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MIXOMATOSI, EMERGENZA LEPRI IN VENETO: STOP ALLA CACCIA IN 12 ATC E UN COMPRENSORIO ALPINO

 Regione Veneto

La Regione Veneto sospende il prelievo della lepre comune fino al 30 novembre. Vietati in tutto il territorio regionale catture, trasferimenti e ripopolamenti. La diffusione della variante virale Toledo-MYXV sta provocando una forte mortalità tra le popolazioni selvatiche.

La mixomatosi continua a destare forte preoccupazione per le popolazioni di lepre europea. Di fronte all'evoluzione dell'emergenza sanitaria e alle numerose segnalazioni di mortalità, la Regione Veneto ha deciso di intervenire con misure straordinarie a tutela della specie.

Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha firmato il 30 ottobre il decreto che dispone la sospensione del prelievo venatorio della lepre comune dal 31 ottobre fino al 30 novembre 2026 in dodici Ambiti Territoriali di Caccia e in un Comprensorio Alpino.

I territori interessati dal provvedimento sono:

ATC RO01, RO02 e RO03;

ATC PD04;

ATC VE02, VE03 e VE04;

ATC VR05 e VR06;

ATC TV03, TV05 e TV06;

Comprensorio Alpino TV14.

La decisione è stata assunta sulla base delle criticità segnalate dagli organismi di gestione faunistico-venatoria, che hanno evidenziato la diffusione della malattia e una contrazione della consistenza delle popolazioni di lepre nei rispettivi territori.

MALATTIA PRESENTE IN QUASI TUTTO IL VENETO

Il quadro epidemiologico è particolarmente preoccupante. Nel corso della riunione tecnica del 22 ottobre, alla quale hanno partecipato i Servizi veterinari regionali, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e i Centri di riferimento, è stata riscontrata la presenza della malattia in tutte le province venete, con la sola eccezione di Belluno, comunque considerata a rischio per la vicinanza alle aree interessate.

La malattia è associata alla variante virale Toledo-MYXV, adattata alla lepre, identificata per la prima volta in Italia nell'agosto 2026 in un allevamento della provincia di Padova. Successivamente sono state riscontrate positività anche nelle popolazioni selvatiche e in altri allevamenti.

Si tratta di una situazione che ha già provocato la morte di centinaia di esemplari e che impone particolare attenzione nella gestione delle popolazioni selvatiche.

STOP AI RIPOPOLAMENTI IN TUTTA LA REGIONE

Oltre alla sospensione del prelievo venatorio nelle aree individuate, la Giunta regionale ha approvato un ulteriore provvedimento che riguarda l'intero territorio veneto.

È stato disposto il divieto di:

Cattura di lepri finalizzata al ripopolamento.

Trasferimento e traslocazione di esemplari provenienti da cattura o allevamento.

Immissione in natura di lepri provenienti da cattura o allevamento.

Immissione di lepri provenienti dall'estero.

Il divieto resterà in vigore fino a diversa disposizione regionale, sulla base dell'evoluzione epidemiologica e delle valutazioni delle autorità sanitarie competenti.

L'obiettivo è evitare che la movimentazione degli animali possa contribuire a diffondere ulteriormente il virus, compromettendo anche le popolazioni che attualmente non risultano interessate.

FONDAMENTALE LA COLLABORAZIONE DEI CACCIATORI

La Regione ha inoltre previsto il potenziamento della sorveglianza passiva su tutto il territorio regionale, coinvolgendo direttamente ATC, Comprensori Alpini, cacciatori, operatori faunistici e agricoltori.

Particolare importanza viene attribuita alla segnalazione tempestiva di lepri morte, moribonde o che presentino sintomi compatibili con la malattia, tra cui noduli cutanei, gonfiore delle palpebre e infiammazioni oculari.

Le segnalazioni dovranno essere trasmesse ai Servizi veterinari dell'ULSS territorialmente competente, con il coinvolgimento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per gli accertamenti necessari. È opportuno fornire, quando possibile, anche fotografie, coordinate geografiche e una descrizione dei sintomi osservati.

È importante ricordare che la mixomatosi non è una zoonosi e non colpisce l'uomo.

UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA TUTTO IL MONDO VENATORIO

Il provvedimento adottato in Veneto rappresenta un segnale importante per la gestione faunistica della lepre e richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare il monitoraggio sanitario delle popolazioni selvatiche.

La collaborazione dei cacciatori e degli organismi di gestione territoriale sarà fondamentale per raccogliere informazioni, individuare tempestivamente nuovi focolai e contribuire alla salvaguardia della specie.

L'emergenza riporta inoltre al centro il tema della gestione faunistica programmata: ripopolamenti, immissioni e trasferimenti devono essere accompagnati da adeguate garanzie sanitarie e da un'attenta valutazione delle condizioni epidemiologiche dei territori.

La priorità, in questa fase, è impedire che la malattia continui a diffondersi e salvaguardare le popolazioni di lepre europea, patrimonio faunistico che rappresenta un elemento importante degli ecosistemi agricoli e rurali italiani.

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