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Luca Gironi

Luca Gironi

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Allarme lupi: Confagricoltura Toscana “Allevatori esasperati, serve una soluzione”

“Come se non bastasse l'esercito di ungulati che ogni giorno distrugge i nostri campi, gli allevatori toscani sono costretti a fare i conti con un numero sempre più elevato di lupi e ibridi (lupo-cane) che prendono d'assalto gli allevamenti mettendo le nostre aziende in ginocchio. La situazione sta diventando paradossale, le imprese chiudono perché si trovano alla mercé delle scorribande di animali selvatici.” E' quanto dichiarato da Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana all'indomani di una nuova riunione preliminare in Regione Toscana, per presentare al Ministero le istanze degli agricoltori in merito al problemi dei lupi. “Il Lupo rientra fra le specie protette – spiega Miari Fulcis – così come da regolamento dell'Unione Europea, ma è evidente che qui serve una soluzione. Ad oggi tutti i nostri allevatori che hanno subito un danno sono stati risarciti soltanto parzialmente e già sappiamo che i fondi regionali previsti per i risarcimenti non saranno sufficienti a coprire tutto il 2016. Il sistema evidentemente non è sostenibile se pensiamo soltanto che negli ultimi 30 mesi, con una spesa che si aggira intorno al milione di euro, sono stati catturati, per la loro identificazione, soltanto 10 esemplari di “ibrido” in tutta la Toscana. Non possiamo permetterci - conclude Miari Fulcis - nelle condizioni in cui versa l'intera economia, di spendere le risorse in maniera così poco efficace e così vicina allo spreco. La Regione deve cominciare a farsi ascoltare nelle stanze del Ministero per chiedere a gran voce una revisione del Piano d’azione nazionale sulla conservazione del Lupo e prevedere così il contenimento mirato dell’ibridazione di una specie dannosa sia per il nostro lavoro, per l’ambiente e per il Lupo stesso”.

COLDIRETTI AREZZO: ALLARME UNGULATI, SITUAZIONE FUORI CONTROLLO, A RISCHIO I RACCOLTI

E’ gravissima l’emergenza ungulati in provincia di Arezzo, proseguono infatti le loro scorribande tra terreni coltivati e vigneti, seminando danni alle colture e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica delle campagne e la presenza dell’agricoltura nelle zone marginali e più difficili. “Se non si trovano rapide soluzioni lasceremo i nostri campi, non siamo qui per nutrire cinghiali, daini e lupi…. Ma per produrre per il mercato e per i cittadini”. Sono parole di un agricoltore al limite della disperazione: si tratta di Vanni Finocchi, che ha un’azienda di circa 150 ettari a Caprese Michelangelo, in °Valtiberina.

“La situazione qui è drammatica, soprattutto per i cinghiali – spiega lo stesso Finocchi – non appena fatta la semina i campo sono stati massacrati e non è rimasto più nulla. Insomma, i miei campi sono devastati dai cinghiali, ma anche dai daini, con i raccolti di fieno e orzo a reale rischio”. Ma per l’agricoltore la situazione è resa difficile anche dai lupi: “Due giorni fa ho avuto un vitello che è stato mangiato – spiega – e una vacca sbranata. Insomma, se non si trovano rapidamente soluzioni qui siamo costretti a chiudere e andare via”.

“Di fatto quasi ogni giorno riceviamo almeno una telefonata di un nostro agricoltore disperato per i danni subiti dagli ungulati – spiega il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi – che danneggiano colture: occorre muoversi in fretta con modalità diverse dal passato attraverso le quali si guardi al risarcimento ma soprattutto ad un contenimento del numero degli ungulati, il tutto in un momento difficile per la nostra agricoltura, che ha visto anche il precipitare dei prezzi all’origine in particolare per il grano, con conseguenze gravissime visto che il prezzo è più basso dei costi sostenuti in campo”.

“Coldiretti Arezzo – insiste Rossi – evidenzia quindi lo stato di esasperazione del mondo agricolo di fronte ad una gestione quantomeno poco oculata della fauna selvatica, che ha determinato un vero e proprio squilibrio dell’ecosistema”.

“Noi chiediamo a tutti i livelli istituzionali – spiega Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo – che si possano rendere veramente efficaci gli interventi, e riteniamo anche necessaria una diversa delimitazione delle aree non vocate alla presenza del cinghiale e di altri ungulati”.

“Occorre infatti tener presente – insiste Marcelli – che in Toscana la concentrazione di cinghiali e altri ungulati è quattro volte superiore alla media nazionale. E’ la regione europea con il maggior numero di ungulati, inferiori solo ad alcune zone dell’Austri: se ne stimano complessivamente oltre 400 mila, con circa 200 mila cinghiali e altrettanti caprioli. A questi si aggiungono circa 8 mila daini e 4 mila cervi”.

“Appare assolutamente necessario a questo punto – conclude il presidente – che le autorità pubbliche a tutti i livelli debbano rendere al più presto efficaci le norme che possono consentire un’azione rapida ed incisiva e tutela del settore agricolo, ma anche del territorio, del paesaggio e dell’incolumità dei cittadini minacciata da scorribande, soprattutto di cinghiali, che hanno portato ai recenti gravi casi di incidenti stradali”. (Fonte COLDIRETTI)

Bolzano: Arrivano le "Isole a tutela integrale"

Anche in Alto Adige arrivano le aree a tutela integrale, in queste isole faunistiche, oltre alla caccia, sarà interdetta qualunque tipo di attività umana. Secondo le autorità Altoatesine queste aree prive di disturbo favoriranno lo svernamento e la riproduzione dell'avifauna, con particolare importanza per i tetraonidi. 

http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2017/01/12/news/caccia-arrivano-le-isole-anche-nei-parchi-naturali-altoatesini-1.14700832?refresh_ce 

CCT : Sul quotidiano La Nazione del 10-01-17 le considerazioni della Confederazione sull'Emergenza Ungulati

Dopo la recente invasione da parte di cinghiali, in prossimità del casello di Prato Ovest dell'Autostrada Firenze Mare, un ampio servizio de La Nazione affronta sulle pagine regionali del quotidiano il tema dell'emergenza ungulati. Dichiarazioni critiche da parte degli agricoltori e della Confederazione Cacciatori Toscani sulla nuove normative, ritenute inadeguate.
In allegato l'articolo "CINGHIALI: E' EMERGENZA AMBIENTALE. LA CACCIA FINISCE, I DANNI AUMENTANO

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