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Luca Gironi

Luca Gironi

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Piombino: le Associazioni Venatorie dicono no alla chiusura della caccia sul promontorio

In merito alla petizione on line lanciata per la chiusura dell’attività venatoria sul promontorio di Piombino, come Presidenti di tutte le Associazioni Venatorie della città ci pare quanto mai opportuno fare chiarezza una volta per tutte sulla situazione.

Da parte degli anticaccia più accaniti che scrivono articoli additando i cacciatori Piombinesi delle più triviali ed efferate attività, innanzitutto sarebbe il caso, per evitare conseguenze legali, di comprovare con fatti documentati ciò che si afferma, perché da parte nostra non è più sopportabile trovarsi sul groppone certe accuse gratuite: l’articolo sulla petizione sarà oggetto di un esame approfondito da parte dei nostri legali.
Ma quello che sembra che parecchi leoni da tastiera non abbiano ancora ben capito è che il tanto vituperato articolo 842 del Codice Civile che consente ai detentori di Porto d’Armi di entrare sui territori altrui, a meno che siano presenti colture in atto e siano opportunamente tabellate, per uso e consuetudine, da sempre, consente che tutti gli altri fruitori dei boschi e delle campagne possano liberamente esercitare lo stesso diritto. E questo accade dovunque, in Italia, non solo sul nostro promontorio. L’art. 842 è una conquista di democrazia e di libertà, altrochè fregnacce dette a caso, o peggio per interesse di pochi talebani anticaccia.
Da sempre infatti sul Promontorio che è tutta una serie di proprietà private, delle quali solo un proprietario possiede circa 614 ettari su un totale circa di 1000, i Piombinesi, si che ci vanno a caccia, ma vanno anche a funghi, asparagi, chiocciole, castagne, mountain bike, pesca dilettantistica, ultimamente anche un nutrito gruppo del Soft Air (la guerra simulata) fino ai semplici escursionisti da pic-nic e turisti in generale. Il Promontorio è aperto a chiunque voglia usufruirne: nell’ottobre e novembre vi si svolge la caccia alla selvaggina migratoria. Quella agli ungulati, che è indispensabile altrimenti i branchi di cinghiali distruggerebbero tutte le colture intorno a Piombino spingendosi a grufolare fino in Piazza Bovio, si svolge per battute in territori ben delimitati fino alla fine di gennaio.
Nel caso in cui la petizione riuscisse ad avere il risultato sperato da chi la promuove, potrebbe verificarsi il caso, e si può essere ben certi che andrà cosi, che i proprietari privati chiudano tutto con reti e cancelli e che facciano PAGARE chiunque voglia passare, per esercitare tutte quelle attività che da sempre, GRAZIE AI CACCIATORI, hanno praticato e continuano a praticare. Mano al portafoglio, per qualunque cosa, funghi, biciclette, camminate etc etc.
Se si vuole che vada a finire cosi’, è bene che gli abitanti della città firmino immediatamente la petizione on line. Se si vuole invece che i cacciatori continuino la loro attività venatoria, ma anche di controllo di strade e incendi, di manutenzione della sentieristica, di pulizia del bosco da ogni genere di nefandezze lasciate da tutti, specialmente da chi critica il rimbombare di una schioppettata data da persone irreprensibili sotto tutti gli aspetti in special modo quello penale altrimenti la Questura non concede la licenza di caccia, allora sarà utile lasciar perdere inutili petizioni fatte da sparuti animalisti che non si fanno mai vedere quando davvero c’è da attivarsi nella reale difesa della natura.


Le Associazioni Venatorie Piombinesi ANLC, ARCI Caccia, Enalcaccia, Federcaccia

ARCI CACCIA MARCHE CHIEDE LE DIMISSIONI ALL’ASSESSORE PIERONI

L’Arci Caccia Marche addebita all’assessore Moreno Pieroni la chiusura dell’attività venatoria nella Marche, nei Siti Natura 2000, disposta dal Consiglio di Stato con Ordinanza del 22.10.2018 e ne chiede le dimissioni.

Tale richiesta merita accoglimento perché il Consiglio di Stato ha fondato la decisione sulla assenza, ormai da tempo, di una generale, approfondita, attualizzata, consapevole e generale pianificazione faunistico-venatoria della Regione Marche.

L’Arci Caccia ha reiteratamente sollecitato in ogni sede anche per iscritto l’assessore regionale deputato alla regolamentazione dell’attività venatoria ad adempiere al mandato realizzando la routinaria pianificazione faunistico-venatoria, invano.

Solleciti sono pervenuti all’assessore Pieroni Moreno anche dal Vice Presidente Nazionale Arci Caccia Christian Maffei.

La chiusura della caccia disposta dal Consiglio di Stato arreca gravi ed irreparabili danni sia all’attività venatoria nella presente stagione 2018/2019 perché preclude a tanti corretti cittadini che hanno pagato le relative imposte ed oneri nella legittima aspettativa di esercitare l’attività per tutta la durata della stagione venatoria, sia agli imprenditori agricoli che inevitabilmente subiranno un ineludibile danno dall’eccessiva presenza di cinghiali a causa della mancanza dell’essenziale prelievo venatorio.

Il tutto è imputabile al Sig. Moreno Pieroni Assessore Regionale alla Caccia per non avere svolto tempestivamente, correttamente e con perizia il relativo mandato. Se avesse attivato il bando per la redazione del piano faunistico-venatorio Regionale, tempestivamente e avesse adottato il calendario venatorio per la stagione 2018 in conformità, non ci sarebbe stata la decisione del Consiglio di Stato e neppure i ricorsi. Se avesse speso il suo tempo in conformità ai principi suddetti invece di dedicarlo ad attività ultronee quale la redazione di presunti statuti degli ATC aderendo acriticamente a cattivi consiglieri non ci sarebbe stata la chiusura della caccia disposta dal Giudice.

Chi risarcisce gli agricoltori per i maggiori danni? O i cacciatori per non avere fruito del legittimo diritto all’esercizio dell’attività venatoria?

Tali danni sono attuali ed irreparabili ed il loro ammontare è anche rilevante anche se di difficile quantificazione in concreto.

Ecco perché l’Arci Caccia non può tollerare la continuazione dell’incarico da parte di chi ha dimostrato di essere privo delle conoscenze e soprattutto sensibilità e rispetto per i bisogni delle categorie sociali suddette e della collettività in generale e della tutela ambientale in particolare.

L’Arci Caccia ha la responsabilità di tutelare i principi fondativi dell’Associazione ed è determinata ad attuarli in concreto mediante la partecipazione alla manifestazione indetta dalla CIA ( Confederazione Italiana Agricoltori Marche) che si terrà il giorno 20 novembre 2018 davanti il palazzo della Regione Marche.

La manifestazione a valere quale esempio civile e concreto di protesta contro l’inadempienza dell’assessore alla caccia sig. Moreno Pieroni e il suo Ufficio affinché il medesimo rassegni le dimissioni o gli Organi Regionali competenti provvedano alla revoca dell’incarico.

L’Arci Caccia è certa della partecipazione alla manifestazione suddetta da parte di tutti i cacciatori delle Marche, sia quelli più colpiti dalla chiusura della caccia, sia quelli meno colpiti, di ogni federazione, per il dovere solidale intrinseco nell’attività venatoria e relativi valori sociali, ambientali, ineludibili.

Pesaro, 30.10.2018

Il Presidente Arci Caccia Marche

Gabriele Sperandio

Veneto: sulla chiusura della caccia prendono posizione Berlato, Caretta e Fidc

  • Pubblicato in Notizie

COMUNICATO STAMPA ON. MARIA CRISTINA CARETTA SU DECISIONE DEL PRESIDENTE ZAIA DI SOSPENDERE LA CACCIA E LA PESCA IN VENETO

"Il Presidente Zaia, con decreto n. 137 e 138 firmati domenica sera 28 ottobre u.s., ha provveduto alla sospensione della caccia e della pesca per “eccezionali avversità metereologiche previste sul territorio regionale nel periodo 29 ottobre 2018 - 4 novembre 2018 e a fini di incolumità dei cittadini veneti e di tutela della fauna selvatica....”.
Francamente riteniamo la scelta del Presidente Zaia eccessiva e non giustificata perchè se l’emergenza fosse tale lo stesso Presidente avrebbe, con un ulteriore decreto, invitato tutti i cittadini a barricarsi in casa, avrebbe chiuso le autostrade, bloccato tutti i mezzi pubblici e avrebbe invitato alla chiusura delle aziende.
Tutto questo non è avvenuto quindi ci chiediamo perchè il Presidente Zaia ha scelto di chiudere la caccia e la pesca?
La fauna selvatica, in presenza di eventi eccezionali, è tutelata dalla legge statale 157/92 quindi ci sorge un dubbio che la sua sia una risposta alla richiesta di una frangia estrema del frastagliato mondo integral-animalista che è pronto a chiedere la chiusura della caccia ad ogni piè sospinto.
Noi Cacciatori siamo pronti in migliaia ad aiutare concretamente e volontariamente il nostro Veneto in caso di “eccezionali avversità” ma non siamo più disponibili a subire chiusure della caccia senza che se ne ravvisino motivate ragioni.
Chiediamo quindi al Presidente Zaia l’immediata revoca della sospensione immotivata della caccia e della pesca, rimediando ad un madornale errore che avrebbe potuto evitare se avesse chiesto consigli a qualcuno che ne sa più di lui, almeno su queste tematiche". E' quanto dichiara l'On. Maria Cristina Caretta(FdI)

SERGIO BERLATO (FDI-MCR): IL DECRETO DI ZAIA DI SOSPENSIONE DELLA CACCIA E DELLA PESCA IN TUTTA LA REGIONE DEL VENETO RAPPRESENTA UN PRECEDENTE MOLTO PERICOLOSO. VENGA SUBITO REVOCATO.

Il decreto di sospensione temporanea della caccia e della pesca, emanato dal presidente della Giunta regionale del Veneto domenica 28 ottobre con validità fino al 4 novembre p.v., rappresenta, oltre che un atto arbitrario e non giustificato, un precedente molto pericoloso.
Non vi è occasione infatti in cui gli animal-ambientalisti non tentino di approfittare di ogni pretesto per chiedere la chiusura di queste attività, o per il troppo caldo o per il troppo freddo, o per la troppa pioggia o per la siccità. Succeda mai che avvenga un incidente nell’esercizio di queste attività, come nel recente caso della provincia di Imperia, tanto basta per scatenare le speculazioni di chi è ideologicamente e pregiudizialmente contrario alla caccia ed alla pesca.
Cosa farà Zaia per il periodo in cui rimarrà a fare il presidente della Giunta regionale del Veneto, sarà pronto a soddisfare i pruriti di quegli arrabbiati sociali che si annidano nel frastagliato arcipelago animal-ambientalista?
A meno che Zaia non intenda regalare una marchetta a quegli ambienti che lo stanno attaccando su alcuni fronti, tipo la Pedemontana veneta, sperando in un loro atteggiamento più addomesticabile, riteniamo che il Decreto di sospensione della caccia e della pesca vada immediatamente revocato.
Esiste già una legge statale la n. 157/92, recepita dalla legge regionale 50/93 prima che Zaia cadesse dal pero, che all’art. 21 comma 1 lettera n) già dispone “il divieto cacciare negli stagni, nelle paludi e negli specchi d'acqua artificiali in tutto o nella maggior parte coperti da ghiaccio e su terreni allagati da piene di fiume”.
Che senso ha quindi il decreto di Zaia?
Si sapeva del suo amore smisurato per i lupi ma non conoscevamo il suo timore di veder annegare le anatre o i pesci del Veneto, o di veder sommerse dalle acque le montagne bellunesi, trevigiane, vicentine e veronesi.
Questa la posizione del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dal punto di vista tecnico, ma non meno importante la nostra posizione dal punto di vista politico.
Se Luca Zaia e la Lega non vogliono compromettere i rapporti con il Gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Veneto, si adoperino prontamente a revocare questo assurdo ed immotivato decreto di sospensione preventiva della caccia e della pesca, basato sulle previsioni del tempo e non sulle reali condizioni di pericolo che potrebbero motivare una sospensione di queste attività, limitata nei tempi e ben circoscritta nei luoghi in cui si dovessero manifestare situazioni di pericolo o motivate esigenze di tutela della fauna selvatica.

Sergio Berlato
Presidente del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia-Movimento per la cultura rurale.

Venezia, li 29 ottobre 2018

BERLATO (FDI-MCR): IL DECRETO DI ZAIA DI SOSPENSIONE DELLA CACCIA E DELLA PESCA UN PRECEDENTE PERICOLOSO. VENGA REVOCATO

 

Il decreto di sospensione temporanea della caccia e della pesca, emanato dal presidente della Giunta regionale del Veneto domenica 28 ottobre con validità fino al 4 novembre p.v., rappresenta, oltre che un atto arbitrario e non giustificato, un precedente molto pericoloso.

Non vi è occasione infatti in cui gli animal-ambientalisti non tentino di approfittare di ogni pretesto per chiedere la chiusura di queste attività, o per il troppo caldo o per il troppo freddo, o per la troppa pioggia o per la siccità. Succeda mai che avvenga un incidente nell’esercizio di queste attività, come nel recente caso della provincia di Imperia, tanto basta per scatenare le speculazioni di chi è ideologicamente e pregiudizialmente contrario alla caccia ed alla pesca.

Cosa farà Zaia per il periodo in cui rimarrà a fare il presidente della Giunta regionale del Veneto, sarà pronto a soddisfare i pruriti di quegli arrabbiati sociali che si annidano nel frastagliato arcipelago animal-ambientalista?

A meno che Zaia non intenda regalare una marchetta a quegli ambienti che lo stanno attaccando su alcuni fronti, tipo la Pedemontana veneta, sperando in un loro atteggiamento più addomesticabile, riteniamo che il Decreto di sospensione della caccia e della pesca vada immediatamente revocato.

Esiste già una legge statale la n. 157/92, recepita dalla legge regionale 50/93 prima che Zaia cadesse dal pero, che all’art. 21 comma 1 lettera n) già dispone “il divieto cacciare negli stagni, nelle paludi e negli specchi d’acqua artificiali in tutto o nella maggior parte coperti da ghiaccio e su terreni allagati da piene di fiume”.

Che senso ha quindi il decreto di Zaia?

Si sapeva del suo amore smisurato per i lupi ma non conoscevamo il suo timore di veder annegare le anatre o i pesci del Veneto, o di veder sommerse dalle acque le montagne bellunesi, trevigiane, vicentine e veronesi.

Questa la posizione del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dal punto di vista tecnico, ma non meno importante la nostra posizione dal punto di vista politico.

Se Luca Zaia e la Lega non vogliono compromettere i rapporti con il Gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Veneto, si adoperino prontamente a revocare questo assurdo ed immotivato decreto di sospensione preventiva della caccia e della pesca, basato sulle previsioni del tempo e non sulle reali condizioni di pericolo che potrebbero motivare una sospensione di queste attività, limitata nei tempi e ben circoscritta nei luoghi in cui si dovessero manifestare situazioni di pericolo o motivate esigenze di tutela della fauna selvatica.

Sergio Berlato

Presidente del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia-Movimento per la cultura rurale.

CAMPIONATI DEL MONDO DI CACCIA PRATICA E S.UBERTO SPAGNA 2018

L’ITALIA VOLA SULLE ALI DELLE PERNICI

Nel S.Uberto Meconi si laurea campione del mondo S.Uberto Spaniel condividendo il podio con il 3° posto di Soldi e l’oro a Squadre. Titolo di campioni del mondo anche alla squadra Assoluti di D’Ambrosio - Mazzoleni e di vice a quella Ladies di Mambelli - Viviani.
Nella Caccia pratica Scarpecci campione del mondo Continentali e Caramanti vicecampione negli Inglesi trascinano le rispettive squadre ad aggiudicarsi i titoli di campioni e vice campioni

È stata la Spagna, terra di grande e radicata tradizione venatoria e cinegetica, a ospitare l’edizione 2018 dei campionati del mondo, corsi il 25, 26 e 27 ottobre nelle zone attorno a Torrjos, cittadina nelle vicinanze di Toledo. Siamo nella regione della Castilla-La Mancha, dove la caccia non è solo svago e ricreazione, ma un modo di vivere e di creare economia. Non è un caso che la Real Sociedad Canina, la Real Federación Española de Caza e la FCI abbiano scelto questo territorio per organizzare, in maniera pressoché perfetta, questo appuntamento atteso da migliaia di appassionati di tutto il mondo.
Ampi terreni di stoppie interrotti qua e là da appezzamenti coltivati a basse viti per i continentali e gli inglesi della ferma. Incolti, siepi e boschetti in mezzo a distese di olivi e lecci secolari per gli specialisti del S.Uberto. Validissimi entrambi, ma senza dubbio più belli i secondi dei primi, E per tutti l’avversario da mettere in scacco era lei, sua altezza la regina di Spagna: sua maestà la pernice.
Tempo caldo fuori stagione, quasi afoso, nel primo giorno di gara, poi rinfrescato il venerdì per esplodere in autunno pieno il sabato, portando anche il disturbo di un vento teso e freddo.
Su questo palcoscenico sono andati in scena cani e conduttori di 17 nazioni, sfidandosi dando il meglio di sé, ma sempre nel rispetto dei valori dell’amicizia e della sportività.
Non sono mancate le soddisfazioni per l’Italia. Dal Campionato S.Uberto 2018 usciamo con il titolo di Campione del mondo nella categoria Spaniel sia a singolo con Francesco Meconi, che a Squadre grazie al terzo posto individuale di Ermanno Soldi. Un turno perfetto quello di Meconi e del suo springer Felcina di San Fabiano, premiato da due prime canne. Un solo capo incontrato e incarnierato per Soldi e la sua Ape, corretta e ben messa sul terreno. Dietro l’Italia si piazza la squadra padrona di casa, la Spagna, con al secondo posto degli individuali Carlos Tiburcio Grajera.
Due turni molto belli anche nella Assoluti, che portano un altro titolo di campioni del mondo a squadre ai nostri portacolori. Gregorio D’ambrosio con il breton Boss affronta con padronanza e sicurezza il terreno di gara con due capi non facili incarnierati, ma deve accontentarsi del terzo posto di batteria. Secondo di batteria per un solo punto Mariliano Mazzoleni con Arakain, setter inglese, anche lui andando a costruire un turno di grande livello. Due prestazioni validissime per aggiudicarsi il titolo a squadre appunto, ma non sufficienti purtroppo secondo i giudici a giocarsi il titolo individuale. Questo ultimo è stato deciso al barrage, fra Spagna, Portogallo e Gran Bretagna. Ed è proprio il concorrente inglese Rob Gould con un langhaar che si aggiudica meritatamente il titolo di campione del mondo Assoluti, mettendosi alle spalle il portoghese Pedro Pereira e, al terzo posto, lo spagnolo Miguel Angel Huerta. Nelle squadre, Germania seconda e Portogallo terzo completano la classifica.
Nelle Ladies un po’ di amaro in bocca per l’esordiente Marta Viviani, che purtroppo non incontra malgrado l’impegno e la prestazione della sua breton Kina, per la quale riceve i complimenti del giudice, che la premia con un secondo posto di batteria. Un capo di seconda canna invece per Elisa Mambelli e Briciola, altro breton, Anche in questo caso i risultati combinati delle nostre atlete ci portano un bellissimo argento a squadre, precedute dalla Danimarca e seguite dalla Gran Bretagna. Nell’individuale Donne domina il barrage la formidabile danese Christine Due, che si laurea ancora una volta Campionessa del mondo, mettendo al secondo posto la tedesca Nadja Storch. Terzo posto per la croata Nikolina Koscevic.
Grande soddisfazione nella Caccia pratica dopo i due giorni di prove dedicate alla specialità. Nella categoria Continentali è Roberto Scarpecci con Rolex, kurzhaar, ad aggiudicarsi il meritatissimo titolo di campione del mondo con la qualifica di 1° Ecc conseguita nel secondo giorno di gare, trascinando la squadra, formata insieme a lui da Vittorio Cosentino con Allant, breton; Mauro Pezzulli con Gao de Keranlouan, breton (2° MB il primo giorno) e Giuliano Goffi con Gephore de Keranlouan, altro breton, ad aggiudicarsi la prestigiosa prima piazza. Dietro Scarpecci, nell’Individuale si piazzano l’ukraina Anastasia Novikova e il francese Antoni Merle des Isle. Analoga la classifica a squadre, dove si laurea vicecampione del mondo l’Ukraina, seguita dalla Francia.
Più che buono anche il risultato conseguito nella categoria Inglesi, con Mirko Caramanti e la sua pointer Elacensi's Malenina, che dopo il significativo risultato di 1° Ecc. Cac Cacit del primo giorno si portano a casa il titolo di vicecampioni del mondo individuali e a squadre insieme a Stefano Pianigiani con Zac, pointer; Carlo Ghinassi con Thor, setter (autori di un bellissimo turno il secondo giorno, che gli vale la qualifica di 1° Ecc) e di Paolo Pardini (2° Ecc il primo giorno) con Absolutly, altro pointer. La classifica a squadre è completata da Spagna al primo posto e Francia al terzo, mentre per l’Individuale, campione del mondo si laurea il portoghese Pedro Luis Correia Alveos col pointer Gross. Al terzo posto il concorrente francese Romain Bounaudet, con un altro pointer, Ikta De l’azour et or.
Il presidente nazionale di Federcaccia Gian Luca Dall’Olio, il vice presidente Antonio D’angelo e il segretario del comitato organizzatore dei campionati del Mondo Domenico Coradeschi – che hanno seguito come di consueto nella trasferta la squadra italiana – nel congratularsi con i nostri atleti per i prestigiosi risultati conseguiti ancora una volta in una competizione internazionale, rivolgono un ringraziamento doveroso ma sentito agli organizzatori e a quanti si sono impegnati per la buona riuscita di questa edizione, a tutti i giudici – in particolare agli italiani Silvio Marelli, Angelo Bonacina, Ernesto Ghirardo e Giovanni De Luca – al CT del S.Uberto Giuliano Billi, ai selezionatori degli Inglesi e dei Continentali e naturalmente a tutti i concorrenti delle nazioni partecipanti. Infine, un grazie particolarmente sentito alla Kalibro, che anche quest’anno ha vestito i nostri atleti con capi eleganti e di alta qualità.

Roma, 28 ottobre 2018 – Federazione Italiana della Caccia

Veneto: da domani caccia chiusa sui corsi d'acqua per l'allerta maltempo

Visto l'allarme diramato dalla Protezione civile per le giornate di ieri, oggi e domani, la Regione Veneto ha deciso di chiudere la caccia e la pesca lungo laghi e fiumi. Ecco il testo del comunicato: 

MALTEMPO. DECRETO ZAIA SOSPENDE CACCIA E PESCA SPORTIVA DA DOMANI
Comunicato stampa N° 1658 del 28/10/2018
(AVN) Venezia, 28 ottobre 2018

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha firmato poco fa un decreto con il quale, a partire da domattina, e per tutta la settimana, viene vietata la caccia e la pesca sportiva su fiumi e laghi, in relazione all’ondata di maltempo che ha iniziato a interessare il territorio.

La Polizia Provinciale e le Guardie Venatorie eserciteranno la massima sorveglianza per evitare violazioni della disposizione.

L’Assessorato all’Agricoltura sta contestualmente informando le Associazioni venatorie.

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