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Luca Gironi

Luca Gironi

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FIDC LAZIO: SULLE ROTTE DEI MIGRATORI, “L’IMPORTANZA DELLA RACCOLTA DATI”

Giovedì 31 agosto a Passo Corese si discute di caccia e scienza con il Centro Studi Federcaccia.

L’importanza della raccolta dati per una corretta gestione delle specie migratorie sarà al centro del convegno organizzato da Federcaccia Rieti giovedì 31 agosto dalle 9 alle 13.30 a Passo Corese (Fara in Sabina), presso Martini Eventi in via dell’Arci, dal titolo “Caccia alla migratoria: l’importanza della raccolta dati”.

All’evento parteciperanno in qualità di relatori il dottor Michele Sorrenti e il dottor Daniel Tramontana, del Centro Studi Federcaccia. Vi prenderanno inoltre parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca del Lazio Carlo Hausmann, il vicepresidente nazionale della Federazione Italiana della Caccia Massimo Buconi, il vicepresidente nazionale della settoriale Ucim (migratoristi) Francesco Bonomo e le massime cariche regionali e provinciali della Federcaccia Lazio e Rieti. Al centro dell’attenzione sarà l’impegno di Federcaccia per la conoscenza e gestione delle specie, con la scienza e la tecnologia al servizio della ricerca anche per la formulazione, da parte delle istituzioni, di calendari venatori corretti dal punto di vista dei tempi e delle specie migratorie cacciabili.

Il monitoraggio degli uccelli migratori durante il passo autunnale e il ripasso primaverile, con particolare riferimento alle specie beccaccia, tortora, quaglia, allodola e l’insieme dei turdidi, l’analisi dei prelievi durante la stagione venatoria e la collaborazione tra i più moderni strumenti di ricerca e la conoscenza e memoria storica dei cacciatori dei luoghi interessati dagli studi, sono la chiave per la salvaguardia della biodiversità e la tutela reale delle popolazioni selvatiche. Per informazioni contattare la sezione provinciale di Rieti allo 0746201234 oppure www.federcacciarieti.it.

FIDC VITTORIO VENETO: UN SUCCESSO LA PROVA SU TIPICA ALPINA

La Federcaccia di Vittorio Veneto ha organizzato, giovedì 24 agosto, una prova su selvaggina tipica di montagna nel Comprensorio della Riserva Alpina Vittorio Veneto n 32.

È il secondo anno che il successo si ripete, quest’anno con forse maggior lucidità e consapevolezza di aver organizzato qualcosa di importante e qualcosa di bello, visto che i complimenti di giudici e concorrenti sono stati accorati e unanimi. Il Visentin è una montagna molto particolare, soprattutto il versante di Vittorio Veneto è molto impegnativo, scosceso e assolato, ma nonostante ciò la prova è stata un successo: il numero di selvaggina incontrata ha permesso a tutti di cimentarsi in una vera sfida, un confronto aperto che ha premiato Desianensis Guy, setter di Sandro Pederiva come miglior cane della giornata.

La collaborazione con il Gruppo cinofilo trevigiano è nato lo scorso anno quando, nell’ottica di un programma di ripristino ambientale, la sezione di Vittorio Veneto della Federcaccia ha pensato di organizzare una prova cinofila che le permettesse una raccolta di fondi. E in effetti, grazie ai numerosi e generosi sponsor (Trainer, Armeria Centro Sport, Keyline, Impresa Scavi De Nardi e l’Agriturismo Casera Vecia) quest’anno hanno potuto esser realizzate delle buche di acqua per abbeverare gli animali, ripristinare i sentieri e sfasciare alcune zone dove sono state messe delle piante di mirtillo per l’alimentazione della fauna selvatica. Operazioni che hanno giovato e hanno già dato dei buoni risultati perché le covate son state numerose e sono state identificate con maggior incidenza proprio in quelle zone che effettivamente erano state maggiormente curate.

Il gruppo della Federcaccia, presieduto da Franco Alpago e che trova in Marco Dal Cin l’anima e soprattutto la mente di questa prova, è un gruppo di cacciatori molto giovani e davvero motivati a prendersi cura dell’ambiente praticando la miglior caccia: quella che tutto l’anno si prende cura degli animali e del loro habitat.

La collaborazione con Enci, poi, come lo stesso presidente ha sottolineato, è di grandissimo aiuto ai cacciatori per insegnar loro la più bella forma di caccia: quella con il cane. Un cane che deve avere un metodo e uno stile per essere tanto gradevole quanto redditizio. “Questo fa di noi tutti dei cacciatori di serie A” sottolinea Franco Alpago.

Il vero patrimonio di questo Comprensorio, è allora la squadra, la sezione della FIDC che riesce a valorizzare la Riserva che con i suoi 9400 ha circa è una vera oasi per la caccia.

Il primo censimento, il 12 agosto aveva dato esito incoraggiante perché erano stati censiti 68 coturni e 37 galli forcelli, molte covate consistenti che sono cresciute e che, anche nei successivi monitoraggi, son state ritrovate, a dimostrazione che le opere di manutenzione fatte avevano facilitato la sopravvivenza. Il giorno della prova, che è sempre una giornata anomala, o quanto meno particolare, son state trovate 34 coturnici e una covata di sette galli, con grande soddisfazione generale.

(www.ladeadellacaccia.it)

Pistoia: Tanta gente alle fiere venatorie

 

Nello scorso fine settimana tanta gente ha affollato fiere degli uccelli che hanno rallegrato la Valdinievole. Sabato a Pieve a Nievole e domenica in Via Nova, tanti appassionati e gente comune hanno potuto godere dello spettacolo del canto degli uccelli oppure passeggiare tra i banchi alla ricerca dell’ultimo acquisto in vista dell’imminente stagione venatoria. Insomma una bella festa, che ormai da anni viene attesa da tanti affezionati. Eppure, qualcuno ha dovuto trovare un motivo per protestare, per cercare di gettare fango su degli importanti momenti di aggregazione. In concomitanza con le fiere, infatti, è uscita su un quotidiano online del nostro territorio, Valdinievole Oggi, e sulla cronaca di Pistoia del giornale Il Tirreno, una lettera di uno dei tanti gruppuscoli che compongono il mondo animalista. Certamente non abbiamo la pretesa che questi signori condividano le nostre posizioni, ma non possiamo tollerare di essere accusati di maltrattare i nostri ausiliari alati. Le gabbie in cui vengono mantenuti hanno dimensioni stabilite per legge, la loro alimentazione viene curata con attenzione e, ormai, pratiche del passato, come la chiusa stretta, sono praticamente scomparse per l’avvento di nuove tecnologie. Gli animali esposti, provengono da allevamenti e sono nati in cattività. Nessun depauperamento faunistico quindi, ma un’occasione, per i non addetti ai lavori, di vedere questi uccelli da vicino e imparare a distinguerli, cosa non facile per un non cacciatore. Queste fiere, inoltre, rappresentano una vera e propria tradizione nel nostro paese, basti pensare che ven’è una che si svolge ininterrottamente dalla metà del 1200. Rappresentano uno spaccato della tradizione rurale, come la vendemmia o la lavorazione delle carni degli animali domestici. Si può essere contrari, ma sicuramente meritano rispetto.


Le Associazioni Venatorie Pistoiesi ANLC, Arci Caccia, CPE e Federcaccia

Arci Caccia Toscana risponde alla lettera inviata alla Regione dal CPA

  • Pubblicato in Notizie

“Da Chianciano arriva la notizia del risveglio del CPA dormiente per polemizzare sulla rappresentanza negli ATC Toscani.Alcune brevi considerazioni. Non siamo esperti delle varie sigle in circolazione in Toscana, la verità è che l’articolazione di sigle serve a dire che è la FIdC con diversi nomi.L’ARCI Caccia con questi metodi non c’entra nulla. I nostri rappresentanti negli ATC sono sulla base di iscritti certificati al 31 dicembre 2016.Non siamo parte di alcuna maggioranza, tanto è che abbiamo espresso voto contrario o astensione in gran parte degli ATC nell’elezione dei Presidenti, per chiedere un cambiamento rispetto alla gestione precedente di cui erano parte quegli ex dirigenti, oggi in FIdC.Per i futuri numeri di soci possiamo tranquillizzare che gli iscritti li hanno persi l’ARCI Caccia degli “ex” e la FIdC, negli anni passati.Il tesseramento 2017 è in corso e non abbiamo, per quello che registriamo, da temere nulla per “soglie” e riconoscimento di legge, anzi.Non vorremmo che ad alimentare i dubbi del CPA sia un certo rancore perché stavano trattando, un tempo, di farsi accogliere nella FIC (l’accattivante nome che assumeva FIdC per annetterli) e invece hanno scelto l’ARCT a loro. Riprovino e portino copia della scheda elettorale, pare che sia indispensabile.Noi riteniamo che il problema sia altro: far funzionare gli ATC nell’interesse dei cacciatori e degli agricoltori che, ci auguriamo, operino nell’interesse della categoria che rappresentiamo, per evitare le tensioni prodotte dalle precedenti gestioni degli ATC.Ci vorrà un percorso di trasparenza che porti ad eliminare, negli ATC, rappresentanze di finti ambientalisti che hanno gli stessi iscritti delle Associazioni Venatorie e che si superino attività in “conflitto di interesse”, laddove Associazioni Venatorie e proprietari di Società di servizio – tramite gli ATC – possano dare lavoro a se stessi.Più che scrivere al Presidente della Regione, ci auguriamo che il futuro sia migliore e non sia necessario scrivere a Babbo Natale.L’ARCI Caccia svolgerà, senza inciuci, un’azione di controllo, di critica costruttiva, di conoscenza, di chiarezza delle responsabilità nella direzione degli ATC. Oggi, grazie anche all’ARCI Caccia, i cacciatori potranno partecipare alle riunioni degli ATC che sono pubbliche, potranno ascoltare “in diretta” e farsi un’idea se la strada che si percorre è quella giusta”.

Alleghiamo la lettera inviata dal CPA alla Regione Toscana:

http://www.centritalianews.it/chiancianocaccia-lettera-barbetti-presidente-cpa-a-governatore-enrico-rossinon-ci-sembra-corretto-che-fidc-ricopra-due-ruoli-e-arcicaccia-uno-nel-comitato-di-gest/

 

SABATINI (FIDC LAZIO): QUANDO AL BENE DI MOLTI SI SOSTITUISCE L’INTERESSE DI POCHI

Il consigliere regionale strumentalizza la nuova norma sull’addestramento dei cani per colpire Federcaccia e mandare incontro a multe salate migliaia di cacciatori. A chi giova tutto ciò?

Abbiamo letto, peraltro senza troppo stupore, le esternazioni bizzarre del consigliere regionale Sabatini, non nuovo a strumentalizzazioni del genere che vanno a deporre in favore di precise bandiere senza curarsi minimamente del danno che arrecano alla totalità del popolo venante. Sabatini sostiene che la nuova norma approvata dal consiglio regionale del Lazio inerente l’addestramento dei cani da caccia, che prevede l’inizio di questa importante attività a partire dalla terza domenica di agosto, debba entrare in vigore già dalla stagione attuale, senza dunque la necessità di una modifica al calendario venatorio 2017-18. Quest’ultimo, come tutti i cacciatori sanno bene, prevede l’avvio dell’addestramento dei cani sabato 26 agosto. Ed è proprio il calendario venatorio regionale, come previsto dalla legge nazionale 157/92, il vademecum del cacciatore di ogni singola regione in quanto a tempi e modi per l’esercizio dell’attività venatoria e atteggiamenti di caccia, come è appunto l’addestramento cinofilo sul terreno libero. Sostenere altro equivale a prendersi gioco dei cacciatori, seminando ignoranza e favorendo l’elevazione di salate multe nei confronti di coloro che decidono di anticipare l’addestramento sulla base della norma approvata dal consiglio regionale dieci giorni fa. Tale norma, che giudichiamo positiva e che accogliamo con favore, entrerà di fatto in vigore a partire dalla stagione 2018-19, quando – in sede di emanazione del nuovo calendario venatorio – l’esecutivo in carica dovrà per forza di cose tenerne conto.

E’ chiaro che a tutti noi farebbe piacere poter cominciare l’addestramento dei propri cani da caccia con sei giorni di anticipo rispetto a quanto assurdamente previsto dall’attuale calendario venatorio. Tuttavia ciò potrà accadere non prima della prossima estate. Il resto sono chiacchiere, buone forse per ottenere qualche tessera “di pancia” in più, ma anche per consegnare nelle mani degli ufficiali preposti al controllo delle facili prede per i loro verbali sanzionatori. E che i malcapitati spieghino, agli agenti forestali, di essere stati autorizzati dal consigliere regionale Sabatini a condurre in anticipo i cani sul terreno… Forse sarà lo stesso consigliere a pagare gli importi delle ammende? Sarebbe senza dubbio un bel gesto nei confronti di chi non percepisce le laute prebende derivanti dall’attività politico-istituzionale.

Per quanto ci riguarda, Federcaccia non ha alcun interesse a prendere le difese di questa o di quella giunta regionale né di altro rappresentante politico. Sono i cittadini a giudicare gli schieramenti politici con il proprio voto: a noi preme difendere i diritti di una determinata categoria di cittadini, appunto i cacciatori, evitando loro brutte sorprese e guidandoli nel difficile dedalo burocratico che oggi costituisce l’impianto legislativo in materia di caccia in Italia. I nostri, caro consigliere Sabatini, sono appassionati soci da tutelare, non elettori da convincere ad ogni costo. (www.ladeadellacaccia.it)

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