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Inchiesta Brambilla, sotto i riflettori i rapporti tra ENCI e la trasmissione “Dalla parte degli animali”

 tribunale giustizia

L'inchiesta della Procura di Milano che vede indagata la deputata Michela Vittoria Brambilla per presunte false fatturazioni legate alla trasmissione televisiva “Dalla parte degli animali” ha acceso i riflettori non solo sulla parlamentare, ma anche sul ruolo dell'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI), organismo di riferimento per la gestione dei cani di razza nel nostro Paese.

Secondo l'accusa, tra il 2020 e il 2023 sarebbero stati movimentati fondi destinati alla produzione del programma televisivo attraverso un sistema di fatturazioni ritenuto irregolare. La difesa della deputata respinge ogni addebito, sostenendo che le prestazioni fatturate siano reali e regolarmente documentate.

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura la testimonianza di un socio storico dell'ENCI, che ha evidenziato come l'ente avrebbe investito nel 2021 circa 240 mila euro per la sponsorizzazione della trasmissione. La somma sarebbe stata destinata a 28 rubriche pubblicitarie, per un costo medio di circa 8.500 euro ciascuna. Secondo il teste, gli spazi riservati all'ENCI all'interno delle puntate duravano poco più di un minuto, circostanza che lo ha portato a definire l'investimento economicamente sproporzionato.

Le indagini hanno inoltre coinvolto alcune sedi dell'ENCI, dove la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni nell'ambito degli accertamenti disposti dalla magistratura milanese.

La vicenda offre anche l'occasione per riflettere sul ruolo dell'ENCI nel panorama cinofilo italiano. L'ente, riconosciuto dallo Stato e vigilato dal Ministero dell'Agricoltura, gestisce in esclusiva il Libro delle Origini Italiano e il rilascio dei pedigree, rappresentando di fatto l'autorità nazionale per la selezione e la tutela delle razze canine.

Negli ultimi anni, tuttavia, non sono mancate critiche da parte di associazioni, educatori cinofili e alcuni allevatori, che contestano all'ente una visione troppo legata alla selezione morfologica e alle esposizioni canine tradizionali, a discapito di approcci maggiormente orientati al benessere animale e alla relazione tra cane e proprietario.

L'inchiesta arriva inoltre a pochi giorni da un appuntamento di rilievo internazionale per la cinofilia mondiale: il World Dog Show 2026, in programma a Bologna dal 3 al 7 giugno, evento che vedrà l'ENCI protagonista nell'organizzazione.

Resta ora alla magistratura il compito di accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, il caso continua ad alimentare il dibattito sul rapporto tra istituzioni cinofile, risorse economiche e tutela degli animali, in un settore che coinvolge migliaia di allevatori, appassionati e proprietari di cani in tutta Italia.

Fonte:
2026-05-29T11:19:00+02:00 GRG ANSA per CAMERA15 https://trust.ansa.it/
https://www.fanpage.it/kodami/inchiesta-su-brambilla-che-cosa-fa-lenci-e-il-rapporto-con-la-deputata-quando-i-cani-diventano-business/

 

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