Giovedì, 25 Maggio 2017 00:00

FRANCIA: I LUPI, NONOSTANTE LA CACCIA, AUMENTANO!

Scritto da  Redazione
La popolazione di lupi è aumentata in Francia, e lo si legge proprio in queste ore sul prestigioso quotidiano "Le Monde"
La popolazione di Canis lupus italicus, secondo il giornale francese avrebbe raggiunto il numero di 360 animali, contro 292 dell'ultimo conteggio pubblicato nel 2016, e con un ragguardevole incremento del 23%; tutto questo secondo i dati della rete di Wolf-Lynx dell'Ufficio Nazionale Caccia e Fauna Selvatica (ONCFS), pubblicato lo scorso 23 maggio.
Queste stime debbono ancor essere consolidate, ma danno già una buona idea dell'evoluzione delle specie, la cui crescita è nuovamente in aumento di nuovo, dopo due anni di relativa stagnazione.
Una manna, sostiene Le Monde, per il governo accusato da associazioni di mettere a rischio la conservazione di questo animale protetto e per il quale vengono previsti piani d'abbattimento.
Va infatti ricordato come in Francia il lupo venga cacciato da alcuni anni, e nella stagione 2016/17, iniziata il 5 luglio per una durata di 12 mesi, furono autorizzati 36 abbattimenti; ad aprile, raggiunta la quota prevista ne venneso concesse due in più, e solo una settimana fa un altro lupo venne ucciso in Savoia. Ora il governo francese aumenterà la quota annuale a 42, ad impedire che il loro numero cresca ulteriolmente.
 
Il lupo, scomparso dal territorio transalpino nel 1930, ritornò nel 1992, provenendo dall'Italia e valicando le Alpi, e continua a colonizzare nuovi territori. Le presenze maggiori in tre dipartimenti delle Alpi, in Isère, in Savoia, nella Bouches-du-Rhône e Hérault.
Il suo numero sarebbe triplicato in soli dieci anni, ha testimoniare la vitalità di questa specie, e tutto ciò nonostante l'allarme lanciato nel mese di marzo, quando quattordici scioenziati avevano pubblicato un loro lavoro sul futuro del predatore in Francia, sotto il coordinamento del Museo Nazionale di Storia naturale e ONCFS. Gli scienziati avevano calcolato come la mortalità del predatore per tutte le cause, fosse salito al 22% all'anno in media tra il 1995 e il 2013, indicando una soglia critica del 34%, oltre la quale sarebbe stato messo a repentaglio il futuro della specie, manifestando preoccupazione per l'aumento dei prelievi decisi dal governo di Parigi. I nuovi dati dimostrano che questo non è il caso.  
 
In Francia il dibattito è aperto: da una parte allevatori e pastori che chiedono s'aumentino gli abbattimenti, dall'altra ambientalisti e animalisti che premono perché questi cessino.
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