Venerdì, 02 Dicembre 2016 00:00

Abruzzo: L'Arcicaccia dice no alla supertassa sulla caccia al cinghiale

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Alla luce degli ultimi sviluppi della riforma sul Regolamento regionale in materia di gestione e caccia al cinghiale, l’Arcicaccia di Teramo sente il dovere di denunciare la grave situazione di “stagnazione” che si sta verificando in sede di discussione del provvedimento durante i lavori della Commissione consiliare regionale.
Ricordiamo che la riforma è stata fortemente richiesta da tutte le sigle sindacali agricole e dalle istituzioni del territorio di Chieti, Sindaci e Prefetto, attraverso incontri, note e comunicazioni. Sono seguite assemblee pubbliche che hanno visto la partecipazione dell’Arcicaccia come parte attiva, in cui l’Assessore Dino Pepe ha garantito l’approvazione di misure urgenti che tendessero a riaprire la caccia in squadra nelle zone che oggi, per una palese “svista” dell’attuale regolamento, sono ancora vietate alle stesse squadre.
Si è aperta una lunga fase di discussione durante la quale sia l’opposizione (Gruppo Forza Italia in Regione) che 8 ATC abruzzesi (VOMANO, SALINELLO, SUBEQUANO, PESCARA, CHIETINO-LANCIANESE, SULMONA, AVEZZANO, L’AQUILA) hanno presentato un testo alternativo a quello in discussione, in cui si prevede l’applicazione ai cacciatori abruzzesi di una Supertassa per la caccia al cinghiale con versamento di 800 euro a squadra e 40 euro a singolo che finirebbero nelle tasche degli stessi richiedenti ATC.
L’Arcicaccia ha già più volte denunciato che si tratta di una ennesima indegna tassazione, a danno dei cacciatori abruzzesi che, ed è qui il paradosso, sono gli unici che si stanno impegnando a proprie spese ed efficacemente sull’abbattimento della specie. Le altre Associazioni venatorie tacciono.
La lentezza con cui la Commissione Regionale e l’Assessore Pepe stanno conducendo questa semplice riforma della caccia al cinghiale, fatta di rinvii continui, la dice lunga sugli interessi politici e, ahimè anche economici, che girano intorno al cinghiale. Evidentemente la Regione preferisce continuare a pagare i danni crescenti che il cinghiale provoca all’agricoltura, dentro e fuori i Parchi Regionali, anziché affrontare risolutivamente la questione approvando rapidamente il testo in discussione in Commissione.
L’Arcicaccia nel prenderne atto continuerà con convinzione a sollecitare la parte del mondo venatorio che crede ancora in una gestione virtuosa e possibile della materia, fatta di obiettivi certi, interventi efficaci e soprattutto forte senso di responsabilità.

1 dicembre 2016
Teramo
Il Presidente
Dott. Massimo Sordini

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