Quando non si fa informazione ma ideologia ……….. scrivendo panzane!
- Scritto da Marco Fiore
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Inizia così un articolo pubblicato sul sito di LAV a proposito del recepimento del declassamento dello stato di protezione del lupo:
“Con un Decreto del Ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin, sotto la regia del Ministro dell'Agricoltura Lollobrigida, pubblicato nell'ultima Gazzetta Ufficiale, è stato recepito nel Decreto del Presidente della Repubblica 357 del 1997 il depotenziamento della protezione dei lupi, delineato con la modifica della Direttiva Habitat dell'Unione Europea lo scorso giugno.
Si potranno quindi attuare “piani di gestione” di questi animali, così, secondo i dati forniti dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), già quest'anno i cacciatori potrebbero uccidere fino a 163 lupi.”
“………………….. l'attuale classe politica ha dato l'ennesima conferma della sua sudditanza all'irrisoria minoranza di cittadini rappresentati dalla lobby venatoria e allevatoriale, approvando un decreto antidemocratico e antiscientifico solo per racimolare qualche misero voto in più da allevatori e cacciatori.
LA SETE DI SANGUE DEI CACCIATORI DOVRÀ ASPETTARE
Ad ogni modo, finché la Legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici, la n. 157 del 1992, continuerà a offrire una “protezione particolare” ai lupi italiani, la sete di sangue dei cacciatori dovrà aspettare. Purtroppo, le minime tutele offerte da questa Legge attualmente sono sotto attacco dal Disegno di Legge “sparatutto” fortemente voluto dal Ministro dell'Agricoltura Lollobrigida, nei cui emendamenti nelle Commissioni al Senato è già stato proposto da parlamentari della maggioranza, l'abbassamento della protezione dei lupi.”
Ecco come viene stravolta la realtà con il preciso scopo di diffamare la figura del cacciatore, che non vuole e neppure sarà chiamato, a nel caso dovesse realmente accadere, ad abbattere lupi.
In nessun caso si aprirà la caccia al lupo. Se dovessero essere necessari abbattimenti si tratterà di interventi di controllo, che saranno realizzati da personale appositamente formato. Dagli organi di vigilanza, polizie provinciali e carabinieri forestali in primis o da incaricati sotto il loro diretto coordinamento.
Quello del lupo è principalmente un problema di danni all'allevamento estensivo e di pubblica incolumità. I cacciatori, se chiamati a collaborare, non dubitiamo che daranno il loro contributo come volontari, come fanno sempre, dalle operazioni di gestione faunistico ambientale a quelle di protezione civile.
Ma tanto basta per mistificare agli occhi dell’opinione pubblica l’attività venatoria.
E poi parlano di lobby venatoria!



