DDL Caccia: le criticità sollevate dalla Conferenza delle Regioni
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Ddl Caccia, le Regioni dicono sì alla "Gestione Attiva" ma avvertono: "Attenzione a modifiche su richiami e calendari, c'è il rischio di infrazioni UE"ROMA
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha espresso il proprio parere favorevole sul disegno di legge che punta a modificare la storica ma ormai anacronistica Legge 157/92. Dal mondo politico regionale arriva un chiaro via libera al tanto atteso "cambio di paradigma": la transizione epocale dal concetto di sola "protezione" a quello di "gestione attiva" della fauna selvatica. Un passaggio fondamentale, richiesto a gran voce dal mondo venatorio negli ultimi anni, che finalmente inserisce la caccia tra le attività che concorrono direttamente alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia delle tradizioni rurali e del territorio. Nonostante il parere positivo generale, le Regioni non hanno risparmiato alcune forti riserve tecniche su punti nevralgici del testo, evidenziando serie difficoltà gestionali che rischiano di tradursi in un boomerang normativo o in nuove sanzioni da parte di Bruxelles. Promosse le novità su specie cacciabili, visori e abilitazioni UEIl testo d'esame porta con sé modifiche strutturali di assoluto rilievo per i cacciatori: Legalizzazione dei visori: sdoganato l'uso di visori ottici e opto-elettronici per il prelievo. Abilitazioni europee: scatta l'equiparazione automatica in Italia dei titoli abilitativi rilasciati nei paesi UE o nello Spazio Economico Europeo. Nuove specie in elenco: inseriti l'oca selvatica e il piccione di città tra le specie prelevabili, rimozione del lupo dall'elenco delle specie particolarmente protette e soppressione del parere tassativo dell'ISPRA. Aziende Faunistico-Venatorie: rimosso il vincolo del "senza fini di lucro" e aperta la strada al prolungamento dei periodi di caccia nelle AATV previa Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Il "nodo" Richiami Vivi e il pericolo di nuove procedure d'infrazioneLa Conferenza delle Regioni ha alzato un cartellino giallo su alcuni passaggi giudicati "rischiosi" o eccessivamente burocratici. In primis, la paventata riapertura dei roccoli e degli impianti di cattura per gli uccelli da richiamo. Le Regioni ricordano che le catture sono bloccate da circa vent'anni a causa dei contenziosi europei: forzare la mano oggi esporrebbe l'Italia a nuove e pesantissime procedure d'infrazione. Sempre in tema di richiami vivi, le Regioni bocciano l'obbligo di presentare fisicamente la carcassa dell'animale morto agli uffici per ottenerne la sostituzione, definendolo un onere logistico e igienico-sanitario anacronistico. La proposta formale è quella di passare subito a una tracciabilità digitale avanzata o autocertificazione tramite le app già in uso per i taccuini venatari in tempo reale. Calendari venatari, vigilanza e braccata sulla neveAltre forti perplessità riguardano i tempi e le modalità di prelievo:Chiusura oltre febbraio: la soppressione del limite fisso della prima decade di febbraio per la chiusura della caccia è considerata un potenziale pericolo di violazione dell'Art. 7 della Direttiva Uccelli, poiché andrebbe a colpire i selvatici in piena migrazione pre-riproduttiva. Forme di caccia esclusive: le Regioni chiedono di mantenere l'obbligo di opzione esclusiva (es. capanno o vagante). Abolire questo vincolo frammenterebbe e complicherebbe a dismisura l'attività di vigilanza delle guardie venatorie sul territorio. Caccia su terreni innevati: pollice verso alla possibilità di autorizzare la braccata al cinghiale con la neve. Secondo il documento delle Regioni, la neve azzera le possibilità di fuga degli animali portando a prelievi non selettivi (rischio di uccisione di cuccioli e femmine gravide) e mette in serio pericolo la sopravvivenza della piccola fauna stanziale. Gestione dello Sciacallo Dorato nel Nord ItaliaSpazio infine a una richiesta mirata che interessa particolarmente i cacciatori e gli allevatori del Nord Italia e della Provincia Autonoma di Bolzano. Le Regioni chiedono di depennare lo sciacallo dorato dalle specie particolarmente protette. Essendo la specie inserita nell'Allegato V della Direttiva Habitat, è tecnicamente idonea a piani di gestione e prelievo, necessari per arginare il forte impatto che questa specie in espansione sta avendo sulle attività zootecniche e sugli allevamenti di piccole dimensioni. Il testo passa ora alle successive fasi dell'iter amministrativo. Le Regioni hanno confermato la massima disponibilità a collaborare per la stesura dei regolamenti attuativi, ma pretendono che la pianificazione del numero massimo di appostamenti fissi resti saldamente in mano agli uffici regionali, nel pieno rispetto delle realtà e delle densità venatorie locali.



