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Luca Gironi

Luca Gironi

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Ferrero: Il Piemonte osserva le raccomandazioni di Ispra sulla caccia

Intervento dell'assessore alla Caccia della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero, sull'opportunità di adottare eventuali limitazioni all'attività venatoria prospettate nei giorni scorsi da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

“Al di là di quanto previsto dalla legge 157/92, si tratta - puntualizza Ferrero - di un documento pertinente ed assolutamente apprezzabile dal punto di vista della tutela dell’ambiente in un contesto di delicata criticità come quello attuale. E' bene però precisare che e indicazioni contenute si rivolgono a due eventi specifici: gli incendi boschivi e la siccità. Per quanto riguarda il primo caso, per fortuna la nostra Regione non è stata colpita in maniera così pesante come avvenuto in altri territori e che nelle aree interessate, costantemente monitorate con attenzione dai carabinieri forestali, è vietata l’attività venatoria. Per quanto riguarda la questione derivante dal lungo periodo siccitoso, le indicazioni di Ispara pongono particolare attenzione agli uccelli acquatici, raccomandando l’apertura del prelievo ad ottobre, evitando le aperture in settembre. A tal proposito la Regione Piemonte rientra ampiamente nell’osservazione di queste raccomandazioni, tanto che non c’è alcuna pre-apertura. Non solo, è stato reintrodotto di recente dal Consiglio regionale il divieto totale di prelievo su ben 12 specie di anatidi, oltre al merlo, all’allodola, alla pernice bianca ed alla lepre variabile. Non sono, inoltre, oggetto di pre-apertura il colombaccio e lo storno, non oggetto in ogni caso di prelievo in Piemonte, presenti invece in altri calendari venatori”.

Nonostante questo contesto, il Settore regionale competente ha richiesto a Province, comprensori alpini e ambiti territoriali di caccia di far pervenire eventuali situazioni di criticità, al fine di attuare tempestivamente e caso per caso eventuali opportuni provvedimenti, e per assicurare il costante monitoraggio delle variabile meteoclimatiche ed ideologiche così come richiesto da Ispra.

“In tal senso - conclude Ferrero - si apprezza la sensibilità di alcuni consiglieri regionali piemontesi, quali Conticelli e Barazzotto, che hanno richiamato l’attenzione sull'attuale critico contesto ambientale ed i suoi effetti anche sulla fauna selvatica”.

ACMA: NIENTE RICHIAMI FINO A NOVEMBRE

“Si comunica che mentre ci aspettavamo dai contatti avuti che fosse questa settimana quella giusta per vedere concesso l’uso dei richiami vivi per la prossima stagione venatoria, è invece stata emanata dal Ministero della Salute una nuova ordinanza che vieta l’uso dei richiami nelle zone ad alto rischio fino al 31 ottobre ( si veda allegato ). Poiché ad oggi, come detto, non sono state emanate le nuove disposizioni di deroga che avrebbero potuto consentire l’uso dei richiami almeno nelle zone non ad alto rischio, l’uso dei richiami rimane interdetto su tutto il territorio nazionale. A seguito di questi sviluppi ACMA e FIdC hanno richiesto immediatamente un incontro con l’istituto di riferimento (Istituto zooprofilattico delle Venezie). Vi terremo aggiornati.”

LE ASSOCIAZIONI VENATORIE CALABRESI SCRIVONO ALLA REGIONE PER LE MODIFICHE AL CALENDARIO VENATORIO

In relazione alla modifica apportata dalla Giunta Regionale Calabrese al Calendario Venatorio, rispetto alla limitazione dell’orario di caccia nelle tre giornate di preapertura, ove sarà consentito cacciare da un’ora prima del sorgere del sole fino alle ore 13, e l’esclusione della Tortora nella giornata del 17 settembre, il Coordinamento delle Associazioni venatorie regionali, composto da Federcaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, Italcaccia, Anuu Migratoristi ed Eps, – pur non avendo condiviso, le conclusioni dell’ Ispra, contenute nel documento divulgato a tutte le Regioni e al Ministero dell’Ambiente, ha agito tempestivamente, con senso di responsabilità e spirito collaborativo rappresentando alla Regione Calabria un documento prodotto da Federcaccia, condiviso e fatto proprio dal Coordinamento, dal contenuto tecnico-scientifico, con una analisi delle condizioni meteo-climatiche in ordine alle ricadute al patrimonio faunistico, e soprattutto con le evidenze scientifiche ufficiali sulle specie cacciabili in preapertura, ove risulta la loro situazione demografica favorevole, verificata in Italia, nell’arco di quindici anni, caratterizzati anche da stagioni siccitose e calde uguali o peggiori all’anno 2017.

Il coordinamento delle AAVV, comunica inoltre, che in relazione al ricorso al Calendario venatorio, presentato dal Wwf, presso il Tar Calabria, in trattazione il prossimo 14 Settembre; congiuntamente e unitariamente stanno lavorando alla costituzione in giudizio, attraverso atti e documenti tecnico-scientifici, a difesa del Calendario e dell’attività venatoria. Non è superfluo ricordare, come l’iter dal quale è scaturito il Calendario, sia avvenuto con varie riunioni della Consulta faunistico-venatoria, dove il Coordinamento delle AAVV, con partecipazione responsabile e costruttiva, ha avanzato proposte, coerenti alle norme ed ai Key-Concept, sempre in direzione della sostenibilità e della scientificità.

Per queste ragioni, si agirà con determinazione a difesa del Calendario e a tutela dell’attività venatoria in Calabria. (IL COORDINAMENTO DELLE AAVV – FEDERCACCIA, LIBERA CACCIA, ENALCACCIA, ARCICACCIA, ITALCACCIA, ANUUMIGRATORISTI, EPS)

Arci Caccia Marche: RIFLESSIONI SULL’”ANIMALCOSPIRAZIONALISMO”



Il cospirazionalismo animalista sta sempre più dilagando nella nostra società. Non esistono ancora vaccini utili alla sconfitta di questa patologia, la farmacologia non ha ancora investito risorse in questo senso e, probabilmente, mai lo farà in quanto trattasi di una patologia apparentemente incurabile, causata principalmente dall’ignoranza del colpito da animalcospirazionalismo, ma soprattutto dalla incapacità di discernere chi, tra conduttori televisivi, opinionisti, scienziati o esperti del settore, dice la verità.
Sono però fiducioso che l’ animalcospirazionalismo possa un giorno esser debellato (o quasi). Ho la fortuna di frequentare un master universitario interateneo in gestione e conservazione dell’ambiente e della fauna e, tra gli innumerevoli docenti universitari incontrati, tutti riconoscono l’utilità che la caccia ed i cacciatori rivestono nella conservazione dell’ambiente e della fauna. Come tutti i masterizzandi (tutti laureati in materie scientifiche) d’altronde. Questo mi fa riflettere e mi rassicura sul fatto che di animalcospirazionalismo ci si ammala quasi ed esclusivamente solamente se non si hanno le basi per comprendere i complicati equilibri che coinvolgono la conservazione naturalistica e di conseguenza, studiando, magari anche coloro i quali ne sono affetti potrebbero curarsi e non trasmettere la malattia -l’animalcospirazionalismo è altamente contagioso- alle future generazioni a loro vicine (figli, parenti, studenti, elettori).
Altri esempi di patologia simili all’animalcospirazionalismo, sono il novaxcospirazionalismo e il vegancospirazionalismo, patologie queste che colpiscono soggetti che sono contraddistinti principalmente da una caratteristica: la profonda ignoranza per la materia per la quale si credono luminari.
Cari insegnanti, politici, genitori, prima di sostenere tesi antiscientifiche e prima di criticare le scelte degli altri, studiate, documentatevi, ma soprattutto rispettate le altre persone. Difficilmente incontrerete un cacciatore che vi riempie di insulti solamente perché non la pensate come lui. Io del cretino e pezzo di m***** me lo sono preso anche ieri l’altro mentre, in compagnia di mia moglie, ero a caccia di caprioli.
Riflettete ed informatevi che ne avete bisogno, per il bene della società tutta.

Gabriele Sperandio, Presidente Regionale

ARCI Caccia Lazio: Attentato alla sede provinciale dell’ARCI Caccia di Latina. Non ci lasceremo intimidire.

Si è svolta ieri sera a Monte San Biagio, dopo aver atteso le prime informazioni che venivano dalle indagini, l’attivo straordinario dell’Associazione provinciale di Latina per affrontare le conseguenze che il grave attentato ha prodotto alla sede, operativamente inagibile.

La festa di Ferragosto 2017 è stata violentata dall’incendio che ha distrutto la sede provinciale che ospita anche il Circolo di Monte San Biagio.

Le indagini sono ancora in corso, si attendono le conclusioni definitive anche se, ormai sembra certo, che la causa sia dolosa.

L’aggressione all’ARCI Caccia c’è stata, ora occorre certezza delle responsabilità.

L’ARCI Caccia nazionale e regionale hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza ai dirigenti ed, in particolare, al Presidente Elio Trani.

L’ARCI Cacia non si lascerà intimidire, proseguirà le sue battaglie per la caccia e per la corretta gestione faunistica e continuerà a parlare il linguaggio della verità.

La sede sarà ristrutturata e resa di nuovo operativa e ospitale nel più breve tempo possibile, appena ci saranno le autorizzazioni inizieranno i lavori.

Già con la metà di settembre ci auguriamo di essere pronti ad inaugurare la sede provinciale per ricevere i nostri soci.

Ringraziamo per la vicinanza e l’attaccamento all’Associazione dimostrata dai nostri Dirigenti.

Avanti tutta con l’ARCI Caccia, anche a Latina.

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