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PFVR Toscana: I 5 Stelle protestano perché il nuovo piano rende molto difficoltoso vietare l'accesso dei cacciatori ai fondi privati

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I consiglieri regionali Galletti e Rossi Romanelli contestano i criteri previsti dal Regolamento 36/R/2022. Il tema torna al centro del confronto sul PFVR

Torna ad accendersi in Toscana il confronto sul rapporto tra diritto dei proprietari dei terreni, pianificazione faunistico-venatoria e attività venatoria.

A sollevare nuovamente la questione sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli, che contestano alla Giunta regionale i criteri previsti dal Regolamento regionale 36/R/2022 per la presentazione delle istanze finalizzate alla sottrazione dei fondi all'attività venatoria.

Secondo quanto dichiarato dai due consiglieri, tali criteri e le modalità di accesso previste dal regolamento regionale renderebbero difficoltoso, per la maggior parte dei proprietari e conduttori di terreni, esercitare la facoltà prevista dalla normativa nazionale.

Il riferimento indicato dal M5S è l'articolo 15, comma 3, della legge 157/1992, disposizione che disciplina la possibilità per il proprietario o conduttore di un fondo di chiedere che lo stesso venga sottratto all'esercizio dell'attività venatoria.

IL NODO È L'EQUILIBRIO TRA DIRITTI INDIVIDUALI E GESTIONE FAUNISTICA

La questione, tuttavia, si inserisce in un quadro più ampio: la possibilità di sottrarre singoli fondi all'attività venatoria deve essere coordinata con la programmazione faunistico-venatoria regionale, con la distribuzione territoriale delle aree interessate e con le esigenze complessive di gestione della fauna selvatica.

È proprio questo uno degli aspetti che rendono il tema particolarmente delicato per il mondo venatorio.

Una modifica delle modalità di accesso alle istanze di divieto di caccia può infatti avere conseguenze non soltanto sul singolo proprietario, ma anche sulla continuità territoriale delle aree di caccia, sulla gestione faunistica e sull'organizzazione degli istituti previsti dalla pianificazione regionale.

IL CONFRONTO SUL PFVR

La polemica arriva inoltre mentre la Toscana è impegnata nel confronto sul Piano Faunistico Venatorio Regionale (PFVR).

Il Movimento 5 Stelle sostiene di aver mantenuto, durante l'iter del Piano, un atteggiamento costruttivo, ma ritiene che la Regione non abbia dato seguito alle richieste avanzate sul tema dei fondi privati.

Galletti e Rossi Romanelli chiedono quindi una modifica dell'attuale impostazione e parlano della necessità di garantire ai proprietari la possibilità di presentare le proprie istanze senza quelli che definiscono "escamotage limitativi".

SERVE CHIAREZZA SULLE PROCEDURE

Al di là delle posizioni politiche contrapposte, la vicenda pone un'esigenza concreta: fare chiarezza sulle procedure, sui requisiti e sugli effetti delle richieste di sottrazione dei fondi all'attività venatoria.

Per il mondo venatorio sarà quindi importante capire come la Regione intenda applicare la normativa nazionale all'interno della pianificazione faunistico-venatoria toscana, evitando che la disciplina produca effetti non coordinati con la gestione complessiva del territorio.

Il tema dei fondi privati rappresenta infatti un punto di equilibrio particolarmente sensibile tra diritti dei proprietari, tutela della fauna, programmazione pubblica e possibilità di esercitare l'attività venatoria.

Il confronto sul PFVR potrebbe dunque non essere concluso: la disciplina dei fondi privati e delle relative istanze è destinata a rimanere uno dei temi sui quali si misureranno le scelte della Regione Toscana e il rapporto con il mondo venatorio.

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