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Luca Gironi

Luca Gironi

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CCT: CACCIA SOTTO ATTACCO, LA LIPU FA LA SUA MOSSA

Come del resto ampliamente prevedibile arriva la prima incursione sulla caccia. La mossa parte dalla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) che tramite una petizione di raccolta fondi, pubblica sul sito web Lipu, sottolinea la necessità di stravolgere la legge Nazionale sulla caccia per ridurre l’elenco delle specie cacciabili. Un obiettivo di medio periodo, che però potrebbe raggiungere i primi risultati già nell’immediato con una serie di proposte e di attacchi sui calendari venatori delle Regioni Italiane. Sotto la lente di ingrandimento alcune specie di uccelli migratori di grande interesse venatorio prese come icona di una nuova battaglia animal-ambientalista rispetto alla quale una delle principali associazioni protezionistiche, intende con molta probabilità misurare la tenuta delle Giunte Regionali e dei governatori all’indomani dei ballottaggi e della nuova compagine governativa. Si conta ovviamente anche sulle divisioni del mondo venatorio che grazie alle proposte populiste e autoreferenziali rischia di mostrarsi inadeguato ed impreparato a questa ennesima sfida. La Confederazione Cacciatori Toscani nasce e si accresce come forza unitaria chiedendo a tutti i cacciatori di dare impulso e fiducia verso chi oggi sente l’urgenza di un cambio di rotta radicale. Per dare speranza alla nostra passione e ai cacciatori è doveroso concentrarsi su un progetto forte, basato su obiettivi credibili che intende con fermezza dare risposte certe e scientificamente probanti. La CCT per questo ha promosso un progetto – “Date from the sky” – rivolto alla raccolta dati per tracciare il trend della consistenza delle popolazioni di interesse venatorio, il loro stato di salute, la fenologia del passo e quant’altro di scientificamente rilevante per strutturare una strategia gestionale utile alla conservazione delle specie in oggetto.

I risultati di questo progetto non verranno utilizzati solo per contrastare la richiesta che punta alla chiusura della caccia alle specie Allodola, Tordo sassello, Tortora selvatica, Moriglione, Pavoncella, Pernice Bianca e Coturnice (come chiede la LIPU), ma anche per difendere il calendario venatorio della Toscana che da anni ha saputo coniugare i giusti riferimenti scientifici, con la conservazione responsabile delle specie. Nel particolare della petizione della LIPU, cerchiamo di fornire alcune considerazioni che possano essere anche spunti di riflessione. Nel suo comunicato la Lipu non inserisce alcun riferimento scientifico, si basa esclusivamente sulla sensibilità emotiva legata alla biologia delle specie (p.e. L’allodola è “La messaggera del mattino”). Solo nel caso della Coturnice riporta un dato che afferma che il 25% dei soggetti europei nidifica in Italia, non specificando la fonte. Il comunicato parla delle minacce di ciascuna delle 7 specie menzionate e in tutti i casi, oltre alla pressione venatoria, riporta problematiche molto diverse alla caccia come i cambiamenti climatici, la perdita di habitat idonei, ma soprattutto l’utilizzo sempre maggiore di sistemi agricoli intensivi con uso di pesticidi. Un comunicato che non voglia essere soltanto una presa di posizione nei confronti di una categoria (in questo caso quella venatoria), dovrebbe riportare almeno i valori scientifici su cui si basano le considerazioni, nonché specificare che nel corso degli anni, l’attività venatoria è già stata limitata e regolamentata concertando le scelte gestionali anche con le stesse Associazioni Ambientaliste e protezionistiche, proprio per non andare ad intaccare eccessivamente quelle popolazioni di selvatici che sono minacciate per ragioni totalmente diverse dalla caccia. In particolare per l’Allodola esiste un Piano di gestione Nazionale approvato dal Ministero dell’ambiente redatto e basato anche su considerazioni e proposte della stessa Lipu. Pertanto risulta quanto mai paradossale e strumentale come da un lato la Lipu siede ai tavoli di concertazione Ministeriali e partecipa attivamente alla stesura del Piano di gestione e dall’altro, pochi mesi dopo, ne chiede la chiusura della caccia!

Per quanto riguarda la Pavoncella e altre specie, se ancora oggi esistono molti habitat favorevoli alla specie come prati e prati umidi è merito in molti casi dell’attività venatoria. Infatti è spesso solo grazie alla passione ed al lavoro dei cacciatori che vengono mantenute durante tutto il corso dell’anno zone idonee alla riproduzione ed alla sosta della specie.

Per il Tordo Sassello si fa riferimento soprattutto alla problematica legata alla caccia in migrazione prenuziale, nonostante molti dei report scientifici non sono assolutamente mirati allo studio di questa specie. Infatti i dati dei soggetti migratori sono spesso viziati dalla presenza degli svernanti, pertanto non scientificamente probanti. La caccia alla Tortora Selvatica infine, si svolge spesso per una sola giornata all’anno, esattamente il primo giorno utile di Settembre, quando i soggetti adulti hanno già intrapreso la migrazione verso l’Africa (areale di svernamento); quindi il carniere è indirizzato quasi esclusivamente sui soggetti giovani che con molta probabilità non riuscirebbero comunque ad affrontare la migrazione post – riproduttiva.

Ci viene dunque da scrivere in piena serenità che le Associazioni Ambientaliste ed Animaliste dovrebbero evitare di perdere tempo a fare la guerra al mondo venatorio, solo per rimpinguare le loro casse con raccolte fondi del genere, ma dovrebbero impegnarsi e investire le ingenti risorse economiche di cui dispongano, per una corretta battaglia di salvaguardia e miglioramento degli habitat idonei alle specie in oggetto, ma soprattutto si dovrebbero impegnare a sensibilizzare la giusta regolamentazione dell’utilizzo di pesticidi all’interno dell’agricoltura intensiva, vera minaccia e causa di scomparsa per le specie di avifauna stanziale e migratrice.

Arci Caccia: Dalla manifestazione di Torino nuova linfa per le battaglie dei cacciatori italiani

Non siamo interessati alla polemica sterile, ma costretti a rispondere alla provocazione di una intervista apparsa il 25 giugno sul Piccolo di Alessandria, nella quale sono state espresse posizioni ed interpretazioni personali non rappresentative delle decisioni assunte dal Comitato Regionale del Piemonte e dal Consiglio Nazionale.

Così si esprimono il Presidente Nazionale Sergio Sorrentino e quello Regionale Remo Calcagno:

“Dalla manifestazione di Torino è giunta linfa ed energia vitale per le battaglie dei cacciatori italiani. I problemi del mondo venatorio sono molti, il più importante è riprendere la collaborazione produttiva con il mondo agricolo. La condivisione di intenti passa per il buon governo degli ATC e dei CA.

Questo è l’obiettivo da realizzare in Piemonte dopo l’approvazione di una legge le cui luci sono mortificate dai “macigni” presenti nella stessa normativa. Questi vanno contrastati e rimossi, pena inficiare anche le positività della norma. Necessario è dare certezza di diritto dopo anni di “vuoto”. Purtroppo, la “certezza” non è assicurata per le ferite inferte, vuoi sull’elenco delle specie cacciabili, vuoi dalla strumentalità della questione sicurezza, con la perla dell’abolizione della caccia alcune domeniche. Il ruolo svolto dall’ARCI Caccia del Piemonte e dai suoi rappresentanti negli incontri regionali ha permesso di modificare il testo deliberato dalla Giunta, che portava limiti ancora più ingiustificati. Queste modifiche si sono concretizzate anche grazie alla convergenza sugli emendamenti con altre associazioni venatorie, ma il risultato rischia di essere vanificato anche nella parte buona, quella che riguarda gestione faunistica. Infatti, è stata inserita la possibilità negativa di facilitare l’esclusione dei fondi privati dalla caccia programmata degli Ambiti e dei Comprensori, provvedimento in contrasto con la normativa nazionale e la costituzione che prevedono, vivaddio, in Italia la funzione sociale della proprietà privata. La tutela della fauna selvatica, la gestione degli equilibri tra le specie e, tra queste e il lavoro degli agricoltori, è un interesse primario della collettività tutta. La fauna selvatica è patrimonio della scienza per consegnare più biodiversità alle nuove generazioni. Questa è ecosostenibilità. Occorre un lavoro congiunto delle Associazioni Venatorie con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali agricole, affinché, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sui ricorsi, qui e ora il nuovo Governo Nazionale impugni la legge regionale appena approvata nelle parti, e sono diverse, in contrasto con le normative nazionali. Nel contempo, si promuova un serrato confronto delle Associazioni Venatorie e degli altri portatori di interesse con la Regione per il “calendario”, tempi e specie, l’addestramento cani e per i contenuti dei decreti attuativi che destano giuste preoccupazioni essendo tanti e tutti da scrivere. Il rilancio di un governo di ATC e CA disinquinato da quegli interessi “altri”, non certo a tutela dei cacciatori, che si sono presentati in alcune realtà territoriali piemontesi è una priorità”. Sperimentare, migliorare, fare e non dire la caccia programmata, partecipata, sociale, è nell’interesse dei cacciatori e della Comunità Piemontese. Contrastare norme e apparati che possono concorrere ad affossare, per pregiudiziali ideologiche, anche quanto si è fatto di buono applicando la precedente legge, è un dovere dell’ARCI Caccia Piemontese e Italiana che, guardano ai cacciatori quale risorsa del paese; risorsa, purtroppo, talvolta disprezzata per opportunistiche manovre elettoralistiche.

 

Roma, 28 giugno 2018

 

In Edicola Diana 11-2018

  • Pubblicato in Riviste

Si parla di Piemonte su Diana 11-2018, che ospita un approfondimento dedicato a questa regione firmato da Alessandro Bassignana. Come sempre tante voci in un numero solo: spazio alla gestione con un bell'articolo sulla reintroduzione della starna, alla cinofilia con un report dell'Assemblea Generale dell'Enci e i consigli di addestramento di Andrea Mariani. Spazio anche per le aziende, con i "consigli per gli acquisti" di casa Browning e un'analisi di Marco Benecchi sulle polveri Nobel Sport per la canna rigata.

Un'estate da cinghiali

Campania: Le Associazioni chiedono di anticipare l'inizio dell'addestramento cani

COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI VENATORIE SANNITE RICONOSCIUTE
(Anuu-Arcicaccia-Eps-Italcaccia-Libera Caccia)


Come recepito nel Calendario Venatorio stagione 2018-2019 approvato con deliberazione di Giunta Regionale n. 380 del 19.6.2018:
“L’addestramento e l’allenamento dei cani da ferma da cerca e da seguita, è disciplinato
dagli artt. 14, 22 comma 1 e 24 comma 5, della L. R. 9 agosto 2012 n. 26 e s.m.i. e, nelle parti non contrastanti con tale Legge, dal Regolamento “Nuova disciplina per il funzionamento delle zone di addestramento cani su selvaggina di allevamento emanato con D.P.G.R. n. 627 del 22 settembre 2003.
Tali attività sono consentite, nei territori dove non sussiste il divieto di caccia e non vi sono colture in atto, nel periodo consentito per l’attività venatoria, esclusi i giorni di silenzio venatorio e nel periodo compreso dal 1 settembre al 15 settembre 2018 ad esclusione del martedì e venerdì e dei giorni 1, 5, e 9 settembre di preapertura .
Gli Uffici competenti per territorio, con proprio provvedimento, dopo aver accertato l’assenza di esemplari di fauna selvatica in fase di nidificazione o di dipendenza della prole dai genitori, autorizzano l’anticipo fino a quarantacinque giorni, delle attività di addestramento cani in aree circoscritte.
Al fine di evitare il disturbo alla fauna selvatica nella stagione riproduttiva e di dipendenza dei giovani dai genitori, gli Uffici competenti provvederanno ad interdire a tali attività le zone in cui vi sia ancora presenza di fauna in riproduzione e/o esemplari non maturi, analogamente gli addestratori che ne rilevino la presenza debbono immediatamente interrompere le attività segnalando la zona interessata agli Uffici competenti”

Le Associazioni Venatorie Sannite (Anuu-Arcicaccia-Eps-Italcaccia-Libera Caccia )hanno formalmente chiesto all’ Ufficio Regionale territorialmente competente della Regione Campania, sito a Piazza Gramazio, di adottare ogni più utile ed opportuno provvedimento di legge onde consentire la possibilità di anticipare l’addestramento/allenamento dei cani da ferma, da cerca e da seguita, (in anticipo sino a quarantacinque giorni prima antecedenti l’apertura dell’attività venatoria) rispetto al periodo consentito per l’attività venatoria, fissato, ex lege, alla terza domenica di settembre.-
Tale attività viene, tradizionalmente, svolta alle prime ore del mattino in relazione alle temperature elevate tipiche del periodo estivo, si legge nella nota, in sintonia, quindi, con quanto raccomandato anche dall’ISPRA, inoltre tale inizio anticipato gioverebbe al benessere del cane, consentendogli di riabituarsi, gradualmente, all’attività dopo mesi di riposo forzato; - che, ancora, l’addestramento ed allenamento dei cani potrebbe costituire un valido ausilio, se non essere considerato, addirittura, propedeutico, all’effettuazione di censimenti della fauna selvatica stanziale, non va dimenticato che il prelievo delle specie fagiano (Phasianus colchius) e starna (Perdix perdix) in Campania, è subordinato ad un piano di prelievo, predisposto ed elaborato dagli AA.TT.CC. (DGR 380 del 19/6/2018)
Speriamo, che nei prossimi giorni, qualcosa si muova…….finalmente!!!!


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