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RICHIAMI VIVI, IN LOMBARDIA RINVIATO IL VOTO SUI ROCCOLI: IL CONFRONTO POLITICO SI RIAPRE

Milano, 12 settembre 2026 – Si allungano i tempi in Regione Lombardia per il provvedimento che riguarda la riapertura degli impianti di cattura degli uccelli selvatici destinati all’utilizzo come richiami vivi.

La Commissione Agricoltura del Consiglio regionale ha infatti votato a maggioranza il rinvio del voto sul progetto di legge relativo ai roccoli. La decisione, assunta il 9 settembre, riapre il confronto politico su una materia particolarmente sentita dal mondo venatorio lombardo.

Il provvedimento punta a intervenire sulla disciplina regionale dei richiami vivi, una questione che da anni rappresenta uno dei nodi più delicati del rapporto tra attività venatoria, tradizioni locali e normativa nazionale ed europea.

Il rinvio non equivale dunque a una bocciatura del provvedimento, ma determina uno slittamento dell'iter legislativo, lasciando aperta la discussione all'interno della maggioranza regionale. Proprio sul rinvio sono emerse posizioni differenti tra le forze politiche del centrodestra: Fratelli d'Italia ha espresso contrarietà alla scelta, mentre la maggioranza della Commissione ha votato per posticipare l'esame.

Una questione che riguarda la gestione faunistica

 

 

LOGO LOMBARDIAPer il mondo venatorio, la questione dei richiami vivi non può essere affrontata esclusivamente sotto il profilo ideologico. Il tema riguarda infatti anche la gestione della fauna selvatica, le tradizioni venatorie radicate in alcune aree della Lombardia e la necessità di individuare strumenti compatibili con il quadro normativo vigente.

Sul piano nazionale, il dibattito è tornato recentemente al centro dell'attenzione anche nell'ambito della riforma della legge 157/1992. Nel corso delle audizioni parlamentari sul disegno di legge Malan, Federcaccia ha sostenuto che le modifiche riguardanti i richiami vivi non entrerebbero in contrasto con la Direttiva Uccelli, sottolineando inoltre il ruolo ormai prevalente dei richiami provenienti da allevamento.

La questione lombarda si inserisce quindi in un confronto più ampio sul futuro della disciplina dei richiami e sulle modalità attraverso le quali conciliare tradizione venatoria, conservazione della fauna e rispetto delle norme europee e nazionali.

Il mondo venatorio attende ora il nuovo passaggio

Il rinvio deciso dalla Commissione non chiude la partita. Al contrario, consente un ulteriore spazio di confronto politico e tecnico prima dell'approdo definitivo del provvedimento.

Per i cacciatori lombardi resta quindi da capire quale sarà il testo che arriverà al voto e, soprattutto, quali soluzioni saranno individuate per affrontare una questione che interessa direttamente una parte importante della tradizione venatoria regionale.

La partita sui richiami vivi e sui roccoli, dunque, resta aperta. Il prossimo passaggio in Consiglio regionale sarà decisivo per comprendere se la Lombardia intenderà procedere verso una nuova disciplina oppure se il confronto politico porterà a ulteriori modifiche al testo.

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