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Luca Gironi

Luca Gironi

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FIDC UMBRA: SOSPENSIONE PREAPERTURA E PRELIEVO UNGULATI, PRONTA AD ENTRARE IN GIUDIZIO

Il presidente Di Marco: “Cacciatori penalizzati ingiustamente. Si discuta subito del merito”.

L’ordinanza del Tar dell’Umbria sul ricorso numero 302 proposto dal Wwf, che di fatto sospende la preapertura e gli abbattimenti degli ungulati, ci lascia a dir poco sconcertati. Non è pensabile, dal nostro punto di vista, che si vadano a colpire i cacciatori di una regione, l’Umbria, che ha emanato il calendario venatorio entro i tempi richiesti dalla legge nazionale 157/92, munendosi di tutti i pareri tecnico-scientifici per ogni singola specie oggetto di caccia e, malgrado tutto, riducendo i tempi della preapertura rispetto a numerose regioni italiane. La preapertura in Umbria, infatti, è prevista per una sola giornata a e mezza, ovviamente anche in questo caso con il parere favorevole dell’Ispra.

Riguardo i prelievi degli ungulati e i relativi piani di abbattimento dei tre Atc umbri, giova ricordare il fatto che il Piano faunistico venatorio regionale è tuttora vigente, poiché in prorogatio dal 2014. Si tratta dunque di uno strumento tuttora valido, come riconosciuto dagli stessi magistrati del Tar, anche se obsoleto come da noi più volte sottolineato. Ribadiamo, ancora una volta, l’urgenza di una ridefinizione radicale del Piano faunistico venatorio regionale, come previsto dalla legge nazionale 157/92. Al di là di questo inciso, tuttavia, sta di fatto che non esiste alcun elemento scientifico che possa mettere in dubbio la bontà del calendario venatorio umbro, compilato ed emanato nei crismi delle norme europee, nazionali e regionali oltreché dei dati forniti dalla scienza.

Assurda ci appare, ancora una volta, questa penalizzazione, questo attacco al mondo venatorio che da anni si avvale di tutti i percorsi scientifici attivabili, dei pareri degli organi ufficiali e – fatto non di poco conto – del lavoro impagabile dell’Ufficio Avifauna Migratoria della Federazione Italiana della Caccia. Ciononostante, la Regione Umbria aveva inteso limitare, prudenzialmente, la preapertura – come detto – ad una sola giornata e mezza: un provvedimento che non ha evidentemente inciso nelle valutazioni della magistratura amministrativa, la quale – oltre al danno la beffa – ha sospeso il calendario relativamente alla preapertura stessa e al prelievo degli ungulati, rinviando la discussione del merito alla data del 4 dicembre… Ciò significa penalizzare in ogni caso il mondo venatorio, riducendo il discutere ad un mero confronto giurisprudenziale e distaccando ancor di più i cittadini dalla burocrazia.

Chiediamo pertanto a gran voce che l’udienza per decidere nel merito venga anticipata a una data precedente il mese di settembre, oggetto del contendere, mentre annunciamo già da ora la nostra costituzione in giudizio ad adiuvandum al fianco della Regione. Domani mattina – 27 luglio – si terrà la seduta della Consulta faunistico-venatoria regionale: sentiremo dall’assessore Cecchini il punto della situazione e la solleciteremo ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per garantire il rispetto di un diritto costituzionale, una concessione riservata ai soli cittadini di comprovata onestà quali sono i cacciatori. Siamo già pronti, in tal senso, a coinvolgere anche il nostro ufficio legale nazionale.

Ambiente: Costa, al via tavolo Governo-Regioni

  • Pubblicato in Notizie

Si è tenuto il 26 luglio nella Sala Europa del ministero dell'ambiente un incontro tra il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa e gli assessori Regionali all'ambiente, alla presenza dei Sottosegretari Vannia Gava e Salvatore Micillo (vedi notizia precedente). Obiettivo del tavolo, quello di "avviare un confronto sui dossier ambientali prioritari e rinnovare il percorso partecipativo nell'interesse del Paese", ha spiegato il Ministro. "Sono certo- ha aggiunto Costa- che lavorando insieme troveremo soluzioni concrete".

Presenti all'incontro, tra gli altri, l'assessore all'ambiente della Sardegna Donatella Spano (coordinatrice della commissione ambiente della Conferenza delle Regioni) e il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (presidente della Conferenza delle Regioni.
Tra i temi principali dell'incontro: gestione dei rifiuti, bonifiche, economia circolare. In particolare, il Ministro Costa ha assicurato che si affronterà il prima possibile, a livello ministeriale, la questione dell'end of waste. "Questo tavolo - ha aggiunto il Ministro - è fondamentale per lavorare insieme, condividere i problemi, trovare le soluzioni, ma anche conoscere le migliori pratiche già attive e in corso".
Quanto all struttura Italia Sicura, il ministro il 25 luglio (davanti alla Commissione Ambiente della Camera per il seguito dell'audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero) aveva assicirato che l'azione sul dissesto idrogeologico già intrapresa "proseguirà con impegno uguale, e se possibile maggiore, nel consueto spirito di collaborazione con le Regioni, e lo potrà fare ancore meglio non appena il ministero avrà ricevuto le consegne tecniche e il quadro delle attività già svolte e in corso. Consegne che "dovrebbero avvenire entro questo fine settimana al massimo all''inizio della prossima settimana", aggiunge Costa sottolineando che "nell'intento di rafforzare l''azione del ministero, del Mattm, non si è inteso sopprimere la Struttura di Missione bensì si è ritenuto di non confermare un''entità decaduta con la cessazione del precedente governo le cui competenze si sovrapponevano a quelle ministero stesso con dispendio di energie e di risorse".

Erano presenti all'incontro:

Assessore Donatella Spano, Regione Sardegna, Coordinatore Commissione Ambiente ed Energia; Vice Presidente Fulvio Bonavitacola, Regione Campania; Assessore Antonietta Rizzo, Regione Calabria; Assessore Paola Gazzolo, Regione Emilia Romagna; Assessore Enrica Onorati, Regione Lazio; Assessore Giacomo Raul Giampedrone, Regione Liguria; Assessore Raffaele Cattaneo, Regione Lombardia; Assessore Nicola Cavaliere, Regione Molise; Assessore Alberto Valmaggia, Regione Piemonte; Assessore Federica Fratoni, Regione Toscana; Assessore Fernanda Cecchini, Regione Umbria; Assessore Gianpaolo Bottacin, Regione Veneto; Assessore Salvatore Cordaro, Regione Siciliana.

Umbria: l'Assessore Cecchini convoca la consulta per discutere la decisione del “tar” sul Calendario Venatorio

(aun) – perugia 26 lug. 018 – Con all’ordine del giorno un confronto sulle ricadute della decisione del Tar di sospendere le due preaperture della stagione venatoria in Umbria previste per i 2 e 9 settembre, l’assessore regionale all’Ambiente e alla Caccia, Fernanda Cecchini, ha convocato per il 27 luglio alle 12,30 nella sede regionale del Broletto a Perugia, una riunione della Consulta faunistico venatoria.

La decisione del Tar arriva in seguito a un ricorso contro la Regione Umbria e l’ISPRA presentato dal WWF Italia onlus il 28 giugno 2018 per chiedere l’annullamento nella delibera dell’11 giugno 2018 n.625 con la quale la Giunta regionale approvava il “Calendario venatorio stagione 2018/2019”, della parte in cui viene disposta la preapertura della stagione venatoria nei giorni 2 e 9 settembre e vengono stabili i periodi di prelievo per la caccia di selezione. Contestualmente, sono state anche impugnate le relative determinazioni dirigenziali con cui erano stati approvati i piani di abbattimento per la caccia di selezione.

Inseguito al ricorso, il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria ha stabilito, con propria ordinanza n. 120 del 25 luglio 2018 emessa a seguito della Camera di Consiglio del 24 luglio, quanto segue: “Ritenuto, ferma restando la validità in regime di prorogatio del piano faunistico venatorio scaduto il 21 luglio 2014, che l’istanza di sospensione del calendario venatorio impugnato appare suscettibile di positiva definizione nella parte in cui dispone la preapertura della caccia pur in assenza di adeguati piani di abbattimento selettivi previsti dalla normativa di settore… accoglie la domanda cautelare proposta nei limiti di cui in motivazione”

LUPI: VENETO AVVIA PROGETTO SPERIMENTALE MONITORAGGIO CON RADIOCOLLARE

Radiocollare in arrivo per i lupi nelle aree comprese tra Lessinia, Monte Carega a Altopiano di Asiago. E’ quanto ha annunciato oggi l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, al tavolo regionale per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, convocato a Venezia. La cattura di alcuni esemplari e la loro geolocalizzazione mediante radiocollare permanente (con sgancio da remoto) è la nuova proposta presentata dalla Regione Veneto, e già approvato in via preliminare dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra, per una gestione ‘proattiva’ dell’animale carnivoro che da qualche anno ha ripopolato l’area montana del Veneto. Potranno essere catturati e anestetizzati fino a 10 esemplari (l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha specificato tecniche, modalità e presidi ai fini di garantire l’incolumità) tra la metà dell’estate e sino alla fine dell’inverno, al fine di dotarli di collari GPS-VHF per monitorarne con precisione abitudini di vita, spostamenti e attività.

“Si tratta della prima esperienza in Europa dell’utilizzo della telemetria per la mitigazione del conflitto tra uomo e lupo”, spiega l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan. “I sistemi di cattura e di immobilizzazione farmacologica sono già stati sperimentati con successo in Toscana e nel parco della Maiella. Ora, grazie al supporto scientifico del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari e alla collaborazione tra polizia provinciale, personale della Regione, personale del Parco, agenti dei Carabinieri Forestale, sarà possibile gestire un progetto di stretto monitoraggio degli spostamenti, di conoscenza dettagliata della consistenza e delle attività dei branchi, ma soprattutto di allerta agli allevatori: quando il lupo si avvicinerà alle aree di allevamento e di pascolo scatteranno ‘barriere virtuali’ e segnali di allerta in modo da avvisare l’allevatore e da scoraggiare il predatore con luci stroboscopiche e avvisi acustici”.

L’utilizzo congiunto di videotrappole, sistemi di rilevazione telemetrica e di analisi genetiche – sottolinea Pan – saranno determinanti per consentire di intervenire prontamente e adeguare gli interventi di prevenzione anche in base agli spostamenti degli animali. “L’obiettivo – specifica l’assessore - è superare una gestione meramente passiva dei danni inferti con le predazioni e sposare invece un nuovo approccio, proattivo, di gestione del conflitto e quindi della convivenza tra zootecnìa e presenza del lupo”.

Negli ultimi tre anni – ha ricordato l’assessore - la Regione è intervenuta a tutela degli allevatori con ogni mezzo consentito, nel rispetto del regime di protezione: monitoraggio dei branchi, indennizzo dei capi predati, fornitura di 200 recinti elettrificati, consegna di 10 pastori maremmani abruzzesi come cani da guardianìa, formazione e supporto agli allevatori per gestire correttamente mandrie e greggi. “Ora, la sperimentazione della telemetria satellitare aggiunge un ulteriore e innovativo strumento di prevenzione”, rimarca Pan.

Il progetto – specifica l’assessore - servirà anche per lo studio scientifico e la mappatura genetica dei branchi favorendo una migliore conoscenza della specie in un territorio che, nel secolo scorso, ha perso confidenza con la presenza del lupo e si trova impreparato a difendere il proprio patrimonio zootecnico. La mappatura genetica servirà anche ad individuare eventuali esemplari ibridi (la cui presenza per ora non è stata rilevata in Veneto), e a favorirne la cattura. Per la realizzazione del progetto si preventiva una spesa di circa 150 mila euro nell’arco del biennio.

Scheda. Quanti sono i lupi in Veneto.

I dati più aggiornati del monitoraggio con campioni genetici effettuato nella stagione invernale 2017/2018 nell’ambito del progetto WOLFALPS documentano la presenza in Veneto di 6 branchi, per un totale di almeno 43 lupi, di cui 42 associati ai branchi e 1 vagante, campionato in Cansiglio al confine con il Friuli Venezia Giulia. La dimensione media dei 6 branchi monitorati è di 7 lupi, segno di una buona capacità riproduttiva della specie. La popolazione del lupo sulle Alpi Orientali, dal 2014 ad oggi, risulta in espansione sia a livello demografico sia spaziale: infatti, dalla presenza documentata di un branco in Veneto nel 2014/2015 per un totale di almeno 11 lupi stimati sul territorio regionale, si è passati ad un branco e una coppia nel 2015/2016 per un totale di almeno 14 lupi stimati, a 6 branchi nel 2017/2018 per un totale di almeno 43 lupi stimati in Veneto. Nel 2017/2018, 4 dei 6 branchi monitorati sono distribuiti lungo il confine regionale con la provincia di Trento.

Nell’arco alpino, versante italiano, la presenza del lupo è molto più consistente nel settore Nord-Occidentale, dove è stata censita la presenza di 46 branchi più 5 coppie, per un totale di 51 unità riproduttive e una stima di almeno 287 esemplari. La regione più interessata è il Piemonte, dove si concentra il 95 per cento dei lupi delle Alpi occidentali italiane: in provincia di Cuneo i branchi monitorati sono 19, in quella di Torino 13.

Dal 1° gennaio 2018 ad oggi in Veneto sono state accertate 75 predazioni attribuibili al lupo, per un totale di 191 capi uccisi (in prevalenza ovini, 35 bovini e 12 asini). La Regione Veneto ha dato risposta alle istanze ricevute fino al bimestre maggio-giugno, mettendo in pagamento 16.800 di indennizzi.

Il report finale completo del Veneto è disponibile sul sito del progetto Wolfalps alla pagina http://www.lifewolfalps.eu/download/

 

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