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LUPI: COLDIRETTI CUNEO ALL'ATTACCO

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Dopo gli ultimi tre attacchi subiti dagli allevatori cuneesi Coldiretti alza la voce, e chiede siano assunti drastici provvedimenti contro le razzie dei lupi.
E' Elio Gasco, presidente di Coldiretti Mondovì, a dichiararlo senza mezzi termini: "La misura è colma. Al dì dal dei danni subiti dalle singole aziende, la preoccupazione sta diventando un’altra: come proteggere le persone dalla presenza sempre più invadente dei lupi?".
E continua lanciando l'allarme: " Si sono spostati sempre più vicini alle case e dei centri abitati. Non temono più l’uomo". 
A Lesegno due giorni fa  sono spariti, divorati dai lupi tre agnellini, che venivano tenuti come animali d'affezione, e i cui resti sono stati trovati molto vicino al paese, a du e passi, dicono gli allevatori, da  "villette di famigliole e bambini".
Anche nella Langa Cebana  la situazione non è migliore, ed a Murazzano e Paroldo sono avvenutie altre due predazioni mortali: venerdì scorso, a Murazzano, alla Cascina Soffietti di Fabrizio Barbero, dove nel recinto  di 150 capi sono state ritrovate quattro pecore morte; pochi giorni prima a Paroldo dove  Claudio Adami, allevatore di qualità, ha subito gravi perdite.
"L’altra settimana abbiamo perso 5 pecore, a giugno una decina - dichiara l'uomo -. Solo quest’anno, per colpa del lupo, abbiamo perso una trentina di capi. Mi chiedo a che serva tutto questo, se non a tradursi in una questione enorme. Dove nessuno fa nulla. Nè la Regione, né la politica".
E risponde così a chi gli propone rimedi per evitare gli attacchi, come recinti e cani: "Non sono la soluzione. Ci dicono di prendere i pastori maremmani: sono iper aggressivi. Vicino a noi c’è un campeggio. E vogliamo parlare dei recinti elettrificati? Inutili. I tassi e gli animali notturni scavano gallerie apripista. Servono ben altre misure". 
Ed è Gasco di Coldiretti a concludere sconfortato quando si parla di abbattimento selettivo: "Ma qui in Italia il lupo è sacro. Quando in Svizzera e in Francia ucciderli, per legittima difesa, è consentito. Servono politiche serie. E che chi ha introdotto il lupo ora studi misure efficaci perché non sia dannoso". 
 
Dure accuse queste di Coldiretti, ed allora ecco la replica dei 
promotori del progetto Lupo, Life WolfAlps.
A parlare, intervistato da La Stampa, è Paolo Salsotto, presidente del Parco Alpi Marittime, e che fu Comandante regionale e provinciale del Corpo Forestale dello Stato.
"Per prima cosa che sarebbe ora di superare una leggenda metropolitana che alimenta solo preconcetti infondati, come quella che i lupi li abbiamo introdotti noi" e poi ancora, "La loro migrazione è un fenomeno naturale. Sono arrivati qui attraversando una dorsale naturale che dall’Appennino li ha portati a colonizzare tutte le Alpi".
Salsotto precisa anche come con i lupi si dovrà convivere, ma tenendo conto delle esigenze dei pastori; e quando gli si chiede in che modo ecco la sua risposta: " ... la strada non è quella dell’abbattimento. La vera parola è convivenza sostenibile. Mettendo i pastori in condizione di difendersi dal lupo".
Molti pastori invocano invocano il ricorso alle armi o all’abbattimento selettivo, e subito arriva la replica del presidente del Parco Alpi Marittime, che uno dei soggetti beneficiari dei fondi versati da UE ed altri (oltre sei milioni di euro) per sostenere il progetto Life WolfAlps:  "Al momento l’uso delle armi non è previsto. Il lupo non è specie cacciabile. È in espansione, come areale, e questo crea problemi, lo sappiamo bene. Sta creando danni alle persone, ma non all’ecosistema".
Salsotto però sa bene come il governo stia valutando l'applicazione del "Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia", redatto dall'Unione Zoologica Italiana per conto del Ministero dell'Ambiente, che prevede anche la possibilità di abbattere alcuni lupi, e così conclude: " E solo allora, con stime che abbiano una solida validità scientifica, si potrà ragionare su cosa fare. Compresa, ma in ultima ratio, l’abbattimento programmato. Anche se personalmente non credo che uccidere un lupo qua e là risolva il problema. La via maestra è un’altra".  
 
 
 
 
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