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Luca Gironi

Luca Gironi

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VENETO: SUL NUOVO PIANO FAUNISTICO VENATORIO 2019-2024, INTERVIENE L'ASSESSORE PAN, “PROPOSTA-QUADRO CHE FA LA SINTESI DEI PIANI PROVINCIALI E DEFINISCE LE LINEE GUIDA”

(AVN) – Venezia, 6 agosto 2018

La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura e alla caccia Giuseppe Pan, ha adottato - in via preliminare - la proposta di nuovo piano faunistico-venatorio regionale per il quinquennio 2019-2024. Dovrà sostituire e aggiornare l’attuale piano, scaduto nel 2012 e ripetutamente prorogato.

L’adozione in via preliminare della proposta di piano rappresenta una nuova tappa del percorso avviato un anno fa - ricorda l'assessore Pan - con l'approvazione della legge regionale n. 27/2017 che, come prima attuazione del riordino normativo imposto dalla riforma Delrio, ha ridefinito il quadro pianificatorio, riportando alla Regione l'unico livello di pianificazione in materia venatoria.

“La riforma Delrio ha svuotato le Province di competenze, poteri e risorse – precisa Pan – ma non per questo abbiamo voluto escludere il territorio da questo importante strumento di pianificazione: con una norma transitoria inserita nella legge 27 abbiamo valorizzato i contenuti dei piani provinciali consentendone la trasposizione nella costruzione del piano regionale. Piani che - ricorda ancora Pan - erano stati elaborati ed approvati prima che la riforma Delrio portasse discontinuità e confusione su identità e ruolo delle Province e della Città Metropolitana”.

“Il progetto della Giunta – chiarisce Pan - non intende togliere nulla ai territori, anzi, al contrario, mantiene un presidio locale in materia di caccia e anche di pesca, cercando di contenere i danni di un esodo purtroppo incontrollato di personale. Con l’istituzione del servizio regionale di vigilanza faunistico-venatoria e con l’ultima legge approvata in Consiglio in materia di caccia e pesca, la Regione sta cercando di riportare chiarezza nella pianificazione e nella gestione, perseguendo economie di scala ma salvaguardando la specificità dei territori”.

Con la nuova proposta di piano la Giunta regionale fissa alcuni principi base nella programmazione faunistico-venatoria, a partire dalla linea di demarcazione della Zona Faunistica delle Alpi e dalla suddivisione del territorio di pianura in Ambiti Territoriali di Caccia, nel rispetto delle indicazioni dei piani provinciali.

La proposta della Giunta, infatti, prende atto e consolida accorpamenti e riduzioni nel numero degli Ambiti territoriali di caccia, proposti dai rispettivi piani provinciali: in provincia di Treviso si passa da 13 a 10, come appunto prevedeva il piano provinciale orientato ad accorpare gli ambiti sulla base di bacini faunistici omogenei; nelle altre province, invece, il piano regionale conferma gli ATC esistenti, come richiesto dai rispettivi territori.

La proposta di piano della Giunta adegua, inoltre, gli organi gestionali degli Ambiti di caccia alle recenti modifiche legislative, favorendo la rappresentanza paritetica di cacciatori, agricoltori e ambientalisti.

“L’obiettivo è salvaguardare un sistema efficace che si fonda sul volontariato degli organi di gestione e sulla pari responsabilità di cacciatori e agricoltori, entrambi impegnati nelle attività di tutela e valorizzazione faunistica del territorio”, conclude Pan. “Il tutto all'interno di un quadro organico che vede valorizzati i cacciatori nel ruolo di gestione faunistica complessiva (ad esempio il controllo delle specie dannose, aliene e invasive) e crea un rapporto più stretto ed efficace tra gestione faunistica del territorio e conduzione agricola dei fondi”.

Dopo la prima adozione preliminare sugli aspetti gestionali, il piano prosegue ora il suo percorso in sede di valutazioni ambientali (VAS e VIncA), per raccogliere le esigenze e le indicazioni del territorio e dei portatori di interesse.

 

ATC Firenze. Botta e risposta tra ANLC e FIDC

L'Articolo apparso nei giorni scorsi sul quotidiano online  il Filo del Mugello, continua a produrre strascichi. Federcaccia, infatti, risponde a Liberacaccia che risponde nuovamente a sua volta:

Non è mia abitudine né della Federcaccia che rappresento, rispondere a polemiche strumentali, ma le affermazioni apparse sul “Filo del Mugello” del 1 agosto, meritano certamente una risposta e forse articoli del genere nascono proprio dal fatto che la campagna di tesseramento alle porte, come ogni anno, risveglia gli appetiti di coloro che non avendo una linea né un pensiero, vivono e si alimentano alla fonte della polemica. Squallidi speculatori, professionisti nell’arte di dividere il mondo venatorio e i cacciatori, al solo scopo di trarre qualche miserabile vantaggio, dalla coltre di fumo di volta in volta artatamente creata, per nascondere la propria incapacità e un gretto populismo.

Tutto ciò è il tratto caratterizzante di alcune associazioni venatorie con il chiaro obiettivo di attaccare la Federcaccia ed il proprio gruppo dirigente.

Purtroppo per loro, rimarranno delusi sulle molte aspettative che si sono prefissati; la Federcaccia infatti, oltre ad avere una nobile quanto trasparente storia alle spalle è ancora di più oggi, l’Associazione che porta in dote il bagaglio politico e culturale sul quale costruire il futuro del mondo venatorio e della caccia in questo Paese.

Non è un caso infatti, che la Federcaccia non possa certo svolgere il mestiere che le “mosche della frutta”, molto presenti in questa calda estate, si possono permettere. La storia e la responsabilità, impongono alla Federcaccia il “dovere” di una rappresentanza vera dei cacciatori; una rappresentanza che sappia esprimere un progetto, dare soluzione ai problemi, assicurare assistenza e servizi all’altezza dei tempi.

Per queste ragioni, da anni, si è dotata grazie alle migliaia di soci che rappresenta, di una forte rete organizzativa, di sedi, personale e competenze tecnico professionali, che ne fanno oggi come ieri, il punto di riferimento e di elaborazione indiscusso nel panorama venatorio nazionale. Sì avete capito bene: noi spendiamo i soldi dei nostri iscritti per fare rappresentanza qualificata, per dare loro servizi, non per regalare borse e bandiere nei magnifici stand pieni di gadget ma vuoti di idee e proposte.

E’ in questo contesto e non certo per ragioni economiche, che da tempo si è dotata, in Toscana, di una società, come le Associazioni agricole, quelle artigiane, quelle commerciali e alcuni sindacati, per dare servizi qualificati e per supportare anche sotto il profilo gestionale e operativo, quelle che erano e rimangono le proprie finalità associative. Una associazione moderna e nel pieno rispetto della Legge può e deve porsi l’obiettivo di mettere in campo qualità e professionalità: è con questo spirito che la Società della quale si parla nell’articolo, ha operato negli anni grazie all’apporto di tecnici e professionisti qualificati e onesti, ai quali va oggi come ieri tutta la nostra stima e fiducia.

Una Società, che non ha mai trasferito risorse economiche nelle casse di Federcaccia a nessun livello, sia regionale che provinciale e che ha ottenuto incarichi ed affidamenti, vincendo gare pubbliche anche europee e in concorrenza con altre società e professionisti altrettanto qualificati. Tutto nella massima trasparenza, senza sotterfugi né incarichi diretti. Chi oggi, intende strumentalizzare una indagine per colpire il cuore di una storia e trarre giudizi sulle persone ancor prima che le stesse indagini si concludano, non solo dimentica il principio di presunzione di innocenza che è base del nostro codice, ma si erge a Giudice Supremo senza ovviamente esserlo.

Ma è forse inutile dare spiegazioni a chi non ha una visione seria dei processi e magari per proporre qualcosa si limita a scopiazzare il compito già svolto da altri; la Federcaccia non può per sua natura mettersi sul piano di chi vive dell’arroganza del “bocio”, mesta nel torbido della calunnia e ha un perenne bisogno del nemico per dimostrare la propria esistenza e magari “rubare” alcune tessere. La differenza profonda e la diversità infinita che ci contraddistingue sta proprio in questo punto essenziale; la Federcaccia lavora ogni giorno per dare un senso ed un pensiero alla caccia, si spende con ogni energia per unire il mondo venatorio e non per dividere i cacciatori, si impegna alacremente per rifondare un progetto attrattivo, che rimotivi i tanti delusi, avvicini i giovani e faccia comprendere il senso vero dell’attività venatoria.

Voglio anche spiegare l’ arcano che assegna a Federcaccia i rappresentanti negli organi degli ATC. L’essere presenti con i propri dirigenti all’interno dei Comitati di gestione degli ATC fiorentini in numero superiore a quello di altre A.V. deriva dal numero degli associati e dalla legge 3/94 che in un apposito articolo norma la composizione dei Comitati stessi in base ai numeri degli iscritti: l’Associazione che sul “Filo del Mugello” chiede una propria rappresentanza, la avrà quando i suoi numeri lo consentiranno. In democrazia i numeri contano e non, come ad arte si insinua, per torbidi interessi, ma per giusto scopo di rappresentatività; ma capisco, leggere le leggi è faticoso più della maldicenza.

Federcaccia poi, nello specifico, con forte senso di responsabilità, quando il Presidente dell’ATC 4 Fi Nord, espressione della Coldiretti, si è dimesso (metà maggio) proprio per evitare problemi a tutti i cacciatori (associati o meno alla Fidc) in vista della preparazione della nuova stagione venatoria, ha deciso di chiedere ai propri rappresentanti, un impegno maggiore nel Comitato e da qui è nata la Presidenza Fidc nell’ATC 4 Fi Nord.

Dalle fondamenta enunciate parte e si rafforza l’ambizioso quanto necessario progetto della Confederazione Cacciatori Toscani, alla quale aderiscono Federcaccia, ANUU, ARCT e EPS, ben oltre il 60% dei cacciatori praticanti della Regione Toscana e nel futuro della creazione di un nuovo e autorevole soggetto comune a livello nazionale. Le energie e le competenze, noi le mettiamo per dare forza e sostanza a temi vitali per i cacciatori; non viviamo per generare stupida concorrenza, né svendite a saldo di tessere assicurative. La strada è ancora lunga, ma certamente noi siamo in cammino verso la giusta direzione. I cacciatori che anche in queste ore frequentano le nostre sedi e parlano e discutono dei problemi concreti con i nostri dirigenti sanno bene con chi stare; stanno discutendo del positivo risultato dell’incontro CCT sugli appostamenti fissi; stanno discutendo della distribuzione e ritiro dei tesserini venatori nel Comune di Firenze e in altri della Città metropolitana ad opera soltanto di associati Fidc e Anuu; delle immissioni di fagiani sul Territorio a Caccia Programmata in aggiunta a quelle degli ATC a carico della Fidc (710 capi su un totale di 900 da parte delle A.V. nel solo ATC FI Nord); il progetto fagiano che stiamo realizzando nella ZRC Elzana (ATC 4 Fi Nord) in collaborazione con la Scuola di biologia dell’Università di Firenze, partendo dal genotipo dei fagiani catturati all’Isola di Pianosa; il servizio di prenotazione al CUP per le visite mediche relative al rinnovo del porto d’armi, senza ovviamente dimenticare l’assistenza quotidiana a tutti i cacciatori che i collaboratori di Federcaccia in tutti i territori della Regione Toscana offrono.

Stiamo lavorando per la caccia e per tutti i cacciatori; forse qualcuno non si è accorto che per la prima volta in parlamento è nato un intergruppo al quale aderiscono parlamentari di tutti i gruppi politici, dichiaratamente anticaccia; noi vogliamo difendere la caccia dai nemici veri; non cerchiamo nemici tra i cacciatori. Questo esercizio masochista lo lasciamo volentieri ad altri.

Simone Tofani, Presidente Federcaccia Firenze

COMUNICATO DEL 05/08/2018

Il Sig. Tofani della Fidc risponde all'articolo della Libera Caccia sull'inchiesta in corso nelle ATC fiorentine con una lunghissima lettera, farcita di offese, incattivita come non mai alla quale, veramente verrebbe da nemmeno commentare per non dare troppa importanza alla cosa, ma quello che rivolge ad ANLC, oltre ad asserire che questa associazione “non ha né una linea né un pensiero” segno della totale ignoranza e conoscenza delle innumerevoli proposte che abbiamo fatto ed alle quali, naturalmente FIDC non ha dato il benchè minimo supporto, vogliamo elencare la serie di epiteti con i quali il Tofani definisce ANLC, i suoi soci, i suoi dirigenti: “squallidi speculatori”, “professionisti nel dividere il mondo venatorio”, “coltre di fumo”, “incapaci”, “gretti populisti”, “mosche della frutta”, “giudici supremi”, “scopiazzatori di compiti già svolti” oltre all’accusa di dispensare bandiere e gadgets per ogni dove.
Ci sarebbe da rispondere punto per punto alle offese ricevute, dispensate da una cattiveria mai vista in precedenza e che rivela ai cacciatori che sicuramente leggendo il comunicato del Tofani si sono stancati dopo 10 righe, rivela come dicevamo quanto abbia colpito nel segno l’articolo di ANLC e quanto sia grande la difficoltà dei dirigenti FIDC che nell’annaspare nel groviglio di errori del passato e del presente ( e sorvoliamo per carità di popolo sulle attuali inchieste) non trovano altro che attaccare la Libera Caccia con una serie incredibile di ingiurie.
Per non tediare il cacciatore che legge, ne prendiamo solo due: Chiamare “mosche della frutta” una Associazione Riconosciuta dal 1968 che rappresenta attualmente la SECONDA realtà venatoria a livello nazionale per numero di soci, e che lo è diventata, crescendo ogni anno in maniera esponenziale proprio perché non ha mai “scopiazzato” compiti profondamente e totalmente sbagliati (legge 157 in primis) fa veramente sbellicare dalle risate, Sig. Tofani.
Sorvoliamo sulle altre ingiurie profuse gratuitamente. Non c’è bisogno di ulteriori commenti. Queste guerre all’interno del mondo venatorio fanno male a tutti: i cacciatori, specialmente quelli poco informati, rimangono sconcertati vedendo soprattutto che dalla parte opposta, nell’arcipelago anticaccia sono tremendamente uniti e compatti nel darci addosso. Ed a noi ANLC, che siamo garantisti fino al midollo e respingiamo il “tintinnar di manette” ancor prima del giudizio finale, l’essere chiamati “giudici supremi” significa soltanto l’esatto opposto di quello che siamo. Lasciamo che l’inchiesta faccia il suo corso e se ci sono stati errori, che chi li ha commessi paghi. Ma nemmeno avere il diritto di segnararlo con un articolo, questo è troppo, da parte di chi detiene il potere assoluto all’interno della maggioranza dei comitati ATC Toscani ed in special modo quelli coinvolti nelle indagini, dove ANLC non ha alcuna responsabilità, sia chiaro.
La sua lettera Tofani, per chi, tappandosi il naso ha la pazienza di leggerla fino in fondo è soltanto un colossale boomerang che mette allo scoperto la grande difficoltà nella quale una grande, grandissima Associazione Venatoria che contava quasi 800.000 soci negli anni 90 si ritrovi ridotta ad un quarto di quel numero e sia costretta a richiamare la favola di una fantomatica Unità, naturalmente a guida FIDC, nella quale, l’ingresso di Anlc che cresce mentre le altre calano, ve la potete sognare. E l’unica cosa che ci viene in mente sulla sua serie incredibile di ingiurie con le quali definisce la Libera Caccia, per non finire ancora in peggio, richiedono una cosa soltanto da parte sua. Le scuse, ufficiali, da parte di FIDC Toscana. Restiamo in attesa.

Ufficio Stampa Associazione Nazionale Libera Caccia Toscana

Trentino: a rischio la stagione venatoria

Stagione a rischio per i cacciatori del Trentino. La spada di Damocle è rappresentata da un ricorso presentato dagli animalisti contro la norma provinciale che consente ai cacciatori della Provincia di Trento di praticare la caccia vagante e da appostamento. Il TAR ha accolto il ricorso e adesso non resta che aspettare la sentenza definitiva del Consiglio di Stato.

http://www.trentotoday.it/green/caccia-stagione-ricorso-tar-appostamento.html

 

Umbria: il Consiglio di stato ha fissato l'udienza sul Ricorso della Regione Umbria per l'annullamento dell'ordinanza del Tar

  • Pubblicato in Notizie

 (aun) – Perugia, 3 ago. 2018 – Si terrà il 6 settembre prossimo l’udienza davanti al Consiglio di Stato per discutere dell’istanza cautelare con cui la Regione Umbria ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale circa alcune parti del calendario per la prossima stagione venatoria a seguito del ricorso presentato dal Wwf Italia. La data della discussione collegiale è stata fissata con un decreto urgente dal Consiglio di Stato che, in attesa dell’udienza, ha respinto l’appello promosso dalla Regione attraverso l’Avvocatura regionale, con l’intervento “ad adiuvandum” delle associazioni venatorie.

“Resta al momento sospesa la sola caccia di selezione alle specie daino e capriolo – sottolinea l’assessore Cecchini – mentre non è in discussione la caccia nelle domeniche del 2 e 9 settembre, secondo gli orari e le modalità previste dal calendario alle specie alzavola, marzaiola, germano reale, tortora, colombaccio, cornacchia grigia, ghiandaia e gazza”.

“Nell’appello cautelare – conclude l’assessore – abbiamo puntualmente documentato come la Regione abbia rispettato le previsioni normative, argomentando le motivazioni per cui la decisione del Tar sul ricorso del Wwf sia da considerarsi nulla. In sede di udienza torneremo a sostenere le nostre ragioni, anche perché la sospensione della caccia di selezione agli ungulati determina gravi danni all’interesse pubblico”.

Arci Caccia Toscana: Sugli ATC di Firenze occorre fare chiarezza

 

Sulla situazione attuale e passata degli Atc Fiorentini, occorre operare per fare un minimo di chiarezza. In un articolo uscito recentemente sulla stampa, si torna a parlare della gestione degli ambiti del capoluogo. Ci uniamo alle perplessità di chi rileva l’originalità della costituzione di una società con scopo di lucro da parte di un’associazione venatoria. Società nata con lo scopo di lavorare in ATC dove, spesso e volentieri, la suddetta Associazione, in un modo o nell’altro poteva contare sulla maggioranza assoluta dei rappresentanti. Certo, in passato, la dirigenza toscana della nostra associazione ha parzialmente avvallato questa pratica discutibile. Posizione che l’ha portata in aperto contrasto con il resto dell’Arci Caccia ed ha avviato un percorso che ha causato addirittura una scissione. Adesso questi signori hanno traslocato, passando armi e bagagli nell’associazione maggioritaria, con cui evidentemente si trovano più in sintonia e noi stiamo lavorando per un nuovo corso, basato sulla trasparenza e la correttezza anche nei rapporti con gli ATC. Questo per rispondere all’intervista rilasciata dall’ex presidente dell’ATC 4, che ci chiama in causa assieme a Fidc per la costituzione dell’onerosissimo contratto di servizio con la società Oikos. L’ex presidente, agricoltore, ma anche cacciatore (indovinate con quale tessera in tasca) ci informa di essersi dimesso, non per le inchieste in corso, ma per lasciare il timone ad un cacciatore, non trovando giusta la guida di un ATC in mano ad un agricoltore… Ci preme sottolineare che, in un modo o nell’altro, tutte le associazioni principali erano presenti nell’ATC, magari rappresentate da agricoltori o ambientalisti, anche se con pesi decisamente diversi, quindi chi è senza peccato lanci la prima pietra, e che, comunque, quella che c’è adesso, non è la stessa Arci Caccia di allora. Noi abbiamo pagato un prezzo salato sull’altare della trasparenza e dell’integrità. Adesso è forse il caso che qualcun altro compia lo stesso percorso.

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