Arci Caccia Modena critica il ricorso ai privati per abbattere i cinghiali nel contenimento della PSA
- Scritto da Redazione
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Arci Caccia, attraverso il rappresentante provinciale Riccardo Galantini, contesta la scelta di affidare a un operatore privato il servizio di depopolamento dei cinghiali, sostenendo che i costi potrebbero essere evitati grazie all’impegno già garantito dai cacciatori.
Galantini ricorda che i cacciatori contribuiscono ogni anno con oltre 500 euro di tasse e che, anche durante l’emergenza, hanno già ottenuto risultati importanti nel contenimento della specie. Secondo Arci Caccia, inoltre, la legge 157/1992 affida la gestione faunistico-venatoria agli ATC, organismi nei quali sono rappresentati agricoltori, cacciatori, ambientalisti e istituzioni.
La principale preoccupazione riguarda quindi il rischio di una progressiva privatizzazione e monetizzazione della gestione della caccia. Il bando, al quale gli ATC non possono partecipare, viene considerato un precedente problematico. Galantini evidenzia infine una contraddizione: le stesse imprese private potrebbero dover ricorrere alla manodopera dei cacciatori, proprio perché sono loro a possedere esperienza, attrezzature e conoscenza del territorio.
Di seguito l’articolo completo del quotidiano online temponews: https://temponews.it/2026/09/01/cinghiali-e-peste-suina-la-regione-mette-sul-piatto-43-milioni-e-nella-gara-spariscono-sulla-carta-i-cacciatori/?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4



