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Arci Caccia: niente fantasie! La caccia al cinghiale si fa in braccata, dalle Alpi alla Sicilia, Abruzzo compreso. Nessun organismo dirigente si è mai espresso diversamente e vivaddio.

Arci Caccia: niente fantasie! La caccia al cinghiale si fa in braccata, dalle Alpi alla Sicilia, Abruzzo compreso. Nessun organismo dirigente si è mai espresso diversamente e vivaddio.



Un Giornale locale ha attribuito dichiarazioni ad un nostro dirigente abruzzese che, così come sono state riportate, richiamano la necessità di cacciare il cinghiale in selezione e non in battuta al fine di ridurne il numero.

A questo proposito interviene il Presidente Nazionale Sergio Sorrentino: “La posizione dell’ARCI Caccia sulla caccia al cinghiale è una ed una sola. Quella che abbiamo affermato nei documenti e con forza in mille occasioni: La caccia al cinghiale si fa in braccata!!! La forma di caccia a cui sono legate le nostre tradizioni e che è l’unica in grado di garantire con più efficacia quel controllo della consistenza della specie, indispensabile per la tutela dell’agricoltura. Tutte le altre forme sono solo in grado di tamponare qualche emergenza momentanea o qualche situazione in cui non si può intervenire in altro modo o organizzare in tempo reale la braccata.

L’articolo uscito sulla stampa, tra l’altro, pone l’accento su alcune frasi espresse in un contesto ben più generale e ampio; tutte da verificare.

La nostra posizione è chiarissima e l’abbiamo ribadita reiteratamente, l’ultima volta non più tardi di venerdì scorso al convegno organizzato nella giornata di apertura della Fiera Caccia&Country di Forlì (che sarà visibile a breve e in formato integrale su www.agrilinea.tv). La caccia al cinghiale – cultura da trasferire alle nuove generazioni – per Arci Caccia è quella della braccata con l’utilizzo dei cani da seguita. E questa è la posizione dell’associazione, valida dalle Alpi alla Sicilia e quindi anche in Abruzzo. La selezione è altro, è un intervento mirato straordinario dove la braccata non riesce a intervenire, come è noto ai cacciatori, alle squadre.

La posizione dell’ARCI Caccia è frutto di processi democratici partecipati, di centinaia di Assemblee, di Congressi. La caccia al cinghiale è patrimonio unitario, insieme a tutte le altre forme di caccia, della migliore cultura rurale del nostro Paese, oggi e domani.

Il Presidente dell’ARCI Caccia dell’Abruzzo, Massimiliano Di Luca, conferma di essere sulla stessa “lunghezza d’onda” del Presidente Sorrentino.

Qualche volta si leggono tempeste in un bicchiere d’acqua….

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