In Edicola Diana 7-2017
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Nasce la nuova divisione Flir che comprende le termocamere e i prodotti Armasight
Tutte le novità allo stand Flir (Forest Italia) a Caccia Village, Bastia Umbra 12-14 Maggio 2017.

Nel corso del 2016 Flir ha acquisito Armasight, consolidando la sua posizione di leader nel settore degli strumenti di visione notturna e termica. Flir ha costituito quindi la divisione OTS - Outdoor Tactical Systems, che raggruppa tutti i prodotti Armasight e le termocamere Flir per l’osservazione della natura.Dal 1 Aprile 2017 Flir ha concesso a Miles Srl e al suo Agente Esclusivo Forest Italia Srl, già distributori Armasight, anche la distribuzione delle sue termocamere Flir per la caccia e l’osservazione della natura. Forest è quindi Agente per l’Italia dei prodotti Flir OTS, per il mercato civile. Flir è ritenuto il produttore delle migliori termocamere al mondo, e lo stesso vale per Armasight per quanto riguarda i binocoli termici e i visori notturni da puntamento o i clip-on da applicare all’obiettivo dei cannocchiali da caccia tradizionali. In particolare, la linea di binocoli termici Helios di Armasight non ha confronti nella visione termica binoculare e i visori notturni CO Mini e CO-X di generazione 2+ HD da applicare all’obiettivo delle ottiche da puntamento sono i più compatti, robusti e performanti sul mercato. I listini Flir e Armasight sono disponibili su www.forestitalia.com, dove è possibile acquistare direttamente.Il gruppo di cui è parte Miles Srl è da decenni il leader nelle forniture militari di strumenti di visione notturna nel nostro paese, con decine di migliaia di visori consegnati e soprattutto una competenza insuperabile che le permette di garantire su ogni singolo strumento l’integrità, la funzionalità e la rispondenza alle caratteristiche da catalogo. Ma l’elemento più importante, trattandosi di strumenti particolarmente complessi, è la capacità di offrire un servizio di assistenza di prim’ordine, servizio che offre solo ed esclusivamente sui prodotti di sua importazione.
Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0458778772

Dopo il tragico incidente dello scorso 17 Marzo, costato la vita a un motociclista quarantanovenne, finalmente nel Parco di Veio, polmone verde alle porte di Roma si preleveranno circa 300 cinghiali. L’Ente Parco, già in dicembre aveva chiesto alla Regione l’autorizzazione a procedere al controllo numerico dei suidi presenti in numero decisamente eccessivo. Solo il 21 Marzo, guarda caso dopo il tragico evento, finalmente è arrivato il via libera.
La Giunta Regionale dell'Emilia Romagna approva la prima bozza di calendario venatorio che dovrà passare adesso al vaglio del Consiglio Regionale. Sfogliandolo subito salta all'occhio una gradita novità: Tordo e Cesena tornano cacciabili fino al 31 dicembre...
Caccia e scienza alleate per la salvaguardia della biodiversità e la gestione del territorio, accompagnata da un corretto prelievo venatorio. Si è svolta questa mattina (13 aprile), presso la sede della Federcaccia Umbra, a Perugia, la presentazione del progetto “Linee guida Federcaccia per la gestione della piccola selvaggina stanziale in Umbria”, redatto dal dottor Roberto Mazzoni della Stella. Presenti, oltre all’autore materiale del progetto, il vicepresidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi, il tecnico faunistico Daniel Tramontana dell’Ufficio Caccia nazionale Fidc e i due presidenti provinciali di Perugia e Terni, Alessandro Barbino e Giulio Piccioni.
Nel suo intervento, Mazzoni della Stella ha parlato delle principali cause che hanno causato il declino della selvaggina nobile stanziale, in particolare della lepre, fagiano e starna: dal secondo dopoguerra ad oggi sono intervenute profonde trasformazioni ambientali, la meccanizzazione dell’agricoltura, l’uso della chimica, l’apertura di sempre più numerose strade montane e campestri, il proliferare di specie animali opportuniste quali i corvidi, la volpe e il cinghiale, l’incremento dei boschi dovuto all’abbandono dei pascoli e delle attività agresti da parte dell’uomo. Tutto ciò è avvenuto malgrado le principali aree vocate per tali specie selvatiche siano state inibite ormai da decenni all’esercizio venatorio, in Umbria come nel resto d’Italia.
Mentre per i grandi mammiferi, come ad esempio il cinghiale o il capriolo, esistono delle precise regole per un corretto esercizio venatorio, gestite e fatte osservare dai cacciatori stessi, per la piccola selvaggina la caccia è lasciata – anche dal punto di vista normativo – al proprio destino. La sfida di Federcaccia, al contrario, è quella di responsabilizzare gli appassionati di questa disciplina, la stragrande maggioranza dei quali è per natura cinofila, affinché si possa intervenire attivamente attraverso la loro organizzazione e formazione, allo scopo di creare sul territorio un mosaico di aree vocate a queste specie, affinché vi si possano riprodurre e da lì irradiarsi anche nelle zone adibite a caccia programmata.
“Il mondo scientifico, la conoscenza e la condivisione sono i nostri alleati – ha dichiarato il vicepresidente nazionale Buconi – mentre, al contrario, i nostri nemici sono l’ignoranza, il settarismo e l’autoreferenzialità. La nostra sfida, la nostra provocazione è quella di offrire agli enti che oggi gestiscono l’attività venatoria un nuovo modello virtuoso, basato sull’organizzazione dalla base. Un modello – ha concluso Buconi – che contempla la formazione del cacciatore sia dal punto di vista tecnico quanto sotto l’aspetto dell’etica venatoria”. (www.ladeadellacaccia.it)