Giovedì, 13 Ottobre 2016 00:00

FRANCIA: VOTATI EMENDAMENTI PER IL CONTROLLO DEI LUPI

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Il Parlamento francese, contro il parere del Governo di Parigi, ha adottato in questi giorni alcuni emendamenti per facilitare il controllo dei lupi in zone montane, prendendo le distanze dal quadro normativo nazionale ed europeo.
Adottati in occasione del disegno di legge della montagna, questi emendamenti sono stati sostenuti da molti rappresentanti eletti nei dipartimenti montani. 
"I lupi si sono riprodotti su larga scala, le specie protette sono le pecore, piuttosto che loro. Il lupo uccide la pastorizia", ​​ha dichiarato il deputato PS delle Hautes-Alpes Karine Berger; ma per l'UDI (Union des dèmocrates et indépendants) Philippe Folliot (circoscrizione di Tarn), "il lupo è una specie invasiva."
 
Secondo gli autori di questo emendamento "il principio di rigorosa tutela delle specie contenute nella Convenzione di Berna e della direttiva Habitat non è adatta a questi grandi predatori che danneggiano i sistemi operativi agroecologici del nostro paese."
Il Ministro della Pianificazione del Territorio, della Ruralità e degli Enti Locali, Jean-Michel Baylet, fece  invano presente come l'attuale politica fosse equilibrata, ricordando che sotto la direzione al Ministero dell'Ambiente di Ségolène Royal è stato aumentato da 12 a 36 il numero di lupi che possono essere abbattuti ogni anno, secondo le indicazioni delle prefetture. 
Nel 2015, sono stati uccisi quasi 9.000 animali da reddito, soprattutto pecore, e questi sono state risarciti con grave danno per la collettività. 
I deputati hanno anche adottato un emendamento del relatore Bernadette Laclais (PS) perchè il risarcimento degli agricoltori venga sancito dal diritto e non solo da una circolare ministeriale.
Anche Patricia Morhet-Richaud, Senatrice repubblicana delle Hautes-Alpes, ha scritto al Ministro dell'Ambiente, Ségolène Royal, chiedendo di modificare lo status di protezione rigorosa del lupo, in maniera meno restrittiva, chiedendo all'Europa di rivedere le direttive (Convenzione di Berna) attualmente in vigore. Il Ministro ha subito risposto d'aver incaricato il suo staff di studiare la situazione.
 
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