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Luca Gironi

Luca Gironi

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TOSCANA, ATTACCHI DA LUPO: COLDIRETTI ALZA LA VOCE

Si è appena aperta la possibilità per gli allevatori toscani di presentare domanda per il risarcimento dei danni subiti dagli attacchi dei predatori nel corso del 2017. La notizia si è diffusa rapidamente nelle campagne toscane perché il problema delle predazioni ormai all’ordine del giorno è uno di quelli che non fanno dormire gli allevatori. Nel periodo dal 2014 al 2016 sono state presentate quasi 1400 domande di risarcimento danni per un importo complessivo di circa 2.500 milioni di euro. Numeri che non dicono tutto della situazione reale perché molti allevatori rinunciano addirittura a richiedere i rimborsi per attacchi subiti non solo da lupi ma anche da ibridi e da cani domestici inselvatichiti.

“La situazione nelle campagne è drammatica e Coldiretti non abbassa la guardia sulla vicenda dei danni arrecati alle aziende agricole dai predatori –- lupi, cani vaganti e ibridi di lupo – dice Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – con attacchi registrati in ogni angolo della regione, con razzie quotidiane, greggi dimezzate e danni alle stelle”.

ieri a Firenze, presso la sede della Giunta regionale, Coldiretti Toscana ha incontrato Marco Remaschi, Assessore all’Agricoltura, al quale è stato rappresentato nuovamente lo stato di disagio delle campagne per questo insostenibile squilibrio dell’ecosistema. E’ stato altresì messo in evidenza come nel bando appena pubblicato siano presenti elementi di novità, come il superamento del regime “de minimis” cioè del limite dei soli 15.000 euro di indennizzo ad azienda in tre anni, ma al tempo stesso notevoli criticità, come il mancato riconoscimento del danno per la perdita della produzione di latte. Secondo le regole del nuovo bando gli imprenditori agricoli si vedranno calcolare un indennizzo che compenserà solo una parte modesta del danno subito e delle spese che hanno dovuto sostenere.

“L’Assessore Remaschi, preso atto dei problemi sollevati da Coldiretti – ha commentato il direttore regionale Antonio De Concilio – ha concordato sulla necessità di una verifica approfondita ed immediata, convocando una riunione specifica che si terrà venerdì 16 marzo prossimo. Abbiamo ricordato all’Assessore gli impegni assunti a fine 2017 sulla liquidazione dei danni per gli anni 2015 e 2016, sul sostegno della Regione all’approvazione del Piano di conservazione del lupo con l’attivazione di tutte le misure originariamente previste, oltre alla disponibilità a realizzare – con prefetture comuni e corpi di polizia – un coordinamento teso a contenere da subito il problema delle predazioni da parte di ibridi e/o cani vaganti”.

(www.ladeadellacaccia.it)

Molise: da Di Pietro buone notizie per caccia e pesca

Notizie positive per la caccia e la pesca. In attuazione della legge regionale n. 7 del 1998 è stata disposta un'immediata variazione al bilancio che prevede uno stanziamento per il ripopolamento ittico pari a 30.000 euro, nonché 3.500 euro in favore delle locali associazioni per la pesca. Garantiti i fondi al settore, ora l'obiettivo è quello di mettere a regime le risorse necessarie alla pesca per dare, dai prossimi bilanci, la giusta importanza e dignità al comparto. Per la caccia invece sono stati destinati 100 mila euro, fondi mancanti della scorsa stagione che si sommeranno agli altri stanziamenti necessari a far fronte alle spese di gestione sostenute dagli Ambiti Territoriali di Caccia.

A TRENTO UNA CONFERENZA SU FAUNA SELVATICA E ATTIVITA´ TURISTICO RICREATIVE

  • Pubblicato in Notizie

L’Associazione Cacciatori Trentini in collaborazione con l’Accademia Ambiente Foreste e Fauna del Trentino organizzano sabato 7 aprile presso l’Aula Magna dell’Istituto Agrario FEM a San Michele all’Adige dalle 9.00 alle 17.30, una conferenza con tavola rotonda su fauna selvatica e attività turistico ricreative.

Dopo l’apertura dei lavori a cura di Carlo Pezzato, Presidente ACT e Marco dal Rì, Dirigente Centro Istruzione e Formazione FEM e i saluti delle Autorità presenti, inizieranno le presentazioni che proseguiranno fino alle 15.30 dopo una pausa pranzo prevista per le ore 13.00. Nella sessione pomeridiana a partire dalle 15.50 è prevista una tavola rotonda con le Associazioni e Strutture di settore.

ASCOM BERGAMO PROMUOVE LA CUCINA DI SELVAGGINA

Il workshop, tenutosi all’Ascom di Bergamo, si inserisce nell’ambito del progetto “Selvatici e Buoni”, che in questi mesi ha coinvolto con successo istituzioni, enti locali, cacciatori e ristoratori del territori.

Si è svolto oggi a Bergamo alla sede ASCOM di Bergamo in via Borgo Palazzo il workshop “La cucina della selvaggina” organizzato nell’ambito del progetto “Selvatici e buoni: una filiera alimentare da valorizzare”, e rivolto in particolare ai ristoratori bergamaschi.

All’incontro, che ha rappresentato un’occasione di approfondimento della conoscenza delle carni di grossa selvaggina per i ristoratori del territorio, hanno partecipato i rappresentanti di tutti i partner del progetto: Petronilla Frosio, Presidente Ristoratori Ascom Bergamo, Nicola Perrotti, Presidente Fondazione UNA Onlus, Antonio Sorice, ATS Bergamo – Presidente Società Italiano Med. Vet. Preventivo, Paolo Lanfranchi, Università degli Studi di Milano, Lorenzo Bertacchi, Presidente Federcaccia Bergamo, Silvio Barbero. Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Luca Pellicioli e Roberto Viganò, Studio Associato AlpVet, Eugenio Demartini, Ricercatore Dip. VESPA – Università degli Studi di Milano.

La giornata di oggi è l’ultima delle iniziative messe in campo in questi mesi nella provincia di Bergamo nell’ambito del progetto “Selvatici e buoni” curato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano e la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva e sostenuto dalla Fondazione UNA Onlus, che punta a ridare valore ad un’eccellenza alimentare troppo spesso sottovalutata come la carne di selvaggina, che nel territorio bergamasco ha enormi potenzialità considerata la presenza di oltre 13.000 ungulati selvatici tra cui cervo, camoscio, capriolo e cinghiale.

A partire da settembre scorso, infatti, si sono svolti ben tre corsi formativi, della durata di 16 ore ciascuno distribuiti in 5 lezioni, di cui 2 pratiche svolte rispettivamente nei Centri di Lavorazione della Selvaggina (CLS) ed una prova dimostrativa attraverso uno show cooking. I corsi hanno riscosso un’enorme adesione tra i rappresentanti del mondo venatorio, coinvolgendo complessivamente 126 cacciatori che hanno acquisito la qualifica di persona formata in armonia al Reg. CE 853/2004.

Nel mese di novembre, inoltre, sono state realizzate quattro degustazioni guidate dal titolo ‘Selvatici e buoni…a tavola’ in altrettanti ristoranti di Bergamo città, valle Seriana e valle di Scalve, che hanno complessivamente coinvolto quasi 200 partecipanti ai quali sono stati proposti menù a base di carne di selvaggina locale.

Durante la stagione venatoria appena conclusa, infine, è stata avviata la fase scientifica e di ricerca prevista dal progetto, attraverso una serie di campionamenti, eseguiti sugli ungulati selvatici prelevati, al fine di eseguire accertamenti sanitari finalizzati alla miglior definizione delle caratteristiche delle carni di selvaggina.

Il programma delle attività del progetto Selvatici e Buoni proseguirà nei prossimi mesi con altre azioni previste tra cui un evento dedicato alla comunicazione dei risultati preliminari raggiunti.

“Per la nostra categoria è importante tenersi aggiornati e confrontarsi – dice Petronilla Frosio, presidente del Gruppo Ristoratori Ascom -. Il convegno di oggi ha offerto una grande opportunità di formazione a 360 gradi perché sono stati illustrati anche gli aspetti nutrizionali e le normative relative alle carni di selvaggina. Sono molti i ristoranti nella nostra provincia che le usano ma nella maggior parte dei casi vengono acquistate dai grossisti e si tratta di prodotti esteri. Oggi abbiamo avuto l’occasione di conoscere prodotti locali che in un momento di grande attenzione per il km zero è un grande vantaggio”.

“Sostenere il progetto Selvatici e Buoni – ha dichiarato Nicola Perrotti, Presidente della Fondazione UNA Onlus – vuol dire valorizzare il patrimonio faunistico dei territori rispettando l’ambiente e dando nuovo impulso al turismo enogastronomico. Questo percorso virtuoso a Bergamo è già una realtà grazie alla collaborazione e alla lungimiranza di enti e istituzioni locali che per prime hanno capito le potenzialità della filiera della selvaggina come strumento per produrre nuova economia e nuovo lavoro. Come Fondazione UNA – conclude Perrotti – ci auspichiamo che il modello Bergamo possa essere replicato in molti in altri territori italiani”.

“La carne di selvaggina rappresenta una risorsa da valorizzare – ha commentato Silvio Barbero, vicepresidente dell’Università di Pollenzo – attraverso la creazione di una filiera certificata che parte dal bosco e arriva fino alla tavola includendo proficuamente diverse figure: cacciatori, macellai, trasformatori, operatori sanitari e ristoratori. Si processo di creazione di valore non solo dal punto di vista alimentare ma anche da quello economico e occupazionale. Sono felice – conclude Barbero – che il territorio bergamasco abbia sposato il progetto con impegno e passione, che intensificheremo di certo nei prossimi mesi”.

ALESSANDRIA: SCOPPIA L'EMERGENZA UNGULATI E MANCANO I CACCIATORI

Negli ATC dell'Alessandrino scoppia l'emergenza ungulati, ma i cacciatori diminuiscono, quindi la Provincia di Alessandria corre ai ripari organizzando nuovi corsi per aspiranti cacciatori di selezione. Si spera così di riuscire a tamponare l'emergenza danni che l'incremento esponenziale di caprioli, daini e soprattutto cinghiali, sta creando sul territorio in cui ricadono i due ATC 3 e 4.

Nell'articolo allegato infatti così si legge "Dal censimento fatto dalle Atc, delegate dalla Regione, sono 1.813 i caprioli presenti nella sola zona del novese e tortonese. Anche di più nell’ambito di caccia numero 4, quello delle valli acquesi e ovadesi. Meno numerosi i daini, mentre non è presente sul sito internet delle due Atc il dato relativo ai cinghiali. Entro il 14 marzo sarà concluso il nuovo censimento, con i numeri aggiornati. Il piano di selezione attuale prevede l’abbattimento di 985 capi nell’Atc 4 e 546 nell’Atc 3. La Provincia vorrebbe aumentare di mille capi il numero di ungulati, nello specifico caprioli, abbattibili."

Alleghiamo l'articolo:

http://www.ilsecoloxix.it/p/basso_piemonte/2018/03/12/ACaoLG1B-cacciatori_controllato_abbattimento.shtml

 

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