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Il Fatto Quotidiano rileva un attacco alla caccia sociale nei regali alle aziende private presenti nella riforma della 157/92

Camera dei deputati Aula Palazzo Montecitorio Roma

Il governo guidato da Giorgia Meloni sta portando avanti una riforma della caccia che, secondo i critici, favorisce un modello sempre più elitario e commerciale. Al centro della polemica c’è un emendamento alla legge 157/92 che consentirebbe alle aziende faunistico-venatorie di essere riconosciute come imprese agricole, permettendo loro di accedere direttamente ai fondi della Politica agricola comune (Pac) dell’Unione europea.

Questa scelta segnerebbe un cambiamento profondo: dalla “caccia popolare”, legata alla tradizione e accessibile a molti, si passerebbe a un sistema orientato al profitto, basato su riserve private e turismo venatorio, accessibile soprattutto a chi ha maggiori disponibilità economiche.

Il tema si inserisce in un quadro già controverso: la distribuzione dei fondi Pac è storicamente squilibrata, con la maggior parte delle risorse concentrata nelle mani di pochi grandi beneficiari, a discapito delle piccole aziende agricole. Ora, con l’ingresso delle aziende venatorie tra i possibili destinatari, le critiche aumentano ulteriormente.

In sintesi, la riforma punta a trasformare la caccia in un’attività sempre più imprenditoriale e finanziata anche con fondi pubblici europei, sollevando forti dubbi su equità, sostenibilità e priorità nell’uso delle risorse.
L'articolo completo in questo link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/04/caccia-ricchi-governo-meloni-fondi-europei-pac-news/8345085/?fbclid=IwdGRzaAQ-H6hjbGNrBD4fpGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHlap9YwR8cH6O-3LhZ8mrU8WJAtrBCUmuLVr91R9yPckDX66tJmweuq3Enwt_aem_507o5D5HYMQErsxgBxirBQ&sfnsn=scwspwa

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