Sabato, 19 Maggio 2018 00:00

CCT E FEDERCACCIA: INDIETRO TUTTA!!!

Scritto da 

Nell'ultimo Comitato di Gestione dell'ATC 11, la FIDC Pistoiese ha fatto passare a maggioranza (visto che gli sono stati dati tutti i rappresentanti venatori e ambientalisti, tramite Ekoclub) un provvedimento a dir poco sconvolgente.

Nel testo, senza molti giri di parole e senza una benché minima consultazione con i cacciatori dei vari distretti, si invita la Regione Toscana a chiudere la caccia al capriolo nelle aree non vocate e a rendere vocato per il cervo tutto il territorio attualmente non vocato per questo ungulato nell'ATC Pistoiese. Lasciando, in questo modo, la caccia aperta solo alla specie cinghiale che, a nostra parere, è l'ungulato che fa meno danni nell'area non vocata numero 7. Secondo tale proposta, quindi, si dovrebbe svolgere una gestione conservativa del Cervo, favorendo una sua espansione, nella piana pistoiese (distretto vivaistico di importanza mondiale), sui colli con vigneti e oliveti sopra Pistoia e sul Montalbano (dove ci sono marchi DOCG, IGT e IGP su prodotti agricoli esportati in tutto il mondo), nonchè nel Padule di Fucecchio, area umida che ricade principalmente in Provincia di Pistoia.
D'altra parte non è una proposta nuova, questa gestione totalmente conservativa, si era già sviluppata e consolidata dalla fine degli anni '90 al primo decennio del 2000. La risorsa "cervo" era diventata in pochi anni una calamità, difficile da gestire tramite gli strumenti dell'epoca.
Sollevando il cervo ad uno status di totem, come accade oggi per il lupo, la specie si era espansa fino alle aree periurbane di Pistoia (e Prato), provocando numerosi e gravi incidenti stradali e danni alle produzioni agricole nel 2012 di oltre 115.000 euro (accertati da professionisti abilitati). Soldi pagati dall'ATC, attraverso le quote versate dai cacciatori.
Dal 2013, con la nuova pianificazione del territorio e la nuova gestione non conservativa in area non vocata (che comprende vivai, vigneti, uliveti, frutteti, aree periurbane) attuata attraverso il prelievo selettivo ordinario (e non con il, tanto amato dalla CCT, controllo ai sensi dell'art. 37/L.R. 3/94), i danni sono diminuiti in maniera drastica (con una media di 20.000 euro l'anno di danno accertato fino al 2017) e sono stati rimossi quei lacci e laccioli che avevano fatto sì che, per quasi 20 anni, la gestione di questa specie fosse in mano a poche persone. Le stesse che oggi vogliono restaurare la "vecchia" gestione, a scapito degli agricoltori e degli stessi cacciatori, che dovranno poi pagare le decine di migliaia di danni che deriveranno da questa scelta scellerata: migliaia di cacciatori pistoiesi, migratoristi e cinghialai, che non si interessano minimamente alla gestione del cervo.
Chiediamo a gran voce, in primis agli agricoltori e ai cacciatori pistoiesi, e poi alla Regione Toscana, di rigettare questa improvvida indicazione data dall'ATC Pistoia 11, che va contro quanto indicato dalla L.R. 10/2016 e quanto dichiarato in vari contesti dall'Assessore Marco Remaschi. Il divertimento di pochi non può giustificare i le perdite (economiche e non solo)di molti.

ARCI CACCIA TOSCANA - ANLC TOSCANA- CIA TOSCANA

ALLEGHIAMO LA DELIBERA APPROVATA DALLA FEDERCACCIA (PARDON DALL'ATC) DI PISTOIA:

Top