Storno, la Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane: “La Regione faccia tutto il possibile per ripristinare il prelievo. Sosterremo l’azione dell’Amministrazione”
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Firenze, 9 ottobre 2026 – La Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane esprime forte preoccupazione per l’ordinanza con cui il TAR Toscana, in sede cautelare, ha sospeso il prelievo in deroga dello storno previsto dalla Regione Toscana.
La vicenda nasce dalla DGR n. 751 del 22 giugno 2026, con la quale la Regione aveva autorizzato il prelievo dello storno su tutto il territorio regionale, motivandolo con i danni arrecati alle produzioni agricole e prevedendo un contingente di 20.000 capi. Il provvedimento stabiliva, inoltre, che il prelievo fosse effettuato in prossimità di vigneti, uliveti e frutteti con frutto pendente, con sistemi di registrazione dei capi attraverso l’applicazione Toscaccia. La Regione, nel costruire il provvedimento, aveva preso atto del parere ISPRA del 17 giugno 2026, ma aveva giustamente scelto di discostarsi da alcune delle relative prescrizioni, ritenendo necessario mantenere il prelievo su tutto il territorio regionale, anche alla luce della presenza dello storno e dei danni alle colture, in particolare agli uliveti, fino al termine della raccolta.
Il TAR Toscana, con ordinanza pubblicata il 7 ottobre, ha accolto la domanda cautelare presentata da alcune associazioni animaliste ricorrenti e ha sospeso l’efficacia della DGR 751/2026 e della DGR 959/2026 nella parte relativa allo storno, rinviando la trattazione del merito all’udienza pubblica del 15 dicembre 2026.
Il punto evidenziato dal Tribunale riguarda, in particolare, la motivazione dello scostamento della Regione rispetto alle prescrizioni contenute nel parere ISPRA, riferite ai profili territoriali, quantitativi e temporali del prelievo. Si tratta, dunque, di una pronuncia cautelare e non di una decisione definitiva sul merito della legittimità della deroga.
“Difendere la deroga significa difendere agricoltura e gestione faunistica”
La Cabina di Regia ritiene che, alla luce dell’ordinanza, sia necessario che la Regione Toscana metta in campo ogni iniziativa giuridica e amministrativa possibile per ottenere, se possibile, il ripristino del prelievo, anche con un nuovo atto.
«Non siamo di fronte a una questione che riguarda esclusivamente il mondo venatorio – sottolineano le Associazioni della Cabina di Regia –. La deroga allo storno nasce dalla necessità di prevenire e contenere danni alle produzioni agricole. La stessa DGR regionale documenta danni registrati nel 2025, precisando peraltro che il dato non comprende numerose tipologie di danno non indennizzabili e che il danno economico complessivo è difficilmente quantificabile».
La stessa Regione aveva evidenziato il peso strategico della viticoltura e dell’olivicoltura toscane e la particolare struttura del comparto olivicolo, costituito in larga parte da piccole e piccolissime aziende. Aveva inoltre sottolineato come i metodi dissuasivi, sulla base dell’esperienza maturata in Toscana, non garantiscano risultati soddisfacenti nelle colture a pieno campo.
Una strategia per il futuro
Secondo la Cabina di Regia, la vicenda deve rappresentare anche l’occasione per costruire un percorso più solido per le prossime stagioni venatorie. La strada maestra resterebbe quella di reintrodurre lo storno tra le specie cacciabili. Per questo ci rivolgeremo alla politica, visto che in questi giorni è in discussione la modifica della ln 157/92. Una specie talmente abbondante da essere dannosa non dovrebbe aver bisogno di deroghe.
Nel frattempo «Occorre mettere a sistema dati, perizie, segnalazioni degli agricoltori, monitoraggio dei prelievi e rendicontazioni, così da arrivare ai prossimi provvedimenti con un quadro tecnico-scientifico sempre più puntuale. L’obiettivo deve essere quello di garantire una gestione dello storno fondata su dati verificabili, capace di tutelare concretamente le produzioni agricole e contemporaneamente di offrire ai cacciatori un quadro normativo stabile e certo».
La DGR 751 aveva già previsto l’utilizzo obbligatorio di Toscaccia per la registrazione dei capi e la possibilità di sospendere anticipatamente il prelievo al raggiungimento del 95% del contingente autorizzato.
«Questi strumenti devono essere valorizzati e il loro ruolo evidenziato affinché il mondo venatorio deve affrontare situazioni di incertezza. Servono programmazione, dati e un confronto permanente tra Regione, associazioni agricole, mondo venatorio e strutture tecniche. Sappiamo che i danni sono ben maggiori e quindi abbiamo bisogno dell’aiuto degli agricoltori, che facciano emergere i danni che già ci sono e degli ATC, a cui spetta periziarli e segnalarli alla Regione».
La Cabina di Regia al fianco della Regione nel contenzioso
La Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane annuncia, inoltre, che predisporrà e trasmetterà una memoria tecnica e giuridica a sostegno dell’azione della Regione Toscana, mettendo a disposizione della difesa regionale le proprie valutazioni e tutti gli elementi utili a rappresentare le esigenze del mondo venatorio.
«La Regione sappia che in questa fase non sarà sola. La Cabina di Regia è pronta a fare la propria parte e ad affiancare l’Amministrazione nell’azione finalizzata alla tutela della deroga e alla sua prosecuzione negli anni futuri. La nostra richiesta è semplice: lavorare insieme per arrivare a una soluzione che sia efficace, sostenibile e giuridicamente solida».
La sospensione disposta dal TAR, infatti, non costituisce una decisione definitiva sul merito: l’udienza pubblica è stata fissata per il 15 dicembre 2026. sospensiva_storno_2026
«È dunque il momento di agire, non di rassegnarsi. Difendere oggi il prelievo in deroga significa creare le condizioni perché la gestione dello storno possa essere assicurata anche nelle prossime stagioni, nell’interesse degli agricoltori, del territorio e del mondo venatorio toscano».
Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane



