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Luca Gironi

Luca Gironi

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Emilia Romagna: presentato alle Associazioni il nuovo Piano Faunistico Venatorio

Comincia a prendere la sua forma definitiva il Piano Faunistico Venatorio dell'Emilia Romagna. Soddisfazione da parte del mondo venatorio per come si sta sviluppando la stesura definitiva. Nodi fondamentali la gestione della selvaggina stanziale, le modalità di accesso alla caccia e la gestione del cinghiale.

http://www.lugonotizie.it/articoli/2018/09/05/caccia.-piano-venatorio-associazioni-chiedono-pi-controlli-e-risarcimenti-adeguati-a-agricoltori.html

Lepre 1

FEDERCACCIA UMBRIA: IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE IL PRELIEVO DI CERVIDI E BOVIDI, REGOLARI TUTTE LE ALTRE FORME DI CACCIA

Apprendiamo che il Consiglio di Stato, nel corso della seduta di ieri 6 settembre 2018, ha esaminato e respinto l’appello della Regione Umbria avverso l'ordinanza di sospensiva emessa dal Tar lo scorso luglio, relativa al ricorso numero 302 proposto dal Wwf. Come associazione venatoria costituitasi ad adiuvandum della Regione Umbria, al pari di tutte le altre consorelle, non possiamo nascondere la nostra perplessità riguardo tale decisione, che di fatto legittima la sospensiva sancita dal Tar in attesa che lo stesso Tribunale amministrativo regionale si pronunci nel merito, il prossimo 9 dicembre.

Pertanto, il prelievo selettivo di cervidi e bovidi rimane vietato fino al prossimo 30 settembre. Il calendario venatorio vigente prevede poi uno stop fino al 6 gennaio 2019. Dal giorno seguente, 7 gennaio, il prelievo di cervidi e bovidi dovrebbe riprendere per concludersi il 15 marzo.

Come Federcaccia Umbra, in attesa di conoscere le motivazioni che hanno condotto il Consiglio di Stato a confermare la sospensiva del Tar, non possiamo far altro che constatare l'esistenza di criticità impugnabili da chi, come nel caso del ricorso 302, non è certo vicino al nostro mondo né alla ruralità. Sotto questo aspetto, ci siamo già attivati con la Regione per rimuovere tali criticità, onde consentire a tutti gli appassionati cacciatori di selezione di poter svolgere la loro disciplina venatoria a partire dal prossimo gennaio. D'altro canto, il Consiglio di Stato ha spazzato via i dubbi residui - se mai ce ne fossero ancora stati - in merito a tutte le altre forme di caccia, che sono legittime sia nella forma sia nella sostanza. Domenica prossima, pertanto, i cacciatori umbri potranno dedicarsi alla seconda giornata di preapertura, in attesa dell'apertura generale del 16 e dell'apertura della caccia al cinghiale del 6 ottobre.

La sospensiva, in estrema sintesi, riguarda solamente gli abbattimenti selettivi di cervidi e bovidi, e non il calendario venatorio nel suo insieme come insinuato, per settimane, dalla stessa associazione ricorrente, il Wwf. Ai nostri associati, ma in generale a tutti i cacciatori, raccomandiamo il rispetto delle regole e la massima collaborazione in caso di controlli, anche da parte dei volontari della suddetta associazione. Il cui personale, lo ricordiamo, è tenuto ad esibire il tesserino di riconoscimento completo di decreto prefettizio prima di eseguire qualsiasi attività. In bocca al lupo a tutti.

Ufficio Stampa Federcaccia Umbra

Arci Caccia Abruzzo: Presentazione del Rapporto Orso Marsicano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

L’evento è stato organizzato in una cornice suggestiva come Scanno, ed è stato molto partecipato, in un clima di ottimismo, dovuto al fatto che probabilmente le tante iniziative messe in campo negli ultimi anni ed i tanti sforzi fatti, iniziano a dare risultati, per la prima volta per due anni consecutivi i censimenti dei nuovi nati supera la mortalità, a tal proposito mi sento di ringraziare e fare i complimenti a tutti coloro che si sono impegnati per far si che ciò accadesse.

ARCI Caccia, come rappresentante dei cacciatori, profondi conoscitori dei territori frequentati dall’orso, ha dato massima disponibilità a qualsiasi forma di collaborazione.

Credo che il raggiungimento dei risultati sia stato possibile anche grazie alla collaborazione dei cacciatori ed al rispetto delle leggi e dei regolamenti molto restrittivi per l’attività venatoria nelle zone frequentate dall’orso.

Auspico che la collaborazione ed il corretto comportamento dei cacciatori contribuisca a superare pregiudiziali ideologiche e a dare una immagine positiva della nostra categoria che troppo spesso nella nostra regione, e non solo, viene diffamata e screditata ingiustamente per interessi di bottega di una parte del mondo animalista.

L’ARCI Caccia si conferma in Abruzzo nel suo ruolo trainante, teso a costruire un solido rapporto con gli agricoltori, gli allevatori, la società civile, le nuove generazioni. La voce ufficiale del Comitato Regionale ARCI Caccia d’Abruzzo rifuggendo da quanto sterile e facile demagogia, impegna tutta l’associazione alla buona gestione della fauna selvatica.

Per questo obiettivo si devono ritrovare i cacciatori tutti senza divisioni di pratiche venatorie e interessi.

 

Massimiliano di Luca

 

Presidente Regionale Arci Caccia Abruzzo

CACCIA DI SELEZIONE: L'ARMA SECONDO MARCO BENECCHI 3° PARTE

Questo vi garantirà nel tempo un accoppiamento che non ha niente da invidiare ad un attacco saldato a stagno, e allo stesso tempo, con un piccolo sforzo, potrete rimuovere gli attacchi velocemente, magari per sostituirli o per qualsiasi altro ancora. Innestare nei relativi incastri gli anelli è molto facile, e a questo punto al posto dell’ottica monterete la vostra brava barra pilota, serrando a “morte” le viti che stringono gli anelli e di quelle che li bloccano lateralmente. Se potete disporre di un martello di gomma dura potrete dare qualche colpo delicato sugli anelli per cercare di eliminare una eventuale tensione anomala, ricontrollando spesso il serraggio delle viti. Infine, lascerete il tutto così come è per riprendere l’arma l’indomani e finalmente sostituire la barra rigida con la delicata e preziosa ottica di mira, solamente rimuovendo i semianelli superiori. Non voglio consigliare né la marca né tantomeno l’ingrandimento del cannocchiale, perché richiederebbe uno studio a parte, non certo facile da risolvere. A puro titolo informativo personalmente ho sempre usato, e sempre utilizzerò, per tutte le forme di caccia dal cinghiale in bosco al camoscio in montagna, a tutte le distanza dei variabili 3 – 12 x 50. Se avrete lavorato bene, il tubo si adagerà nei semianelli come in una culla e una volta controllata, con vari sistemi come filo a piombo, livella a bolla, ecc la perpendicolarità del reticolo e la giusta distanza dall’occhio, che di solito coincide tra oculare e calcio a circa 28-29 cm, serrate le viti “trattate” con il frena filetto, senza problemi.

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Gli attacchi delle migliori marche consentono aggiustamenti in deriva e questo è un accorgimento molto utile, perché vi permette di regolare il reticolo sul piano orizzontale con pochissimi “ Click “ micrometrici, mantenendo le molle del reticolo autocentrante, almeno su quel piano, in posizione neutra. Adesso che l’arma è pronta, affinché possa diventare la vostra fedele compagna, dovrete procurargli una buona e congrua dotazione di cartucce tutte tassativamente uguali. Anche per il calibro, il tipo ed il peso delle palle, vale lo stesso discorso delle ottiche; è una scelta soggettiva di ogni singolo cacciatore in base alle proprie esigenze e/o preferenze personali. Spero che per la caccia di Selezione vengano utilizzati calibri idonei e non esasperati. Molto importante è invece provare più tipi di cartucce per vedere quali sono maggiormente gradite dalla vostra arma e che meglio vengono stabilizzate dalla sua rigatura. Vi accorgerete che spesso è l’arma che decide quale palla sparare e non Voi!! Scelta la munizione, che può essere originale oppure ricaricata, sarà bene farne una buona scorta, controllando in particolare che il numero di “lotto” sia uguale su tutte le scatole. Una volta che il complesso arma, ottica e munizione è perfezionato, non vi rimane altro da fare che consumare un certo numero delle vostre preziose cartucce per prendere confidenza con la carabina e per allenarsi a sparare, sempre con un buon appoggio: verso l’alto, verso il basso, contro sole e con vento trasversale, insomma in tutte le condizioni che potrebbero presentarsi ogni volta che andrete a caccia. Sono convinto che con poca pratica, e in breve tempo, anche chi era abituato a tirare esclusivamente d’imbracciata con la doppietta, a tordi e fagiani, potrà colpire nel punto giusto un capriolo che è appena uscito dal bosco abbattendolo correttamente, in modo netto e pulito. E’ anche questo uno dei motivi perché dobbiamo sforzarci di usare una carabina il più possibile precisa ed affidabile.

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