Sabato, 02 Settembre 2017 00:00

ARCI Caccia: Finalmente a caccia con tanta passione ed in barba ai professionisti delle 100 sigle che indeboliscono il mondo venatorio

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Non siamo allenati alla polemica ma siamo obbligati a notare, perché chiamati in causa, alcune contraddizioni di quanti hanno bisogno di individuare in noi il nemico per giustificare lo stato di guerra che hanno proclamato per il Tesseramento 2017 con un solo, maniacale, obiettivo: l’ARCI Caccia.

L’attività venatoria? Se ne fregano! Le altre Associazioni? Brava è solo la loro FIdC, guarda caso!.

Per motivi di bassa lega hanno immesso “ad arte” le chiacchiere più false e “iettatorie” sull’ARCI Caccia. Si racconta poi di telefonate anonime, pressing con pubblicità ingannevoli. Un sentito ringraziamento a quanti, tanti, malgrado gli assalti, hanno già scelto convintamente la tessera ARCI Caccia e continueranno ancora nei prossimi giorni.

I “signori delle tessere” che volevano ricattare l’Associazione per trasferirla in Federcaccia non hanno “fatto centro”, eppure era già chiara la reazione di rigetto in Italia della loro provocazione, fin dal Congresso.

Fin d’ora vogliamo dare assicurazione e certezza di un’ARCI Caccia 2018 forte, combattiva, rinnovata come è in tutta Italia e in Toscana dove sono in via di soluzione i problemi organizzativi, politici, economici che sono stati lasciati in eredità.

Il tentativo di alzare il polverone è ormai “sputtanato”. Nascondere le contraddizioni che vivono le “new entry” e di qualche già compagno di vita della Federcaccia non è facile come un tempo quando avevano circuito parte del corpo sociale isolandolo dall’informazione, dalla discussione e dalla conoscenza dei fatti. Molte le riunioni fatte dopo il tanto silenzio degli anni scorsi. Ora da FIdC dicono “comporre e non imporre” per risolvere le criticità tra CCT e FENAVERI. L’ARCI Caccia questo insegnamento lo ha anticipato nella sede più qualificata, il Congresso. Per la FIdC sarà l’Assemblea Nazionale. Comporre andrà bene se, però, sarà lasciare l’attuale stato di cose e avere 100 carte d’identità di FIdC: ARCT, CCT, Ekoclub, Oikos, Associazione dei cinghialai, delle Alpi, degli acquatici, e chi più ne ha più ne metta, continuerebbe il caos di comodo di sempre alimentato per il “dividere ed impera”! Dentro casa!

Ricomporre, è andare nella stessa direzione, altrimenti anche oggi sono “composti” tra di loro…ma alla caccia non viene nulla di buono.

Ci auguriamo che sia presto e concreta la scelta della FIdC: se sarà FENAVERI valga per tutti e ovunque. Noi, allora, ci saremo e si faranno tante FENAVERI anche fuori dell’Emilia Romagna. Finalmente! Vendere il “fumo” dell’unità nuoce alla salute e degenera in patologie croniche, letali per i cacciatori.

La FENAVERI oggi resta la “foglia di fico”. La prospettiva quale sarà? Un numero di telefono e la signorina che risponde….”cosa posso fare per lei?”. Troppo poco!

E’ una ipocrisia insostenibile il “bacio a Roma” e la “rissa” nelle Regioni. Non è rispettoso del ruolo dei dirigenti nei territori avvallare il moltiplicarsi di sigle – come messo in scena in Toscana – per dimostrare che la FIdC da sola si basta.

Si bastano nella “casa comune”, anche i “compagni” del Piemonte che così scrivono ai Federcacciatori “…già siamo oltre il 60% dei cacciatori piemontesi e ciò vuol dire che le altre sei Associazioni Venatorie riconosciute superano di poco la nostra metà.

Noi cresceremo ancora, statene sicuri e lo faremo con l’aiuto di tutti voi ma se qualcuno ritenesse opportuno o vantaggioso farsi incantare da quella sirena vada pure, non lo fermeremo di certo.

Faccia bene i suoi conti però e sappia che, se le porte sono sempre aperte per chi vuole entrare e far parte della nostra grande famiglia, d’ora in poi chi la varcherà per andarsene versi altri lidi, dopo li troverà chiusi…”

Che dire!!! Per Federcaccia è una minaccia o una promessa la Federazione nazionale unitaria…”di sinistra” come rivendicato dai neo FIdC quale discrimine di appartenenza, dalle Alpi alla Sicilia.

Ci siamo, arriva la caccia, l’Apertura e scende anche la pioggia che porterà via l’ipocrisia, i documenti scientifici e insignificanti e le altrettanto insignificanti risposte di questi giorni. Le danze contro la siccità dei Verdi e degli Ambientalisti hanno portato dei risultati: piove. A seguire si partirà con la “stanziale” sperando che, laddove si sono fatti “lanci” con compensi ai maestri di “ostetricia venatoria”, i cacciatori (che sono i pagatori) abbiano gratificazioni.

La passione e la speranza saranno la forza del cambiamento. Non ci arrendiamo!

In Bocca al Lupo!!!

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