Sabato, 29 Aprile 2017 00:00

AIW interviene sul problema lupi

Scritto da  Redazione

ANCORA SUI LUPI NEL SAVONESE 

Quando le bugie cominciano a rivelare le proprie gambe corte!

 

Si sa, secondo un antico proverbio, la verità è come l’olio, che finisce sempre per venire a galla, così come le bugie ad avere le gambe corte.

Compare oggi sulla cronaca locale del La Stampa savonese una notizia riguardante l’uccisione di un cavallo non lontano da Savona da parte di “canidi” (e se ne segnala un altra avvenuta pochi giorni prima nell’imperiese). Leggiamo: «Un cavallo è stato sbranato dai lupi sulle alture di Savona” “Sappiamo solo che ad attaccare il cavallo – spiega il veterinario della Asl – sono stati dei canidi, senza essere certi se si tratti di lupi o di cani selvatici” […] Secondo gli esperti, anche se non vi è alcun pericolo per l’uomo, esiste una diversità tra il lupo appenninico, più schivo e timoroso, e quelli avvistati nei boschi più vicini alle aree urbane. In queste zone, i lupi, più grossi e più abituati alla presenza dell’uomo, sono più pericolosi, anche per i grossi animali». Fermiamoci qui e commentiamo:

1. Certamente non è possibile stabilire se ad uccidere il cavallo siano stati lupi o cani, ma è certo che prima della presenza dei lupi tra la Francia ed il savonese, queste aggressioni non si verificavano MAI. Possiamo anche stabilire che siano cani, inselvatichiti o meno (ma anche questi non c’erano MAI stati prima). E questo indica che la probabilità più alta, più logica, più ragionevole, è che siano stati lupi.

2. Fa piacere leggere che anche i veterinari (e i giornalisti, sempre negazionisti sul non ritorno naturale, oggi riportano!) fanno la distinzione tra i lupi appenninici (che non sono MAI giunti nel savonese!) e “quelli avvistati nei boschi più vicini alle aree urbane” del savonese. Certo, perché si tratta di lupi che hanno altra origine, origine che gli viene dal marasma di individui liberati in Francia (ma forse anche nel nord Italia) da “manine” rimaste finora ignote (a parte la dimenticata voce su una fuga di lupi dallo zoo di Murazzano!).

Proseguiamo nella lettura. «”E’ necessario un monitoraggio dei cani inselvatichiti e dei cosiddetti ibridi, incrocio tra cani e lupi – si è così espresso l’Assessore regionale all’agricoltura – per poi procedere al loro isolamento. E’ necessario catturarli, sterilizzarli e contenerli in appositi strutture, perché l’ibrido e il cane inselvatichito sono le due specie più pericolose per gli allevamenti, avendo più familiarità con l’uomo e quindi più propensi ad avvicinarsi ai centri abitati. Gli ibridi in Liguria rappresentano ormai il 30 per cento degli avvistamenti nei boschi urbani”. Naturalmente mancano dati oggettivi e prove concrete e si procede solo per deduzione».

Nonostante questo, la Liguria è una delle Regioni che ha detto NO alla riduzione del numero dei lupi mediante abbattimenti: e allora, dai allo sperpero di danaro pubblico per finanziare studi, ricerche, indagini, catture, recinti, mantenimento, operazioni di sterilizzazione (per non parlare del pagamento dei danni). Così, come in Abruzzo per l’Orso marsicano (oltre 15 milioni di Euro!), si darà lavoro agli amici degli amici e non si risolverà il problema della presenza di quest’eccesso di “lupi”, con il rischio che finiscano per andare veramente ad inquinare sempre più la vera sottospecie appenninica (più piccola e meno aggressiva e più schiva proprio perché di antica origine naturale). Tutto questo per contenere lupi ibridi (anche questi, MAI presenti prima nel savonese ed in Liguria in genere) o di sottospecie di svariata origine. Deduzione per deduzione, la prima cosa da chiedersi è: come mai questa presenza in Liguria non c’era prima dell’arrivo dei Lupi dal settore occidentale (leggasi francese)? E’ da quasi vent’anni che il sottoscritto lo sta vanamente segnalando: ora il bubbone sta esplodendo!

Sostenere poi che solo i cani inselvatichiti e gli ibridi si avvinino ai paesi e alle persone, è un’altra balla nel tentativo di salvare i lupi. NO lo fanno usualmente anche i lupi, come dimostrano i non pochi avvistamenti degli ultimi anni. E, sempre deduzione per deduzione, la cosa più logica è pensare che siano soprattutto i lupi quelli che commettono i misfatti suddetti, anche perché, comunque si voglia girare la frittata, senza i lupi oggi non vi sarebbero né ibridi né “cani inselvatichiti”! Per non dire della reale possibilità che in casi particolari, come è per altri grandi predatori, anche i lupi possano aggredire l’uomo (nonostante il negazionismo, seppure smentito da autorevoli esperti – ma tenuto nascosto fino ad oggi!).

Murialdo, 29 Aprile 2017                                                                       Franco Zunino

                                                                    Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness 

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