quaglie e anatre, che poi gli studenti hanno direttamente liberato per il ripopolamento dell’area Parco. Al termine, il Giudice Federale Francesco Belli ha parlato dei cani da caccia, illustrandone le caratteristiche e le specificità di ogni razza, che sono stati osservati al lavoro di cerca e di ferma su alcune quaglie liberate. Al termine, l’organizzatore della festosa giornata all’insegna della caccia, il presidente della FIdC di Bolgare Bruno Volpi, ha ringraziato tutti i partecipanti: il Dirigente scolastico per l’adesione all’iniziativa, gli studenti e i docenti per la partecipazione attenta, oltre agli esperti relatori, e tutti i presenti, in particolare i cacciatori di Bolgare, per l’organizzazione impeccabile e la disponibilità dimostrata. (www.ladeadellacaccia.it)

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