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Luca Gironi

Luca Gironi

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Molise: Di Pietro incontra i cacciatori

In un’ottica di confronto costruttivo e di collaborazione con le varie parti del mondo venatorio molisano il consigliere regionale delegato alla caccia, Cristiano Di Pietro ha iniziato il giro di consultazioni sul territorio per recepire le varie istanze e i suggerimenti inerenti il nuovo calendario venatorio 2017/2018. Entro i primi di Aprile sarà convocata la consulta della caccia per approvarlo e iniziare l'iter burocratico finalizzato alla sua pubblicazione nei termini di legge. Le sezioni venatorie e le squadre di cacciatori che vorranno confrontarsi con il consigliere allo scopo di migliorare il calendario o limarne alcuni aspetti, possono contattare il numero 3929436757 per organizzare incontri e dibattiti.

FIDC BASILICATA: CORSO DI FORMAZIONE PER CONDUTTORI CANE LIMIERE E GIRATA

  • Pubblicato in Notizie

La Federcaccia regionale della Basilicata in collaborazione con la Regione organizza dal 19 al 21 maggio un corso di formazione per conduttori cane limiere e girata.

Il corso prevede una parte teorica della durata di 15 h complessive che si svolgerà presso la sede della sezione provinciale FIdC di Potenza (C.so Garibaldi 157), e una parte pratica della durata di 5 h presso la ZAC tipo C sita in Campomaggiore. (www.ladeadellacaccia.it)

Maggiori informazioni nella locandina allegata.

ARCI CACCIA: Tempo di verità. La FIdC toscana e l’incubo dei “transfughi”…!

 

Non c’è molto da commentare sulla manipolazione maldestra della riunione tenutasi il 17 marzo. Il Comunicato Stampa della FIdC non ha bisogno di essere assecondato nella polemica. Non vogliamo distrarre tempo prezioso all’impegno dai tanti volontari che in Italia dirigono la nostra Associazione e si occupano della “caccia concreta”. Tantissimi sono i cacciatori di cinghiale iscritti all’ARCI Caccia e non abbiamo voglia di strumentalizzarli per le beghe della FIdC che ha l’incubo di riuscire a portare con sé transfughi e tessere.
Non ci vogliamo soffermare sul fallimento della politica settoriale FIdC in materia di cinghiali, con tanto di tessera dedicata a questi, ma da questi rifiutata in gran parte d’Italia. Per quanto ci riguarda, ci rimettiamo ai fatti, citando quanto messo a verbale nella riunione del 17 marzo riguardo gli interventi del Presidente Nazionale Sergio Sorrentino, soffermandoci nello specifico su quanto scritto per il cinghiale.
Si sottolinea, per una adeguata lettura, che l’intervento esprime senza equivoci preferenze per le zone fisse. Il verbale riporta quanto segue: ”dobbiamo evitare di dare l’immagine della non trasparenza e quindi le sedute debbono essere pubbliche, no alla diretta streaming. Art. 1 comma 4: troppo generico il riferimento al personale dipendente, servono i tecnici faunistici assunti dall'ATC per evitare le consulenze esterne, sulle quale il mondo venatorio può perdere la faccia. Su Art. 40 si dichiara d’accordo con Contemori: dalla terza domenica di settembre le aree addestramento cani al di fuori di AFV e AAC debbono tornare cacciabili. Sulla rotazione delle squadre, laddove non c’è un accordo tacito delle squadre, ci vuole l'accordo dei ¾ e non la maggioranza. E’ meglio avere zone fisse per garantire una gestione responsabilizzata del territorio. Nel caso di rotazione, propone una assegnazione annuale e triennale alle squadre.”
Per completezza riportiamo anche quanto ha replicato a Cocchi: “non si devono fare allevamenti intestati ai cacciatori. Le associazioni venatorie, essendo senza fini di lucro, non possono avere partecipazioni in società a scopo di lucro, come specificato in una circolare ministeriale. La regione deve vigilare”.
A rappresentare l’ARCI Caccia, per l’importanza che diamo alle Istituzioni, oltre al Presidente, c’era un Consigliere Nazionale, Sirio Bussolotti.
Qui finiscono le ridicole dichiarazioni della FIdC.
La cosa seria, di contro, è che le manipolazioni della realtà sono un danno all’immagine e al ruolo dei cinghialai e dei cacciatori tutti. A noi pare che siano altre le preoccupazioni in FIdC che si vogliono sottacere. Il rappresentante legale della CCT, sig. Romagnoli ci scrive che non si può ancora avere il testo del nuovo statuto. Ma dal Notaio cosa hanno portato? Si vuole sviare l’attenzione e non dare risposte a questo? Conoscere per decidere sembra non appartenere alle tradizioni della FIdC.
Un qualsiasi cittadino italiano ha il diritto di sapere – prima, e non dopo aver scelto – a cosa lo fanno aderire altri attraverso le tessere.
Il Responsabile legale della CCT, Romagnoli, informerà dell’attività e della gestione della CCT per i cacciatori? Aspettiamo.
Noi sempre convinti e, dovunque in Italia, coerenti assertori dell’unità tra le Associazioni Venatorie, diciamo che ci saranno un bel po’ di cose da rivedere se vogliamo che la CCT abbia credibilità tra i cacciatori e tra i cinghialai toscani. Intanto, anteporre gli interessi dei cacciatori a quelli di enti, società e quant’altro.
Tutelare il nome dell’ARCI Caccia e della Federazione di 2° grado CCT dal decadimento, è cosa che faremo ovunque nelle sedi, anche legali, se necessario.

Emergenza cinghiali. Perrotti (UNA): sterilizzazione non basta

La Fondazione UNA Onlus, che riunisce al proprio interno associazioni del mondo ambientalista, venatorio, delle aree protette, scientifico e accademico, interviene sul tema dell’emergenza cinghiali nella Capitale dopo la tragica morte di un motociclista di 49 anni avvenuta sabato scorso sulla Via Cassia a causa di uno scontro con un ungulato.
“Questo episodio – sostiene Nicola Perrotti, presidente dalla Fondazione – è solo l’ultimo di una serie di fatti che testimoniano l’assoluta necessità di intervenire per evitare danni causati dalle specie selvatiche all’agricoltura e alla sicurezza stradale, che ora si stanno estendendo anche in ambienti insospettabili come quelli urbani. In queste ore il Campidoglio starebbe vagliando l’ipotesi di utilizzare un «immunovaccino», un farmaco che servirebbe alla sterilizzazione dei cinghiali per ridurne la moltiplicazione in città. Secondo noi, invece tale ipotesi potrebbe rivelarsi inefficace, poiché finalizzata alla esclusiva normalizzazione delle future nascite, senza intervenire in alcun modo sulla situazione contingente, caratterizzata da una presenza incontrollata di questa, come di altre specie selvatiche che, avendo perso i loro habitat naturali, si stanno antropizzando. Per affrontare il tema, invece, serve pragmatismo mettendo da parte le argomentazioni preconcette e convergendo verso pratiche condivise che riequilibrino la presenza dei cinghiali sul nostro territorio, come l’abbattimento controllato, laddove necessario, sempre nel rispetto delle prescrizioni della legge, realizzato da personale opportunamente formato. Soprattutto, è necessario mettere in atto nuove politiche in favore della salvaguardia della biodiversità, considerando anche quali sono le cause che portano all’ingresso di animali selvatici nelle aree urbane (spesso dovuto all’incuria e al degrado di molte aree verdi della città).
Ma la base di qualsiasi riflessione deve essere scientifica, per capire la reale entità del fenomeno.
“Uno dei nostri progetti – continua Perrotti – realizzato con la collaborazione di Ispra, Legambiente e le associazioni venatorie Federcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi è proprio quello di avviare un censimento puntuale delle specie selvatiche, dei cinghiali in particolare, attraverso una banca dati nazionale. Solo così sarà chiaro come agire e in quale misura”.

L’Arci Caccia: Scriveteci sui regolamenti in Toscana

Venerdì 17 Marzo la Regione Toscana ha incontrato le Associazioni Venatorie, ambientaliste, agricole e il coordinamento degli ATC. Nella riunione è stata presentata una prima stesura dei regolamenti attuativi della riforma della legge sulla caccia, riforma resa necessaria dalla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del precedente provvedimento che portava gli ATC a dimensioni provinciali.

All’incontro per l’ARCI CACCIA ha presenziato, in qualità di Presidente Regionale pro-tempore, il Presidente Nazionale Sergio Sorrentino. Molti i temi dibattuti e le osservazioni presentate, in precedenza e in quella sede dalle varie associazioni presenti. Sintetizziamo le osservazioni presentate a nome di Arci Caccia da Sergio Sorrentino: le sedute dei comitati di gestione dovranno diventare totalmente pubbliche per permettere la necessaria trasparenza e incrementare la partecipazione dei cacciatori ed è necessario che si passi dall’uso smodato di consulenze esterne all’assunzione delle figure necessarie al funzionamento degli ATC. Altre osservazioni sono state depositate per migliorare la gestione delle Aree Non Conservative per la caccia agli ungulati e una più razionale conduzione delle aree interessate dalla caccia al cinghiale in battuta.

Alleghiamo a questo comunicato la prima stesura dei regolamenti e invitiamo tutti i cacciatori a inviare le proprie osservazioni, critiche e idee, tese a migliorare questi regolamenti, agli indirizzi

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’Arci Caccia sarà lieta di esaminarle e farsi portavoce delle vostre istanze al prossimo incontro con la Regione.

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