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Luca Gironi

Luca Gironi

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Utilizzo dei cani in ambito venatorio, firmato accordo tra Regione e Ente nazionale cinofilia

 

FIRENZE - Costruire un percorso condiviso e coordinato per migliorare, qualificare, specializzare l'utilizzo dei cani in ambito venatorio. E' questo il senso dell'accordo sottoscritto oggi a Firenze da Regione Toscana e Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana).

L'utilizzo di unità cinofile è importante per la Regione, nell'ambito delle sue competenze in materia faunistica e venatoria, e visto il possibile utilizzo dei cani nelle attività di caccia, di controllo faunistico e di monitoraggio delle specie selvatiche.

L'Enci, d'altro canto rappresenta in ambito nazionale il soggetto di riferimento per la cinofilia. L'Ente, sottoposto alla vigilanza del Ministero per le politiche agricole, ha lo scopo di tutelare le razze canine riconosciute pure,migliorandone ed incrementandone l'allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l'impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi.

L'accordo, il primo del genere in Italia, prevede la realizzazione di numerose attività: l'organizzazione e la realizzazione di brevetti e abilitazioni per unità cinofile da impiegare in ambito faunistico venatorio, di monitoraggio faunistico o in operazioni di pubblica utilità; il miglioramento della qualità delle unità cinofile specializzate in ambito faunistico venatorio. E ancora il potenziamento delle opportunità per la formazione ed aggiornamento delle unità cinofile specializzate e, infine, l'individuazione di aree destinate alle prove, brevetti e/o abilitazioni, di livello nazionale ed internazionale, da affidare alla gestione di Enci.
(Massimo Orlandi - Toscana Notizie)

Primo bilancio della legge sugli ungulati, Remaschi: "Siamo sulla strada giusta"

FIRENZE - "I primi risultati della legge obiettivo sul contenimento degli ungulati ci dicono che siamo sulla strada giusta. Nel 2016, nonostante la legge sia stata attivata in ritardo in molte province, vi è stato un deciso aumento dei capi di cinghiale abbattuti (si è sfiorata quota centomila) e si è dato un primo contributo nel ridurre una popolazione che in Toscana è 4,5 volte superiore al normale e che ha creato gravissimi danni all'agricoltura".

E' questo il commento dell'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi ai primi dati, quelli relativi ai cinghiali, sulla legge 10 del 2016, approvata un anno fa per contenere la popolazione di cinghiali, caprioli, cervi e daini attraverso una intensificazione delle attività di caccia nelle aree agricole (quelle identificate come aree "non vocate").

Il dato più generale, quello sui prelievi complessivi di cinghiali effettuati in tutta la regione mostra un incremento netto rispetto agli altri anni con 93.306 capi abbattuti (erano stati 79.330 nel 2015 e 83.578 nel 2014 e 70.482 nel 2013). A questo dato vanno poi aggiunti i numeri delle aziende faunistiche di alcune province che ancora non sono pervenuti alla Regione.

"Alla fine il dato reale sarà di circa 100.000 capi – commenta Remaschi – un numero significativo specie in un anno ancora sperimentale e nel quale non sono state poche le difficoltà incontrate: basti pensare ai disagi sull'operatività degli Atc dovuti a varie cause (tra cui una sentenza della Corte Costituzionale) e ai ritardi nell'applicazione della legge che si sono registrati in diverse province: l'attivazione è arrivata nel migliore dei casi a giugno, ma in alcuni casi solo a settembre, pochi giorni prima dell'inizio della stagione venatoria".

"In così poco tempo – continua l'assessore - non si poteva certo risolvere un problema che esiste da venti anni. Ma si è cominciato a farlo avendo a disposizione una buona legge e grazie alla fattiva collaborazione dei cacciatori e delle associazioni di categoria".

Per Remaschi decisivi ai fini dei risultati attesi saranno i prossimi mesi: "La possibilità di fare caccia di selezione nei mesi in cui cominciano le semine, quindi da marzo in poi, potrà diminuire considerevolmente i danni alle colture. Ho la speranza, credo fondata, che questo potrà aiutare l' intero comparto agricolo a poter salvaguardare il frutto del proprio lavoro. La diminuzione degli ungulati permetterà anche di diminuire il numero degli incidenti sulle nostre strade che in troppi casi (una media di quasi 700 all'anno) sono correlati alla presenza di cinghiali e caprioli".

L'obiettivo della legge
Ma cosa prevede la legge n.10 del 2016? Il suo scopo, in un triennio, è quello di ridurre i conflitti generati dalla presenza di ungulati nelle aree antropiche, specie in quelle agricole, attraverso un incremento della pressione di caccia, in termini sia di entità dei prelievi, ma soprattutto di prolungamento dei tempi della caccia di selezione.

Il conflitto è generato da una presenza elevatissima di queste specie: le stime ci parlano di una popolazione di oltre 200.000 cinghiali e di almeno altri 240.000 tra cervi, daini, caprioli e mufloni per un dato che è fra i più alti d'Europa, secondo solo all'Austria, e che è almeno 4,5 volte superiore alla media italiana.

Con questa normativa si interviene per diminuire la densità di ungulati in determinate zone del territorio regionale, denominate "aree non vocate". Queste zone coincidono con le aree agricole della Toscana (circa il 30 % del territorio). In queste aree, dove vi sono vigneti, oliveti, seminativi , vengono concentrati gli interventi, soprattutto per il cinghiale. Nel restante territorio (boschi, pascoli, terre incolte) viene mantenuta una gestione conservativa delle specie ungulate, in modo che esse siano in equilibrio con l'ambiente: in quest'ultime aree, quindi, non vi sono particolari mutamenti gestionali a seguito della legge obiettivo.

La caccia al cinghiale nelle aree "non vocate": primi risultati
Il prelievo di capi previsto dalla legge obiettivo è iniziato tra giugno e settembre del 2016: la prima Atc a partire è stata Firenze (15 giugno), l'ultima Grosseto (17 settembre).

Dall'estate quindi è diventata operativa la parte più innovativa della legge, quella relativa al prelievo nelle aree non vocate attraverso la tecnica della "selezione". Per potervi partecipare ogni cacciatore ha dovuto richiedere l''abilitazione attraverso specifici esami (comprendenti anche una prova di tiro). I 9.000 cacciatori che hanno superato l'esame hanno poi potuto effettuare le proprie uscite di caccia ( ogni volta che esce il cacciatore deve darne comunicazione). La caccia di selezione ha portato, sino al 31 dicembre 2016, all'abbattimento di 4.581 cinghiali.

Ma per avere il dato complessivo degli abbattimenti nelle aree non vocate a questo dato dobbiamo aggiungere altre due voci: il cosiddetto prelievo di "controllo" cioè effettuato esternamente all'attività venatoria dietro autorizzazione della Regione (e con il quale sono stati abbattuti altri 9.927 capi) e la caccia "in forma singola, girata e braccata" (6.653 capi abbattuti) effettuata nelle stesse aree non vocate durante il normale periodo della stagione venatoria.

Complessivamente dunque il totale dei cinghiali abbattuti nelle aree non vocate, tra caccia di selezione, prelievo in controllo e caccia in forma singola è stato di 21.161.

Se a questa cifra, 21.169, si aggiungono i 72.145 prelievi avvenuti in area vocata (quindi nelle aree delle attività più tradizionali di caccia) si ottiene il dato generale di 93.306 abbattimenti nel 2016.
(Massimo Orlandi- Toscana Notizie)

TOSCANA: OGGI LA CONFERENZA STAMPA PER ILLUSTRARE I PRIMI BILANCI DELLA LEGGE SUL CONTENIMENTO DEGLI UNGULATI

Tempo di primi bilanci per la legge obiettivo per la gestione degli ungulati. A un anno esatto dalla sua approvazione, sono disponibili i primi risultati della norma voluta per contenere la popolazione di cinghiali, caprioli e daini, al fine di ridurre i danni generati dalla presenza in sovrannumero di queste specie soprattutto per l'agricoltura.

I dati saranno illustrati e commentati dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi nel corso di una conferenza stampa in programma oggi, giovedì 23 febbraio, a Firenze, ore 12:30, nella sala stampa della giunta regionale, Palazzo Strozzi Sacrati, Piazza Duomo 10.
(Massimo Orlandi - TOSCANA NOTIZIE)

Novità per il tiro a volo: Fausti presenta XF4

  • Pubblicato in Le Armi

Fausti ritorna sulla scena internazionale con XF4, una nuova prestigiosa proposta per il mondo delle competizioni.
XF4 è un vero “outsider”, un sovrapposto pronto a cambiare le regole dello stile in pedana offrendo al tiratore la possibilità di affrontare tutte le discipline sportive, dallo Sporting allo Skeet, dalla Fossa all’Elica, con un fucile dedicato campione di qualità ed eleganza, due elementi che non sempre si vedono insieme sulle rastrelliere dei campi da tiro.
Declinato in tre diverse varianti a scelta, con il nome del modello dorato, argentato o semplicemente nero, XF4 si distingue oltre che per il colore “Nero profondo” con protezione antiriflesso anche per il profilo unico, slanciato e ribassato della nuova bascula “Round Body” ridisegnata nei volumi e nelle forme espressamente per questo modello dai designer e dagli ingegneri di Fausti per garantire, oltre all’unicità della linea da top di gamma, una robustezza ed una affidabilità ineguagliabile.
La bascula tonda viene costruita partendo da un blocco di acciaio forgiato, cementato e temprato ed è equipaggiata con la chiusura brevettata “Four Locks”, caratteristica che da sola differenzia un fucile Fausti dai modelli di massa dei competitors e che proprio nell’uso intenso in allenamento e in gara si esalta.
L’upgrade rispetto ai precedenti modelli da competizione di Fausti coinvolge anche il sistema di scatto reso più preciso e pronto nell’assecondare le dinamiche del tiratore il quale grazie anche all’ergonomia della calciatura regolabile e alla resa balistica delle canne testate e certificate potrà trovare subito l’assetto ed il feeling ideale per acquisire performance di livello.
Il set di strozzatori speciali Fausti Choke aumenta la versatilità di questo fucile sportivo compatto, grintoso, stilisticamente innovativo e dal prezzo assolutamente competitivo.
I calibri previsti per XF4 sono quelli classici, il 12 e il 20 ai quali si aggiungono il 28 ed il .410. Con Fausti XF4 l’esperienza di tiro diventa un piacere per tutti quei tiratori e quelle tiratrici che ricercano in un prodotto italiano l’eccellenza in tutte le sue espressioni, meccaniche ed estetiche.

TIPO SOVRAPPOSTO
CALIBRO 12 - 20 - 28 - 410
CAMERA 70 - 76
CANNE 71 - 76 - 81
STROZZATURE FISSA - FAUSTI XPRO
BASCULA

BOX LOCK ROUND BODY- FINITURA NERO PROFONDO

MECCANISMO MONOGRILLO - MONOGRILLO SELETTIVO- ESTRATTORI AUTOMATICI
CALCIO REGOLABILE A PISTOLA - IN NOCE (TIPO 3A) - FINITO A OLIO - CALCIOLO IN GOMMA
ASTA TONDA O SEMI-CASTORO
INCISIONE LASER
VALIGETTA ABS VL 320 ARGENTO
PREZZO Euro 3.250,00 + IVA

NASCE HORIZON: FRANCHI AMPLIA IL SUO ORIZZONTE

  • Pubblicato in Le Armi


Horizon è la nuovissima carabina Bolt Action di Franchi, la prima carabina di Franchi. La caccia si sta evolvendo, in Italia e non solo, verso la selvaggina ungulata e Franchi non si fa trovare impreparata allestendo una carabina moderna e versatile, adatta per chi comincia con la caccia di selezione, per chi la pratica già da tante stagioni oppure si misura con il bersaglio a 200 e 300 metri.
Franchi Horizon è una carabina di costruzione semplice, di robustezza a tutta prova, con calciatura in polimero caricato con fibra di vetro, innovativa nelle linee e molto ergonomica secondo lo stile Exclusive Style, comune alle altre linee di prodotto Franchi. Una “F” arancione è stampata sulla coccia.
Unica azione per i calibri .243 Remington, .270 Winchester, .30-06 Springfield, .308 Winchester e .300 Winchester magnum.
Canna e otturatore a tre alette, progettati con le tecniche più moderne, sono ricavati dal pieno a controllo numerico.La calciatura della Horizon è fissata da due viti con boccole, mentre un efficace bedding in alluminio interagisce con una doppia sede ricavata nell’azione. 

Gli attacchi per le basette dell’ottica hanno filettatura tipo Remington700. La canna, lavorata con precisione per rotomartellatura a freddo e flottante, è lunga 560 mm che salgono a 610 mm per il solo .300. Disponibile con mire metalliche o completamente liscia, ha volata arrotondata da 15,5 mm con filettatura da 1/2 pollice e coprifiletto. Serbatoio da 3 a 4 colpi con molla in lamiera e fondello in polimero.

Scatto diretto regolabile da 900 a 1.800 grammi, disponibile lo stecher. La Franchi Horizon ha sistema di riduzione del rinculo con calciolo TSA_ADV di tre spessori, peso di 2.990 grammi. Rosata di 1 MOA a 100 metri, 7 anni di garanzia sulle parti meccaniche.
Fondata nel 1868, Franchi è oggi parte del prestigioso Gruppo Beretta e rappresenta una solida realtà in costante sviluppo.
Quasi 150 anni di passione, ricerca, sviluppo, energie profuse al fianco di clienti e amici, danno in ogni momento la stessa carica e la stessa voglia che ogni cacciatore amante del proprio stile di vita ritrova, iniziando una nuova giornata nella natura.
Dal 2011 Franchi si propone sul mercato con un’immagine moderna e dinamica, con una gamma prodotti perfettamente adeguata al cacciatore contemporaneo.
Franchi si prefigge l’obbiettivo di offrire al mercato fucili semiautomatici, sovrapposti, doppiette e carabine sempre “adatti” dal punto di vista ergonomico, balistico e meccanico all’azione di caccia. Per questo il motto di Franchi è “Feels Right”!

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