Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Luca Gironi

Luca Gironi

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

TOSCANA: ACCOLTE LE PROPOSTE DI LIBERA CACCIA

 

C'è voluto un po' di tempo ma alcune delle richieste presentate da Libera Caccia Toscana e dai consorzi delle squadre del cinghiale degli ATC Fiorentini sono state accolte. La Libera Caccia Toscana ringrazia l'Assessore Remaschi, che si assunse il compito di perorare le richieste consegnategli nell'incontro del 26 settembre 2017 a Bagno a Ripoli, e tutta la Giunta Regionale Toscana.
Con l'approvazione della delibera 877 del 30/07/2018, che apporta delle modifiche sulle modalità del piano di controllo sulla specie cinghiale ai sensi dell'art. 37, si è ridotto il tempo necessario per attivare la braccata, infatti basterà che sia stato effettuato un solo altro tipo di intervento di contenimento, e non più cinque, è stato aumentato il numero dei partecipanti alla battuta da cinquanta a sessanta e, cosa molto importante, potranno essere usati cani non ancora brevettati e non iscritti all'Enci.
Spesse volte la nostra Associazione è stata critica nei confronti delle scelte adottate dall'Amministrazione Regionale in materia di Caccia, la legge Obbiettivo su tutte, ma siamo sempre pronti a riconoscere i meriti e plaudire le decisioni frutto di una giusta concertazione.
Con l'ultimo incontro effettuato in Regione è stato intrapreso un ottimo percorso che speriamo proseguirà con il prossimo del 29 agosto. Le cose da migliorare sono ancora molte, a partire da una VERA caccia di selezione al cinghiale, basata su censimenti, con piani di abbattimento suddivisi per periodi, per sesso e classi di età e con un fermo biologico, di almeno quattro mesi; sarebbe utile trovare il modo di poter effettuare, autorizzati dall'ATC, dei foraggiamenti limitati nel tempo e georeferenziati;
per ultimo, ma non meno importante, chiediamo l'innalzamento del numero dei componenti dei comitati di gestione a 20 persone. Questo per garantire una pluralità, che alla luce di ciò che è accaduto in alcuni ATC toscani, permetterebbe un miglior controllo e vigilanza.

Antonio Goretti

Umbria: l'assessorato regionale comunica sospensione caccia selezione al capriolo dal 12 agosto e fino a nuova disposizione

(aun) – perugia, 10 ago. 018 – “La caccia di selezione alle specie capriolo e daino è da ritenersi sospesa a partire dalla data del 12 agosto e fino a nuova disposizione”. È quanto comunica l’Assessorato regionale alla Caccia.

La comunicazione è stata inviata agli Ambiti territoriali di caccia di Perugia e Terni e alle associazioni venatorie regionali ricordando l’ordinanza del Tribunale amministrativo dell’Umbria sul ricorso presentato dal Wwf riguardo al calendario venatorio per la stagione 2018/2019 e il successivo decreto del Consiglio di Stato, a cui ha fatto appello la Regione Umbria, che ha rinviato alla Camera di consiglio del 6 settembre la discussione del merito.

Arci Caccia Lombardia sul commissariamento dell’ATC Unico di Brescia

Arci Caccia Lombardia, per bocca del suo Presidente Regionale Moretti, esprime viva preoccupazione non solo per il commissariamento dell’ATC, ma anche per le circostanze poco chiare in cui questo ha avuto luogo.

“Molto poco è trapelato delle circostanze che hanno portato al commissariamento, ARCI-Caccia non ha nessun rappresentante in quel consiglio e, visto il modo con cui sono state fatte lo scorso anno le nomine, devo dire che non me ne dolgo.
Federcaccia ha voluto, salvo qualche rara eccezione, e grazie soprattutto alla politica compiacente, il monopolio della gestione di tutti ATC e dei CA, ed ora se ne assuma tutte le responsabilità. I motivi per cui si è arrivati alla messa in minoranza del Presidente non sono così chiari. Pare di capire si tratti di divergenze sul programma di gestione. Che poi significa in che modo spendere la non indifferente somma messa in bilancio. La nostra preoccupazione riguarda solo il fatto che questa diatriba, tutta interna a Federcaccia, possa avere ripercussioni sul funzionamento dell’ATC e quindi adare a discapito dei cacciatori.
Non conosco nessuno dei dieci Consiglieri che compongono il Comitato di Gestione e quindi non posso esprimere giudizi ma una cosa su cui esprimo tutte le mie perplessità riguarda la scelta di Legambiente di esprimere il proprio rappresentante in seno al CdG dell’ATC Unico di concerto con tutte le associazioni animaliste e anti caccia presenti in Provincia di Brescia. Dopo il percorso intrapreso a livello nazionale dentro a “Fondazione UNA” ed ai vari progetti intrapresi anche con il mondo venatorio avrei preferito una scelta più meditata.”

Arci Caccia Toscana: Aspettando la preapertura

Arci Caccia Toscana, come tutte le Associazioni Venatorie, attende la pubblicazione della delibera della preapertura. Non sembrerebbero esserci sorprese, con una delibera che dovrebbe ricalcare quanto uscito negli anni precedenti. Anche noi, come le altre associazioni, abbiamo presentato le nostre osservazioni a questa delibera e al Calendario Venatorio. Alcune delle nostre proposte sono state accolte, come la modifica del calendario del cinghiale su Firenze, che con un anticipo di due giorni, permette di guadagnare un fine settimana e il ripristino dei tre mesi continuativi per la caccia in braccata. Per la preapertura, abbiamo chiesto l’immediato inserimento dello storno e la possibilità di cacciare nelle aree boschive anche da appostamento temporaneo, provvedimenti che dovrebbero essere andati in porto. Purtroppo, apprendiamo che non è stato possibile inserire piccione e tortora dal collare tra le specie oggetto di prelievo in deroga, per mancanza dei tempi previsti dalla normativa il primo e per mancanza di denunce di danni la seconda. Chiediamo quindi che la Regione, si attivi nei tempi previsti, almeno per la stagione venatoria 2019-20 e lanciamo un appello a cacciatori ed agricoltori perché vengano segnalati i danni da tortora, che sicuramente esistono, ma probabilmente finiscono confusi con quelli fatti dal piccione torraiolo. Chiediamo, inoltre, che la Regione, come chiesto dallo stesso Assessore Remaschi, ripristini il limite annuale per l’allodola a 100 capi annui, riteniamo, infatti troppo restrittivo il limite posto attualmente a 50 dalla delibera del calendario venatorio. Esprimiamo soddisfazione, infine, per l’accoglimento dei nostri suggerimenti per quanto riguarda le modifiche delle procedure di attivazione dei piani di controllo degli ungulati. Avevamo chiesto uno snellimento delle procedure che consentissero interventi più rapidi e ci sembra che la Regione, con l’ultima delibera, abbia provveduto in tal senso.

Arci Caccia Toscana

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura