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Le osservazioni di Libera Caccia alla nuova legge sulla caccia del Piemonte

Le osservazioni di Libera Caccia alla nuova legge sulla caccia del Piemonte
anlcIl giorno 12 giugno 2018 è stata votata la nuova legge sulla caccia di Regione Piemonte che è andata a colmare il vuoto legislativo creatosi con l'abrogazione, nel 2012, della precedente l.r. 70/96.
La nuova legge, l.r. n.5, il cui iter è stato tribolato e contestato dal mondo venatorio che l'8 giugno è sceso compatto e unito in piazza a Torino per una manifestazione di piazza, battezzata "La Caccia s'è desta", secondo i cacciatori presenterebbe diversi profili di incostituzionalità, e farebbe del Piemonte la regione con le norme più restrittive in tutta Italia, e forse in Europa.
In prima linea nella difesa dei diritti di tutti i cacciatori l'Associazione Nazionale Libera Caccia, tra i promotori della manifestazione torinese e che alcuni giorni dopo la votazione del provvedimento ha incaricato uno studio legale di fiducia di redigere una relazione sul documento, al fine di segnalare articoli e punti che sembrano porsi in palese contrasto non solo con le leggi dello Stato (l. 157/92) o Europee, ma altresì con la stessa Costituzione della Repubblica Italiana.
Il prestigioso Studio Lemme, operativo a Roma dal 1927, ha fatto pervenire un'approfondita analisi che è stata immediatamente trasmessa dai dirigenti di Libera Caccia ai ministeri competenti, affinché il Governo possa impugnare di fronte alla Corte Costituzionale il provvedimento entro i 60 gg. dalla pubblicazione della legge.
Pubblichiamo integralmente il documento, fattoci gentilmente pervenire dai Presidenti nazionale e regionale di A.N.L.C. Paolo Sparvoli e Giovanni Gallinaro.
I cacciatori piemontesi ora sperano che la Consulta possa intervenire, ponendo la parola fine a una vicenda che ormai si protrae da oltre quattro anni, e cioè da quando Sergio Chiamparino del PD è divenuto Presidente di Regione Piemonte, e Giorgio Ferrero, anche lui PD,  Assessore alla Caccia.
Allegato documento in pdf...   
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