Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Luca Gironi

Luca Gironi

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Veneto: La SIPS, insieme alle associazioni venatorie, scrive alla Regione sulle attività cinofile

Fiesso d’Artico (VE), 18 / 07 /2018

Egregio Dott. Giuseppe Pan assessore alla Caccia Pesca ed Agricoltura della regione Veneto, in qualità di Presidente Pro Tempore della Società Italiana Pro Segugio del Veneto, in nome e per conto di tutti i Nostri Soci, con I’appoggio di tutte le Associazioni Venatorie del Veneto, con la presente intendo evidenziare ancora una volta lo stato di arretratezza in cui versa la cinofilia nell’impianto norrnativo della nostra Regione, soprattutto se la poniamo in un piano di confronto diretto con Regioni a noi confinanti quali Emilia Romagna e soprattutto Lombardia, Regione che, al contrario della nostra ha saputo nel tempo conferire attraverso nonne e regolamenti un aspetto di modernità tutela e promozione dell’attività cinofila. Ci permettiamo di osservare che l’attività cinofila, anche e non solo connessa e collaterale all’attività Venatoria, è in primo luogo un’attività che tende alla tutela del benessere animale e alla promozione di cultura ed etica.
Un cane bene educato è sempre una garanzia di tutela per sé stessi e per la collettività, ed un’attività cinofila ben congeniata è da sempre portatrice di principi etici che vcngono trasferiti in ambiti ad essa connaturati.
Ad oggi, di fatto, nel Veneto non possiamo parlare di attività cinofila se non limitata a tempi e spazi gravemente insufficienti.
Ci permettiamo pertanto di allegare una serie di proposte articolate circostanziate, molte delle quali ereditate da esperienze decennali di Regioni a noi vicine, che riteniamo possano finalmente portare anche il Veneto a raggiungere una tutela dell’attività cinofila degna di essere definita tale.
In estrema sintesi, ma senzr presunzione di completezza, chiediamo di considerare le seguenti proposte:
– Individuazione di aree, anche all’interno di Parchi Regionali, dove sia consentita l’attività di Addestramento, allenamento e Prove cinofile, previo parere ed in accordo con gli Enti Gestori, non che all’interno di aree contenute nella Rete Natura 2000, ZPS e SIC, sempre in ottemperanza delle disposizioni che regolamentano I’attività cinofila e con opportuna valutazione di incidenza ambientale.
– Consentire e promuovere I’attività cinofila in tutte le aree demaniali e zone ad agricoltura marginale.
– Istituzione in sede di PFV di Zone adibite ad Addestramento ed Allenamento cani per una superficie
non inferiore al So/o del TASP in ciascun A.T.C. che non ha trovato in passato accoglimento in termini di legittimità in quanto proposta al di fuori dell’impianto normativo del PFV’
– possibilità per un solo conduttore di condurre una muta di cani da seguita riconosciuta ed abilitata ENCI valida per l’addestramento, l’allenamento, ed il prelievo venatorio della lepre così come da molti anni già consentito in altre Regioni.

Firmano la lettera Federcaccia, Arcicaccia, Anuu, Enalcaccia, ANLC, Confavi ed EPS

Arci Caccia Lombardia: sui Tesserini Regionali 2018, l’ennesimo pasticcio.

La distribuzione dei Tesserini Regionali è regolato dall’ art. 22 della L.R. 26/93 dove si dice che “il tesserino può essere recapitato al domicilio del cacciatore, secondo modalità….”

Nonostante un ordine del giorno approvato alla fine della scorsa legislatura in Consiglio Regionale, che auspicava l’invio del tesserino al domicilio del cacciatore, e del quale l’attuale Assessore regionale alla caccia era fra i promotori, sta di fatto che anche quest’ anno la Regione ha scelto di demandare la distribuzione agli UTR, i quali, a loro volta, a seconda del caso, si avvalgono degli ATC/CA o dei Comuni che hanno dato la loro disponibilità. Alcuni Comuni a loro volta delegano questo compito ad altri soggetti, quasi sempre referenti di una associazione venatoria, dai quali il cacciatore, anche se di altra associazione, si deve recare per ritirare il documento. Tralasciando per un attimo le peripezie per sapere posto ed orari in cui avviene la distribuzione, vorremmo sottolineare che il tesserino regionale è a tutti gli effetti un documento personale contenente tutti i dati sensibili del cacciatore, gruppo sanguigno compreso, e quindi dovrebbe essere rilasciato da un pubblico ufficiale. Quindi la delega dovrebbe fermarsi al Comune. Tanto più che le “Istruzioni per la distribuzione dei tesserini…..” emanate dalla Regione, assegna all’incaricato della distribuzione il compito di correggere eventuali errori di stampa riscontrati (es. dati anagrafici, numeri della licenza di caccia e date….) Tenuto conto dei numerosi errori riscontrati, un bel lavoro che la Regione scarica gratuitamente sul “distributore finale”. Ma a tutto c’è rimedio ed è cosi che in un Comune bresciano “il distributore finale” al cacciatore che ritira il tesserino chiede un balzello di un Euro e cinquanta.

La cosa che più infastidisce però è il trattamento che ancora una volta viene riservato al cacciatore al momento del ritiro per l’eccesso di controlli a cui viene sottoposto, una inutile vessazione rivolta a chi esercita l’attività venatoria.

Sempre dalle “Istruzioni per la distribuzione…”:

Il cacciatore deve presentare originale o copia del documento di identità. Originale della licenza di caccia in corso di validità. I versamenti delle tasse governative e regionali. In Regione forse non sanno che il libretto di porto d’armi per uso caccia è esso stesso un documento di identità? E per il resto non si poteva ricorrere all’autocertificazione?

Ivan Moretti: Presidente regionale ARCI-Caccia

Sisto Dati, Vice Presidente ANLC, scrive a Marco Ramanzini, addetto stampa FIDC

Riceviamo la richiesta di pubblicare questa lettera dal Vice Presidente Vicario ANLC Sisto Dati, ovviamente saremo lieti di ospitare repliche da parte del destinatario.

Lo Staff di Cacciando.com

Riceviamo e pubblichiamo:

"Quando si arriva ad offendere e negare il contraddittorio sui social....  vuol dire che si è perso il lume della ragione, e non si hanno argomentazioni valide per sostenere una discussione.

Marco Ramanzini ha risposto ad un mio commento definendomi "stupido", solo per aver sottolineato che sul calendario della regione Marche era
arrivato secondo, come spesso accade.

Non solo, ma dopo alcuni scambi di battute in cui gli ho ribadito che personalmente non mi sono mai sognato di dare dello stupido a nessuno,
mi ha cancellato dalle sue amicizie di facebook.

Tipico delle persone per nulla abituate al confronto. Come meravigliarsi poi....assomiglia perfettamente all'Associazione Venatoria nella quale
milita, da sempre arrogante con chiunque pensa che la politica delle “ritirate strategiche” di fronte ai continui attacchi degli anticaccia dimostri scarsa combattività nel difendere i cacciatori.

La reazione di Ramanzini tradisce infatti tutto il nervosismo ed il rosicamento nei confronti di Libera Caccia che ogni anno aumenta soci (il dato ad oggi, rispetto al 2017 ci riempie di soddisfazione: +25%) a differenza dell’ Associazione Venatoria di Ramanzini che, a nostro sapere, perde tesserati in maniera esponenziale.

Infatti, da un personaggio che si occupa di caccia come addetto stampa e rappresenta perciò la sua Associazione, non si accettano certi comportamenti, per di più nei confronti del Vicepresidente Vicario di un'altra associazione venatoria che rappresenta la seconda realtà in campo Nazionale.

Io mi occupo di caccia senza stipendio, ci metto tutta la mia esperienza di una vita e tutta la passione e la forza di cui dispongo, sono nel pieno diritto di esprimere una opinione, tra l’altro di dire una verità, ma a Ramanzini, impegnato a dimostrare febbrilmente in pieno tesseramento che la sua Associazione, forse si è svegliata, le verità non piacciono. Non si guarda al bene dei cacciatori: si storce solo naso e bocca perché la Libera Caccia, nella vicenda delle Marche come quella del Piemonte e tantissime altre, si dimostra più combattiva ed incisiva, ottiene risultati e attrae moltissimi nuovi soci. Questo disturba, e quindi si cancellano gli “amici” o conoscenti di FB solo perché, in maniera ironica e con bacioni finali (non ho mai sentito dire che un bacione fa male a qualcuno) esprime il suo concetto.

Continua così caro Ramanzini, grazie a gente come te la mia associazione continua a crescere in tutta Italia. Un bacione

Sisto Dati

Vicepresidente Nazionale Vicario ANLC"

Toscana: approvata la delibera della preapertura

Anche in Toscana arriva la delibera della preapertura, che alleghiamo a seguire. Si caccerà nei giorni 1 e 2 settembre per l’intera giornata. Il primo giorno, sabato, si cacceranno storno, tortora (Streptopelia turtur), colombaccio, merlo, gazza, ghiandaia e cornacchia grigia da appostamento fisso o temporaneo e gli acquatici (germano, alzavola e marzaiola) solo da appostamento fisso nei laghi artificiali. Nella giornata di domenica, invece, si potranno cacciare solo storno e corvidi, sempre da appostamento fisso o temporaneo.

LA GIUNTA REGIONALE

Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”;

Vista la legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 di recepimento della legge 157/1992;

Vista la legge regionale 10 giugno 2002, n. 20 inerente il calendario venatorio regionale;

 

Viste la deliberazione della Giunta regionale n. 767 del 09/07/2018, relativa all’approvazione del calendario venatorio regionale 2018-2019;

Considerato che l’art. 8, comma 1, della l.r. 20/2002 prevede che la Giunta regionale può consentire, nel rispetto del piano faunistico venatorio, nel primo giorno utile di settembre e nella domenica successiva la caccia da appostamento alle seguenti specie: tortora, colombaccio, merlo, gazza, ghiandaia, cornacchia grigia.

 

Considerato altresì che ai sensi della predetto articolo 8, comma 1 della l.r. 20/2002, la Giunta Regionale può altresì consentire, nelle suddette giornate, la caccia solo da appostamento fisso all’alzavola, al germano reale e alla marzaiola nei laghi artificiali o altre superfici allagate artificialmente;

Considerato che ai sensi del predetto articolo 8 della l.r. 20/2002 nei giorni di apertura anticipata della caccia il prelievo giornaliero del colombaccio non può superare i cinque capi, del merlo da appostamento temporaneo non può superare i quattro capi e per i palmipedi non può superare i quattro capi complessivi;

Considerato che ai sensi del predetto articolo 8 della l.r. 20/2002, la Giunta regionale individua gli orari di caccia e i territori ove questa può essere svolta, nel rispetto dell’arco temporale di cui all’articolo 18 comma 2 della l. 157/1992;

Vista la deliberazione della Giunta regionale del 16 giugno 2008, n. 454 “D.M. 17.10.2007 del Ministero Ambiente e tutela del Territorio e del Mare – Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione (ZSC) e zone di protezione speciale (ZPS) – Attuazione”, ed in particolare l’allegato “A” che vieta in tutte le ZPS l’effettuazione della preapertura dell’attività venatoria, con l’eccezione della caccia di selezione agli ungulati;

Considerate le richieste pervenute dai presidenti degli ATC Pistoia 11 e Firenze 5, di non consentire l’apertura anticipata da appostamento fisso all’alzavola, al germano reale e alla marzaiola nei laghi artificiali o altre superfici allagate artificialmente, relativamente al territorio di propria competenza;

Visto il d.p.g.r. 05 settembre 2017, n. 48/r (Regolamento di attuazione della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 – recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”;) ed in particolare l’articolo 5 che autorizza l’esercizio della caccia anticipata alla selvaggina migratoria esclusivamente nell’ATC di residenza venatoria;

Vista la Delibera della Giunta Regionale n. 629 del 11/06/2018 “L.157/92 art.19 bis e L.R. 3/94 art.37 quater – Autorizzazione caccia in deroga della specie Storno (Sturnus vulgaris) su tutto il territorio regionale”, che contempla la possibilità di effettuare il prelievo nelle giornate di apertura anticipata della caccia;

Considerato che nell’Allegato B “Periodi di caccia al cinghiale in braccata 2018/2019” del calendario venatorio regionale, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 767 del 09/07/2018, relativamente al comprensorio Massa 13, è stata riportata erroneamente la data “Dal 1° ottobre 2018 al 31 dicembre 2019”;

Visto l’Allegato B “Periodi di caccia al cinghiale in braccata 2018/2019” del calendario venatorio regionale, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 767 del 09/07/2018, che relativamente al comprensorio Firenze Prato 4 e Firenze Sud 5, riporta la seguente data: “Dal 15 ottobre 2018 al 15 gennaio 2019”.

Viste le richieste di variazione delle date dei periodi di caccia al cinghiale in braccata pervenute dalle associazioni venatorie e dall’Atc, che per una miglior organizzazione del prelievo sulla specie cinghiale nel Comprensorio Firenze Prato 4 e Firenze Sud 5, indicano la seguente data: “Dal 13 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019”.

Ritenuto opportuno variare la data riportata nell’Allegato B “Periodi di caccia al cinghiale in braccata 2018/2019” del calendario venatorio regionale, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 767 del 09/07/2018, relativamente al comprensorio Firenze Prato 4 e Firenze Sud 5, sostituendola con la seguente data: “Dal 13 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019”.

a voti unanimi

DELIBERA

1) di consentire la caccia da appostamento il giorno sabato 1 settembre 2018, dalle ore 6,00 alle ore 19,00 (ora legale) alle specie: storno, tortora (Streptopelia turtur), colombaccio, merlo, gazza, ghiandaia e cornacchia grigia su tutto il territorio a caccia programmata e nelle Aziende Faunistico Venatorie della Regione Toscana;

2) di consentire la caccia esclusivamente da appostamento fisso, nei laghi artificiali e nelle superfici allagate artificialmente, il giorno sabato 1 settembre 2018, dalle ore 6,00 alle ore 19,00 (ora legale) alle specie: alzavola, germano reale e marzaiola, sul territorio a caccia programmata della Regione Toscana e nelle Aziende Faunistico Venatorie;

3) di consentire la caccia da appostamento il giorno domenica 2 settembre 2018, dalle ore 6,00 alle ore 19,00 (ora legale) alle specie: storno, gazza, ghiandaia e cornacchia grigia, su tutto il territorio a caccia programmata e nelle Aziende Faunistico Venatorie della Regione Toscana;

4) che relativamente al territorio a caccia programmata la caccia nelle predette giornate sia comunque consentita nel solo ATC di residenza venatoria;

5) che relativamente alla caccia sulla specie storno, ai sensi della Deliberazione della Giunta Regionale n. 629 del 11/06/2018, valgono le seguenti limitazioni:

a) il prelievo può essere eseguito esclusivamente a una distanza non superiore a 100 metri da vigneti, uliveti e frutteti aventi frutto pendente e nei terreni in cui sono in atto sistemi dissuasivi incruenti a protezione delle colture;
b) è vietata la vendita dei soggetti prelevati;
c) sono vietati i richiami della specie.

6) che, ai sensi di quanto disposto dalla l.r. 3/94, art. 28 comma 9 bis, tutti i capi abbattuti debbono essere annotati nella specifica sezione del tesserino venatorio regionale, subito dopo l’abbattimento accertato;

7) che le giornate di apertura anticipata individuate dal presente provvedimento non sono consentite all’interno delle ZPS (zone di protezione speciale) e nelle ulteriori aree specificatamente indicate nel calendario venatorio 2018-19 di cui alla predetta Delibera della Giunta Regionale n. 767 del 09/07/2018.

8) che nell’Allegato B “Periodi di caccia al cinghiale in braccata 2018/2019” del calendario venatorio regionale, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 767 del 09/07/2018, relativamente al comprensorio Massa 13, sia sostituita la data riferita al periodo di caccia “Dal 1° ottobre 2018 al 31 dicembre 2019 con la seguente: “Dal 1° ottobre 2018 al 31 dicembre 2018”;

9) che nell’Allegato B “Periodi di caccia al cinghiale in braccata 2018/2019” del calendario venatorio regionale, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 767 del 09/07/2018, relativamente al comprensorio Firenze Prato 4 e Firenze Sud 5, sia sostituita la data riferita al periodo di caccia “Dal 15 ottobre 2018 al 15 gennaio 2019” con la seguente: “Dal 13 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019”.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul BURT ai sensi degli articoli 4, 5 e 5 bis della l.r. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art.18 della l.r. 23/2007.

 

Segreteria della Giunta

Il Direttore Generale
ANTONIO DAVIDE BARRETTA

Il Dirigente Responsabile
PAOLO BANTI

Il Direttore
ROBERTO SCALACCI

CCT: SULLA CACCIA DI SELEZIONE AL CAPRIOLO, COME USCIRE DALLO STALLO?

Il Tar della Toscana sezione seconda con decreto. N. 00483/2018 REG.PROV.CAU.N. 01127/2018 REG.RIC. ha decretato la sospensione del prelievo in caccia di selezione di femmine e piccoli di Capriolo di cui alla deliberazione della Giunta Regionale Toscana n° 633 dell’ 11.06.2018. La sospensiva, con effetto immediato, blocca pertanto il prelievo in caccia di selezione di femmine e piccoli di Capriolo in quanto il Giudice Monocratico ha applicato il principio di cautela in attesa della discussione di merito prevista per il giorno 11 settembre. La sospensiva giunge a seguito del ricorso presentato da parte di URCA Nazionale, associazione ambientalista e trasversale, che ha deciso di impugnare la delibera approvata in giugno dalla Giunta Regionale Toscana che a suo tempo aveva raccolto alcune riserve per la mancata concertazione con le associazioni venatorie e per alcune criticità nel merito dei contenuti. In particolare si rileva, una mancata distinzione tra il prelievo in area vocata alla specie, fortemente ancorato a principi conservativi, da quello che si deve svolgere in area non vocata, dove il principio della conservazione deve necessariamente trovare il giusto, quanto necessario equilibrio con le esigenze di tutela delle produzioni agricole e con la prevenzione dei danni. Una maggiore definizione territoriale per l'articolazione del prelievo avrebbe probabilmente evitato una situazione di forte incertezza e contenzioso come quella che si sta verificando in queste ore. La parola ora passa alla Regione Toscana che ha il compito di trovare le necessarie ed urgenti soluzioni da mettere in campo per superare una situazione che mette in conflitto, e nell’ incertezza del diritto, larga parte del mondo venatorio, le ragioni degli agricoltori per la salvaguardia delle produzioni agricole e l’operato degli Ambiti Territoriali di Caccia. Pertanto è quanto mai urgente ristabilire le condizioni per un confronto preventivo con tutti i soggetti interessati, così come da tempo richiesto dalla Confederazione Cacciatori Toscani.

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura